6 pizze per l’estate

Agosto e’ ormai inoltrato e anche noi ce ne andiamo in vacanza per qualche giorno, a rinfrescare le idee e ad assaggiare nuove pizze in giro per l’Italia! Non vi lasciamo, pero’, a bocca asciutta. Ecco qui alcune pizze decisamente “estive” – che si tratti di novita’ o di grandi classici – che potrete continuare a mangiare anche per gran parte o tutto il mese visto che le pizzerie che le propongono saranno per lo piu’… aperte per ferie!
Buone vacanze e buone pizze, ci ritroviamo su queste pagine a partire dal 31 agosto! Continue reading “6 pizze per l’estate”

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Pizza con le stelle: l’Excellence Foodball Cup con Ciro Salvo e Pier Daniele Seu

Dedichiamo un post “straordinario” di sabato a un appuntamento in programma la settimana prossima a Roma davvero da non perdere: la prima EXCELLENCE FOODBALL CUP!
Mettete insieme pizza – super -, cocktail, birra e vino, calcio (con giocatori molto particolari!), musica e divertimento.
Unite il fatto che ci saremo anche noia  raccontare qualcosa su La Buona Pizza e… cercate di esserci!

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Le pizze del Sole di Giulietta

La scorsa settimana da Giulietta, la pizzeria romana della coppia Bowerman/Spada, c’è stata una serata ad hoc dove il noto pizzaiolo campano Salvatore Salvo, consulente, insieme al fratello Francesco, per quanto riguarda la pizza napoletana, ha proposto un menù degustazione a 30 euro dove venivano proposte le “Pizze del sole“.

Salvo

Il locale era pieno e in molti hanno risposto con entusiasmo alla discesa su Roma del giovane Salvo che ha lavorato per tutta la sera davanti al caldissimo forno coadiuvato dai suoi “ragazzi”. L’idea dell’evento era proporre pizze diverse e rivisitate pensate per “onorare” i sapori e i profumi dell’estate e presentate ai tavoli già tagliate a spicchi.

Inizio con il botto con i classici fritti della tradizione napoletana, quali il crocchè di patate

la polenta fritta

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la frittata di pasta

la Cosacca (a gentile richiesta)

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e poi la Marinara fredda, una rivisitazione della versione classica dove i pomodori freschi di Corbara sono stati portati direttamente da Salvatore nella capitale e marinati a cui ha aggiunto fiori d’aglio e alici fresche

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la Margherita, un “must have”, perfetta e buonissima con pomodoro San Marzano, fior di latte e olio evo

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l’Affumicata, invitante e sfiziosa, con mozzarella di bufala, salsiccia di Nero Casertano affumicata con legno di quercia e di castagna e rucola a crudo

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l’Oceano molto gustosa e golosa grazie alla crema che si era formata tra il fior di latte e la ricotta di bufala a cui sono state aggiunte alghe disidratate, ricciola affumicata, limone e pepe rosa

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e, come dolce, il rinfrescante tartufo bianco artigianale di Giulietta affogato nel caffè espresso

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E alla fine, per chi come noi è rimasto fino a tardi, abbiamo chiuso la graditissima serata con un ottimo cocktail da Romeo.

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Berberè apre a Roma

Buone notizie sul fronte pizza a Roma: ha aperto ieri Berberè, pizzeria nata a Bologna nel 2010 grazie alla felice intuizione dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che, in pochi anni, hanno aperto a Castel Maggiore, Firenze, Torino, Milano, Londra mantenendo qualità e bontà a prezzi accessibili.

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Salvatore e Matteo Aloe

A pochi passi dal MACRO, nel quartiere Nomentano di Roma, Berberè approda in una zona di grande fermento enogastronomico. Il locale, accogliente e giocoso, è composto da diverse sale su due piani per circa 80 coperti (e un dehor esterno con circa 30 posti a sedere), un forno elettrico con piano cottura in materiale refrattario e la cucina a vista visibile su più lati “perché non è bello chiudersi in un posto chiuso e non avere il contatto con il cliente” commenta Matteo Aloe.

 

Anche qui grande cura per i dettagli e un certo mood vintage con pezzi di antiquariato originali e contemporanei mixati a elementi grafico-artistici ipercolorati che rivisitano le icone del classicismo romano in versione pop, come l’immagine di due lupe dai colori vivi che giocano fondendosi l’una nell’altra, un chiaro omaggio a Roma.

 

Ma veniamo alla pizza. Ne abbiamo assaggiate molte e, dobbiamo ammetterlo, erano tutte molto buone. Un impasto leggero dove si sente sia al palato che al naso la presenza della farina semintegrale, biologiche macinate a pietra. Anche qui viene usato lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e una lenta fermentazione di 24 ore. Le pizze, divisa in 8 porzioni, hanno un cornicione non particolarmente pronunciato dotato di alveoli e la fetta, non troppo sottile, tiene bene le varie farciture senza piegarsi mantenendo una delicata e fragrante croccantezza.

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Menù stagionale composto da quindici pizze (con una particolare attenzione per le proposte vegetariane) e uso di prodotti, molti dei quali certificati biologici, provenienti da contadini e allevatori scelti secondo parametri di lavoro, di impiego della terra, di lavorazione delle materie prime a “zero compromessi” quali, per esempio, il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello di Arnone, così come alcuni prodotti Libera. Queste le pizze assaggiate:

Piselli in crema, cipolla bianca saltata e olive taggiasche

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Mozzarella di bufala di caserta, pomodoro e basilico

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Zucchine, patate arrosto, maggiorana, feta, fiordilatte

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Pancetta arrotolata, pecorino romano, pomodoro

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Pomodoro melanzane al forno, ricotta affumicata, basilico

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Coppa estiva di Mora Romagnola, stracciatella, fiordilatte e olio all’arancia

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‘Ndujia di Spilinga, caciocavallo, pomodoro

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Prosciutto cotto di Mora Romagnola, peperoni al forno, pomodoro, prezzemolo

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Acciughe di Cetara, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, limone e origano

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I prezzi, onesti e popolari, vanno da 5,90 € per la pizza pomodoro, aglio e prezzemolo a un massimo di 13,50 € per quelle riccamente farcite con salumi. Anche a Roma troviamo la formula condivisione che permette di provare più pizze, servite un po’ alla volta tra i commensali, accompagnate da birre artigianali e un’accurata carta di vini sia al calice che in bottiglia.

Mi sa che torneremo presto perché non abbiamo assaggiato i dolci (ma li abbiamo visti…)

 

Il locale è aperto tutte le sere 7 giorni su 7 dalle 19.00 alle 23.30 e a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30.

Berberè pizzeria Via Mantova 5Roma

tel. 06. 45 65 43 90

http://www.berbere.it

Andrea Berton e la pizza di Dry a Vinoforum

Memore della bella esperienza da Dry, non potevo farmi sfuggire la serata di ieri a Vinoforum dove, nella sezione Maestri in cucina Ferrarelle, il pizzaiolo Simone Lombardi preparava le sue pizze insieme allo chef, nonché patron della pizzeria milanese, Andrea Berton.

Come racconta lo chef bi stellato “la pizza è stata interpretata nelle sue varie forme e sapori”, quindi si comincia con una semplice focaccia con alice marinata e burro all’olio extravergine di oliva, un grande classico che non delude mai.

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Si prosegue con un risotto alla pizzaiola dove il riso Carnaroli viene cotto nell’acqua di governo della mozzarella e abilmente mantecato dallo stesso Berton con crema di mozzarella, per poi venir impiattato su una base di crema di olive e “condito” solo con polvere di pomodoro Datterino disidratato, origano, basilico e porro, un risotto che richiama odori e sapori della pizza appena sfornata in un sapiente gioco di acidità, sapidità e dolcezza.

Dopo il piatto dello chef è il momento di Simone che presenta in anteprima la sua pizza al contrario dove il disco bianco diventa il piatto edibile che viene condito solo dopo la cottura. “La pizza rovesciata è ispirata a un piatto libanese. L’impasto è fatto con metodo indiretto con biga usando un blend di farine 0 e 1 con 48 di lievitazione. Il panetto viene allargato a mano, bucherellato con la forchetta, cotto in forno e poi schiacciato per dare l’effetto del piatto. L’idea era quella di fare della pizza un contenitore per gli altri ingredienti, che in questo caso sono melanzana alla brace dal retrogusto affumicato, pesto di basilico, pomodoro candito e una delicata ed intrigante crema di yogurt italiano e sale” ci racconta Simone coadiuvato da un fornaio/pizzaiolo d’eccezione quale è Andrea Berton. Un pizza con evidenti richiami orientali e che è solo la prima di molte altre sperimentazioni in corso che saranno nel menù di Dry 2 da settembre.

In chiusura la pizza meringa, forse l’esperimento meno convincente ma gradevole e non stucchevole.

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Cena interessante dove non sono mancati creatività e spunti innovativi, ma anche un bel lavoro di squadra, come si vede dalle foto, dove nessuno ha paura di sporcarsi le mani e il tutto è stato scandito da ritmi regolari e precisi per una pizza buona fuori dal comune. In attesa di andare presto a Milano per provare la seconda insegna di Dry possiamo solo dire “Attenti a quei 2”.

La Gatta cala gli assi: pizza, pesce, gelato e Champagne!

Che alla Gatta Mangiona – la pizzeria di Giancarlo Casa e Sergio Natali a Monteverde, Roma – si organizzino di tanto in tanto serate decisamente fuori dall’ordinario in cui alle gia’ particolari proposte del locale si aggiungono per una sera delle creazioni one shot nate dalla collaborazione con amici un po’ matti, non e’ una novita’. Giancarlo pero’ riesce ogni volta a inventarsene una nuova e tornarci e’ sempre molto interessante.
Lunedi’ 8 maggio, per esempio, per l’occasione ci si sono messi addirittura in 4 a pensarne una dopo l’altra e non a caso il titolo “implicito” della serata era pocker d’assi!
Pizza, pesce, gelato e Champagne – gia’ di per se’ delle carte notevoli – erano infatti rappresentate da veri e propri “campioni” nelle rispettive categorie: nel primo caso naturalmente lo stesso Giancarlo e il giovane pizzaiolo della Gatta, Elio Santosuosso; poi c’erano Gianfranco Pascucci dell’omonimo ristorante du Fiumicino, Marco Radicioni di Otaleg! (per me la migliore gelateria di Roma) e Fabrizio Pagliardi (non esattamente in carne e ossa, visto che ci ha potuto raggiungere solo a fine serata ed e’ stato sostituito da Chiara Pugina) che tra Barrique e Remigio contribuisce a rendere piu’ allegre e alcoliche molte delle mie serate. Insomma, come potrete immaginare ne abbiamo assaggiate delle belle! Continue reading “La Gatta cala gli assi: pizza, pesce, gelato e Champagne!”

Al Piccolo Buco una buona pizza!

La domanda e’ di quelle capaci di terrorizzare il piu’ esperto critico e giornalista gastronomico, ancor piu’ se si occupa di pizza: “Mi consigli un ristorante a Roma, in centro, che possibilmente faccia una buona pizza e dove non si spenda una fortuna?”. Fino a qualche tempo fa l’unica risposta possibile era Emma, la pizzeria di Francesco Roscino (in collaborazione con i fratelli Roscioli) vicino a Campo de’ Fiori, dove si puo’ trovare una buona versione della pizza romana – sottile e un po’ croccante – con condimenti di qualita’ ma pure qualche piatto di cucina e la selezione di ottimi prodotti di Roscioli. Piu’ difficile rispondere a chi desiderasse invece una pizza di stile piu’ “napoletano”, con il cornicione piu’ pronunciato e dalla consistenza piu’ soffice. Missione impossibile, anzi, avremmo detto fino ad ora. E invece, dopo averne sentito molto parlare ed essere finalmente riuscite ad andarci, adesso abbiamo una risposta piu’ che valida anche per questa seconda opzione: al Piccolo Buco, la pizzeria con cucina di Luca Issa a due passi dalla scenografica fontana di Trevi. Cosa volere di piu’? Continue reading “Al Piccolo Buco una buona pizza!”

La Chicago Pizza a Roma

Chicago pizza. Il nome rimanda a succulente pizze alte da cui cola formaggio fuso, vari tipi di salumi, pomodoro e “pepperoni”, pizze gigantesche tagliate a fette e spesso mangiate davanti alla televisione. Questo è nel nostro immaginario collettivo, ma cos’è e da dove nasce la Chicago Pizza?

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La più famosa – come ci ha raccontato anche Jonathan Porter, fondatore dei Chicago Pizza Tours e autentica autorita’ in materia, a cui ci siamo rivolte per saperne di piu’ – è la Deep Dish Pizza: bordo alto, cotta in teglie profonde e tonde dalla quale prende il nome, farcite con grandi quantità di formaggio, pomodoro e salumi vari. Una pizza la contrario dove la mozzarella viene messa sul fondo dell’impasto per non bruciarla, aggiunti gli altri ingredienti e completata il pomodoro

Poi c’è la Stuffed Pizza preparata da un italiano trasferitosi a Chicago, Rocco Palese di Potenza, che si è ispirato alla ricetta della “Scarcedda”, la tradizionale pizza rustica pasquale del capoluogo lucano. Bordi ancor più alti e un disco di pasta sopra il ripieno a mo’ di cupola, a sua volta condito con pomodoro.

Ma perché vi racconto tutto questo? Perché una versione italianizzata di questa celebre pizza la potete trovare anche in Italia e precisamente nei locali BurBaCa a Roma, Viterbo, Potenza e Matera.

BurBaCa è specializzato in piatti della tradizione americana con tecniche e materie prime tipiche della cucina italiana, un locale accogliente e dinamico che modifica offerta gastronomica e atmosfera in ogni fase della giornata, dalla colazione al dopocena.

Alessandra Farinelli Shooting

L’altra sera siamo state ad assaggiarla a Roma in via del Porto Fluviale 5 dove Salvo Cravero, l’executive chef dell’intero progetto BurBaCa, si e’ messo a  studiare la storia della Chicago Pizza per realizzarne una terza versione, meno alta e più adatta al gusto italiano. Sempre lui ha messo a punto – oltre alle due ricette sempre presenti in menu, una con sugo, polpette e salame e una vegetariana – altre 4 ricette ispirate alla tradizione locale dei diversi ristoranti del gruppo.

Da Chicago alle origini quindi. L’impasto, sempre lo stesso, viene realizzato artigianalmente in un piccolo laboratorio della Tuscia che recapita i panetti pre cotti e la farcia è fatta con i prodotti tipici della regione. Quindi ogni città ha la sua Chicago Pizza del territorio, per cui:

quella di Potenza ha una base di mozzarella, alici di Cetara, peperone crusco di Senise (IGP), scaglie di cacio cavallo podolico lucano (presidio slow food) e prezzemolo

Alessandra Farinelli Shooting

quella di Viterbo ha mozzarella, salsiccia semi stagionata a base di fegato Susianella di Viterbo (presidio slow food), patate lesse di Viterbo (IGP) e finocchietto selvatico

Alessandra Farinelli Shooting

la Roma ha base pomodoro, mozzarella, guanciale croccante di Amatrice e pecorino romano (DOP).

Alessandra Farinelli Shooting

Infine quella di Matera ha base pomodoro, stracciatella, salame pezzente e olive di Ferrandina (entrambi presidi slow food).

Alessandra Farinelli Shooting

Noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiarle tutte (avevate dubbi?) e, a sorpresa, tre versioni ex novo realizzate da alcuni colleghi che erano con noi e di cui siamo state i giudici.

Alessandra Farinelli Shooting

La versione per noi più interessante e completa – con mozzarella, patate, pezzente e peperone crusco sbriciolato – sarà disponibile nel locale romano per tutto il mese insieme alle altre quattro… e vi assicuriamo che ne vale la pena!

Per completare la degustazione abbiamo provato i fritti, un hamburger, una pizza con le famose polpette e i dolci, il tutto innaffiato da ottima birra artigianale!

BurBaCa

Via del Porto Fluviale, 5 – Roma

Aperto dal martedì alla domenica sia a pranzo che a cena.

 

1, 100, 1000 Citta’ della Pizza!

Dopo qualche giorno – necessario per riprenderci dall’overdose di carboidrati, birra e mozzarella e dalla fatica riassumibile in circa 20 km a testa percorsi a piedi in tre giorni all’interno del padiglione del Guido Reni District che ospitava la manifestazione e nelle immediate vicinanze – ci fermiamo a fare il punto su La Citta’ della Pizza. Volendo riassumere il tutto una parola diremmo: FAN-TA-STI-CA!!! E’ vero, siamo di parte visto che io e Tania siamo state coinvolte dagli organizzatori – Emiliano De Venuti e Michela Corvino piu’ tutto il fantastico team di Vinoforum – e che Pizza On The Road e’ stato media partner dell’evento. Continue reading “1, 100, 1000 Citta’ della Pizza!”

Le pizze degli altri: una serata per conoscere la Chicago Pizza da Burbaca

Come sapete quando si tratta di pizza non conosciamo limiti e non abbiamo preclusioni di tipologia o origine “geografica”: napoletana, romana, a degustazione, New York slicese e’ buona, mangiamo qualsiasi pizza! E invitiamo voi a fare altrettanto.

Ecco perche’ – dopo La Citta’ della Pizza di cui siamo state media partner e attivamente coinvolte nell’ideazione dei contenuti a titolo personale – siamo molto felici di presentarvi la prima serata di cui siamo promotrici insieme a BurBaCa – la “mini-catena” di locali burger bar, bakery e cafè che, a Potenza, Matera, Roma e Viterbo, propone piatti e ricette americane con la qualità delle materie prime italiane – dedicata alle “pizze degli altri”!

Il 6 aprile vi aspettiamo quindi da BurBaCa Roma per Chicago Pizza: andata e ritorno”.

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