Tutti gli eventi di pizza ad ottobre

L’autunno è arrivato e con lui tanti nuovi eventi dedicati al mondo della pizza:

6 ottobre, Santa maria la carita’ (CE)

Una pizza per l’africa


“Quando ritorni dall Africa fai fatica a riabituarti alla nostra vita ….qui c’é tanta confusione…se non ti sforzi non riesci a sentire nemmeno i tuoi sentimenti. Per questo ogni tanto mi isolo e penso ai miei amici laggiù,be riascolto volentieri le voci e le risate dei bambini che ti manifestano tutto il loro affetto” Pio Santonicola.
Organizzata in collaborazione con Vitera Travel, Cioccolato Todisco e Pasticceria Savino “Una pizza per l’Africa” sarà un momento di condivisione, non solo di spensieratezza, ma di un valore inestimabile: quello della solidarietà. Un momento per ritrovarsi, raccontarsi, divertirsi ma, soprattutto per donare a chi non è privilegiato come noi, attimi di gioia. Basta poco davvero per dar senso alla vita!
DOVE: Al boccone del Cardinale – Via Cappella Dei Bisi, 111, 80059 Santa Maria la Carità
INFO: 347.8190585

6 OTTOBRE, web

Primo corso online di Pizza Napoletana fatta in casa


Segnaliamo questo evento per la sua particolarità: un corso online di Pizza Napoletana #homemade, si terrà in modalità live dalla pagina facebook Pizza Napoletana  dalle ore 18 alle 20.

I relatori saranno:
Davide Civitiello • Vincitore del Campionato Mondiale Trofeo Caputo
Teresa Iorio • Campionessa Mondiale di Pizza Fritta
Antonio Sorrentino • Chef e Senior Rossopomodoro

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7 ottobre, san mango sul calore (AV)

Pizza in Cantina

Un evento dedicato alla degustazione di Pizze, Vini e Dolci creati con prodotti del territorio Campano. Una full immersion nella raccolta dell’uva per deliziare l’olfatto con l’odor dei tini in fermento.

DOVE: Antico Castello Winery Contrada Poppano 11/bis, 83050 San Mango sul Calore
INFO E PRENOTAZIONI: 3408062830 /3898356390

7 e 8 ottobre, milano
“ChePizza!”: i Re della Pizza si incontrano a Milano per celebrare il piatto simbolo del Bel Paese.

Sabato 7 e domenica 8 ottobre al Superstudio Più di Milano avrà luogo la seconda edizione di “ChePizza!”, un intero weekend per assaporare e scoprire i segreti e le tendenze della pizza grazie a 16 mastri pizzaioli, fra i migliori dello Stivale, che proporranno al pubblico ben 32 gustose versioni del comfort food per eccellenza.

Se fino a pochi anni fa, infatti, la mitica “Margherita” era l’incontrastata regina di tutte le pizze, oggi la pizza è terreno di sperimentazione e creatività al pari della cucina più raffinata, al punto che non solo i “maestri del lievito”, ma anche i grandi chef si cimentano in fantasiose e originali versioni gourmet.

Un’opportunità eccezionale non solo per il palato, ma anche per scoprire i segreti dell’impasto perfetto e della lievitazione naturale, conoscere i tempi delle cotture, i migliori ingredienti e tanti altri piccoli e grandi “trucchi del mestiere”. Infatti, oltre all’area dedicata alla degustazione, anche quest’anno ci saranno 20 masterclass gratuite con i re della pizza e un’area dedicata ai più piccoli che potranno cimentarsi “mani in pasta” – è proprio il caso di dirlo – nella preparazione del loro piatto cult.

DOVE: Superstudio Più – via Tortona 27, Milano (MM2 Porta Genova; Tram 2, 9 e 14) 

INFO: chepizza.italiangourmet.it

WEB: https:// www.facebook.com/ChePizzaMilano/

Orari: sabato 7 ottobre dalle 12 alle 23; domenica 8 ottobre, dalle 12 alle 22

Ingresso: € 10 incluso 1 porzione di pizza; masterclass ad accesso libero previo acquisto del biglietto d’ingresso; Bambini fino a 12 anni ingressi gratuito.


9 ottobre, Rosolina (RO)
Geometrie di Pizza

Pizzeria agricola tutti i lunedì organizza un evento a tema, il 9 ottobre sarà in collaborazione con Stefano Vola pizzaiolo emergente premiato da Gambero Rosso per l’anno 2017/18.

DOVE: Pizzeria Agricola – piazza san Giorgio, 45010 Rosolina
ORARIO: 20.30
WEB: Pagina dell’evento


9 ottobre,  roma

P&P – Pizza Taste Gourmet Experience – Dinner SHOW cooking

La Pizza di un Campione Mondiale come Angelo Pezzella incontrerà in tutte le sue incredibili varianti le eccellenze gourmet presentate da Stefano Paciotti, Maestro Norcino, direttamente dalla #provadelcuoco.

Una cena degustazione, con show cooking, accompagnata dalla degustazione dei vini campani Campi Flegrei della Cantina Farro, divertimento e gusto assicurato!

DOVE: That’s Amore – Angelo Pezzella Via Appia Nuova, 1095, 00178 Roma
WEB: Pagina dell’evento

Solo 80 ospiti! Ingresso solo con prenotazione obbligatoria.
Costo Cena € 45,00 a persona tutto compreso


13 ottobre, NOLA (NA)

PIZZA, PASTA E STELLE


Il primo appuntamento “stellato” nel nuovo concept di Alfonso Crisci.
Ospite di questa prima serata Giuseppe Aversa, chef di “Il buco” di Sorrento (una stella Michelin).
Per info e prenotazioni 081 829 5369

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14 ottobre, napoli

tra sacro e profano: Cappella Sansevero con pizza fritta!


Un sabato all’insegna dell’alchimia, delle leggende e della meravigliosa arte che si cela nel cuore di Napoli: la Cappella Sansevero.

Nata come cappella gentilizia della famiglia dei Principi di Salerno, è diventata, grazie a Raimondo di Sangro 7° principe di Sansevero, il cuore pulsante del barocco partenopeo. 
Ma cosa si nasconde dietro il ‘velo’ più famoso al mondo? 
E opera di quali stregonerie sono invece le macchine anatomiche del nostro Raimondo? 
Un viaggio alla scoperta della vita del principe Raimondo, della sua famiglia, delle invenzioni, delle leggende e dei misteri di questo luogo magico.
E a seguire le alchimie della friggitoria “Passione da Sofì” per assaggiare una caldissima pizza fritta.

Inizio visita ore 16.30
Contributo a persona: 18 euro comprensivi di visita guidata da guida abilitata, biglietto d’ingresso alla Cappella Sansevero e pizza fritta con bibita. Bambini fino a 10 anni gratis. Dai 10 ai 18 anni: ridotto 10 euro

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LE ORE 19.00 DEL GIORNO PRECEDENTE
mail: lecaperenapoli@gmail.com
cell. 328 9705049 / 3274910331 / 3337443254

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15 OTTOBRE, Albignasego (PD)

The Pizza Revolution


Una giornata dedicata alla presentazione del progetto Diemme Pizza & Drink sulla pizza. La location di Strada Battaglia si trasformerà in una piccola “fiera -mercato” con diversi punti di degustazione di pizza e drinks.

WEB: pagina facebook


15 ottobre, napoli
il palazzo reale con la pizza fritta

Un Palazzo Reale tutto da scoprire quello del ‘dietro le quinte’: inciuci, amanti, cibo, parole urlate e pensieri scritti!
Una capera-guida accompagnerà i visitatori sala per sala mostrando i quadri, le stoffe e gli oggetti di uno dei più ricchi palazzi Napoli, svelando anche piccoli dettagli che spesso sfuggono al visitatore. 
Si potrà ammirare anche la splendida Sala del Trono, riaperta al pubblico pochissimo tempo fa, oltre che il maestoso teatrino di corte, gli appartamenti reali e la Cappella palatina con il suo enorme presepe!
Al termine della visita tutti alla friggitoria “Passione da Sofì” per gustare una calda pizza fritta!

Inizio tour ore 16.45
Durata: 1 ora e 30 circa
Contributo: 15 euro comprensivo di guida abilitata, biglietto di ingresso al Palazzo Reale, pizza fritta e bibita. Bambini fino a 12 anni gratis. Ragazzi da 13 a 18 ridotto (metà del prezzo del biglietto).

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LE ORE 19.00 DEL GIORNO PRECEDENTE
mail: lecaperenapoli@gmail.com
cell. 328 9705049 / 3274910331 / 3337443254

Sito web dell’evento


20 ottobre, Arezzo

Pizza & Champagne


Una serata emozionale, una degustazione di pizza abbinata agli champagne suggeriti dall’Enoteca Charleston attorno ad un social table.

DOVE: Al Fogher – Ponte alla Chiassa, 78, 52100 Arezzo
ORARIO: 20.30
WEB: Pagina dell’evento

23 e 24 Ottobre 2017, nocera inferiore (SA)

Campionato Nazionale Pizza DOC 


La quarta edizione del Campionato Nazionale Pizza DOC, quest’anno sarà più ricca di contenuti e di premi e maggiormente curata nei dettagli, ci sarà la giuria Nascosta, ed il campionato si dividerà su due giornate. A disposizione di tutti i concorrenti, tutte le attrezzature da pizzeria, la possibilità di scegliere su quale forno gareggiare e diverse celle frigorifero, sorvegliate per conservare paste e ingredienti. In questi due giorni di gare ci sarà anche un’area EXPO aziende prettamente settoriali, dalle farine alle attrezzature da lavoro.

Per info e iscrizioni: 0815141416 – 339 5688563 – 345 7347068

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24 ottobre, Avellino
Pensieri e mani di irpinia e di terra di lavoro

Degusta Ristorante Pizzeria in collaborazione con Laura Gambacorta presenta “In Fermento”: Pensieri e Mani d’Irpinia e di Terra di Lavoro Mettono in tavola l’Autunno.
Pizza, Cucina e Dolci con Giovanni Mariconda, Alessio Sisinno, Antonio Ferraiuolo e Carmen Vecchione, Ospite speciale Franco Pepe.

Ticket cena: euro 20,00

Info e prenotazioni: Degusta Ristorante Pizzeria, Via Ammiraglio G. Ronca, 35 Avellino
Tel. 0825 784957
www.ristorantedegusta.it

Contatti stampa: Laura Gambacorta
Mob. 349 2886327
Email: laugam@libero.it

Sito web dell’evento


28 ottobre, napoli
Palazzo Zevallos con mostra “Le mille luci di New York” + pizza!

Palazzo Zevallos, monumentale edificio a Via Toledo, sede museale di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, ospita fino al 5 novembre la mostra “Le mille luci di New York“.

Un entusiasmante viaggio attraverso opere d’arte degli anni ’80 che legano New York e Napoli: 16 opere di 5 artisti da Andy Warhol a Jean-Michel Basquiat​, da Keith​ Haring​ a Julian​ Schnabel e Francesco Clemente​.

Oltre la mostra la visita proseguirà per la splendida collezione permanente e le sale del museo: le sculture e i disegni di Vincenzo Gemito, lo scalone monumentale e i vedutisti napoletani!

Un sabato sera di respiro internazionale con le Capere, un viaggio artistico che dal Vecchio Continente vi porterà fino in America e poi...di nuovo a Napoli!
Dopo la visita infattipizza fritta alla friggitoria “Passione di Sofì”

Appuntamento ore 17.00 all’estreno del Palazzo, via Toledo 185
Inizio visita ora 17.15
Durata: 1 ora e 30 circa
Contributo: 15 euro a persona compresivo di visita guidata da guida abilitita della Regione Campania, biglietto di ingresso al Museo, pizza fritta (provola e pomodoro) e bibita (birra o bibita analcolica).
Dai 7 a 19 anni: 10 euro (biglietto e consumazione)
Fino a 6 anni gratis (senza consumazione)

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LE ORE 19.00 DEL GIORNO PRECEDENTE
mail: lecaperenapoli@gmail.com
cell. 328 9705049 / 3274910331

Sito web dell’evento

 


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Manforte, dove la pizza viene condivisa

Un antico fienile trasformato in un locale dove tutto ruota intorno alla convivialità. Questo è Manforte, nuovo spazio nel quartiere Talenti di Roma dove già il nome ne racconta lo spirito: “Il nome Manforte è stato scelto sia perché conteneva la parola ‘Man’ che richiama il fatto che da noi si mangia principalmente con le mani sia perché ‘Darsi Manforte’ è uno degli aspetti più belli della socialità, concetto per noi fondamentale”. Così ci spiega Fabrizio Marcucci, uno dei tre soci (gli altri sono Valeria Bortolan, l’architetto si è occupata della progettazione, e Stefano Bugoni, ingegnere).

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Tre amici che hanno voluto un grande spazio (400 coperti interni e 400 nel dehors esterno) arredato con panche, sedie e tavoli di legno e ferro, due grandi soppalchi e una zona dedicata ai bambini da cui si accede direttamente ai giochi esterni, perfetto per le grandi tavolate con gli amici in un’atmosfera rilassante e piacevole.

Un’intera “parete” è dedicata alle postazioni del cibo: pizzeria, bruschetteria, birreria, burger e, separata, la cucina gluten free. Cibo semplice ma non banale come le bruschette con ricette della cucina romana e non, hamburger golosi con carne selezionata, insalate sfiziose e patatine con salse stuzzicanti fatte in casa (rosmarino, zenzero, olive taggiasche, lime&pepe nero, cacio&pepe, marinara piccante).

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Bruschette con parmigiana, pollo alla cacciatore e lesso e patate
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Manforte Burger
patatine
Patatine fatte e salse fatte in casa 

L’idea di socialità dello chef Alessandro Bursi torna soprattutto con le pizze sociali, tonde del diametro di circa 50 cm, cotte in teglia sulla brace in uno speciale forno a legna, sono servite già tagliate per essere condivise tra due/tre persone.

PIZZA-Dettagli

Non troppo alta, risulta croccante e facile da mangiare con le mani, un impasto “facile” che ben supporta le diverse farciture, siano queste la classica Margherita

 la Bufalina, molto fresca, con pomodori pelati, mozzarella di bufala e pomodori ciliegino

 

la Mar-forte con pomodori pelati, olive taggiasche, acciughe e peperoncino, buona l’idea ma forse un po’ troppo “pasticciata”

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la Paesana, piaciona, con fior di latte, provola affumicata fusa e pancetta croccante

PIZZA-Paesana

e la Fiori per alice, un evergreen, a base di fior di latte, fiori di zucca e filetti interi di alici.

PIZZA- Fiori per Alice Per quanto riguarda il bere le grandi protagoniste sono le dodici birre artigianali alla spina, in continua rotazione, provenienti da tutto il mondo e disponibili anche nella versione da asporto, e i golosi dolci fatti da loro.

DESSERT-Tiramisù classico

 

Manforte – Via Giovanni Zanardini 39 – Roma

Aperto tutti i giorni dalle 19.00

Il nuovo locale di Massimo Bosco a Tempio Pausania

Poco meno di due anni fa ci ha portato a raccogliere carciofi, a “disturbare” le api al lavoro, a scoprire una Sardegna verde e con tante cose da dire, come abbiamo cercato di raccontarvi anche noi nel nostro libro “La Buona Pizza”. La scorsa settimana era tra i premiati del Gambero Rosso, quarto anno consecutivo come eccellenza da Gambero Rosso e Tre Rotelle per la pizza al taglio ed era talmente felice che il suo commento è stato “W la Sardegna“.

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Si definisce “partigiano del gusto” Massimo Bosco e da qualche mese ha rinnovato il suo locale che adesso si chiama Pizzeria Panetteria Bosco, sempre a Tempio Pausania, dove ha rinnovato i locali (oserei dire finalmente!) e ha messo anche nell’insegna la sua “antica passione”: il pane.

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Qui sforna pizza tonda, pizza in teglia e pane speciale al Farro Integrale Biologico, Pan di Segale Integrale Biologico, Pane Antico ai cereali Biologico, Pane di Ricotta, Pane al Latte.

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Lui rimane l’anarchico di sempre, fortissimamente legato alla sua isola che promuove scegliendo di usare, dove può, i prodotti che offrono la terra e il mare, ma anche ricercatore incallito e sperimentatore, allievo di grandi maestri (e amici) e docente passionale.

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Le sue pizze sono buone, il pane forse ancora di più e con questa bella novità gli auguriamo qualche altro premio il prossimo anno, visto che ora ne locale ci sono tavoli e siede “ufficiali”, e che non perda mai questo suo modo di essere gustosamente “popolare”.

Pizzeria Panetteria Bosco

Via Vittorio Veneto 4 – Tempio Pausania

Tel 079 632494

Bosco Pizza

Il Cilento sbarca a Milano sopra la pizza

Portare il proprio territorio a Milano. Questa è l’idea dei Paolo De Simone, Giuseppe Boccia e Carmine Mainenti, cilentani oggi soci ma legati tra loro da “antica” amicizia e una grande passione per la pizza. Anche se dei tre solo il primo ha una certa esperienza nell’arte bianca –  Paolo è il patron di Storie di Pane – insieme hanno portato a Milano i gusti del Cilento con la Pizzeria Da Zero, ultima nata dopo Vallo della Lucania e Agropoli, perchè credono che il loro territorio abbia molto da raccontare.

Ma quanti conoscono questa zona in provincia di Salerno, considerata tra le più belle ed interessanti della Campania? Racchiuso tra montagne ricoperte di faggi e lecci e un mare blu che più blu non si può, il Cilento vanta il  Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con il sito archeologico di PaestumVelia e la Certosa di Padula che sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

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Muzzarella co’ a murtedda

Non mancano qui ottimi prodotti della terra frutto della tradizione agricola e artigianale quali il caciocavallo podolico, la Muzzarella co’ a murtedda (messa nelle foglie di mirto) le alici di Menaica, il fico bianco, le olive ammaccate, i fagioli di Casalbuono, il tonno di Palinuro, la cipolla ramata di Montoro e i salumi, solo per fare qualche esempio.

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Queste sono solo una parte delle magnifiche materie usate in questo locale, ingredienti “buoni e sani” – come ci tengono a puntualizzare – selezionati direttamente con produttori locali coinvolti nel progetto. Perchè mettono le persone in primo piano e con loro condividono le storie e l’intero percorso produttivo. Da Zero potete trovare diverse tipologie di pomodoro – Piennolo, San Marzano, datterino giallo, pacchetelle, pomodori secchi e datterino fresco – olio, solo DOP e del Cilento, messo sempre a crudo (tranne per due pizze, la Marinara e quella ai Tre Pomodori) e a una vasta gamma di prelibatezze cilentane tutte da scoprire come la Cacioricotta di capra cilentana, il Carciofo bianco di Pertosa o la Soppressata di Gioi.

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Soppressata di Gioi

Se Carmine è il burocrate e Giuseppe l’uomo comunicazione, Paolo si occupa dell’impasto in prima persona creando un blend di farine a cui aggiunge del grano Bologna coltivato in località Prevetelupo a Vallo della Lucania – e molato a pietra – che completa con sale marino integrale, poco lievito e molta acqua (68/70 % di idratazione). L’impasto viene lavorato e lasciato lievitare per 30/48 ore, di cui metà a temperatura ambiente e metà in cella. La pizza, cotta nel forno a legna che raggiunge i 380/400°C, risulta leggera, croccante e profumata con alveoli non esagerati e dalla fetta che ben sostiene la farcitura sempre ben equilibrata e mai esagerata.

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Per i più golosi ci sono i fritti – pizze, arancini, crocchè e frittatine di bucatini – ma anche squisite insalate o le gerardate, parmigiane di melanzane o patate composte al momento.

Ampia la scelta delle pizze del territorio, come la classica Margherita, con pomodoro San Marzano “Gusta Rosso“, mozzarella di Agerola “Zi Monaco” e basilico dove la mozzarella ha un delicato retrogusto di affumicatura dalle note erbacee che ben si sposa con il gusto esplosivo del pomodoro San Marzano.

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la Cilentana con sugo cilentano “Maida” di Capaccio, cacioricotta di capra cilentana e basilico, che richiama la pizza di una volta, quella che si cuoceva nei forni comuni, dove il gusto del pomodoro ben si sposa con il sapore intenso del caciocavallo, un mix che si scioglie in bocca e dona freschezza.

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la Tonno e Ammaccate con fiordilatte mozzarella di Agerola “Zi Monaco”, tonno “Aura” di Palinuro, cipolla ramata di Montoro, olive ammaccate di “Salella” e basilico, una pizza molto equilibrata e piaciona, non sapida e con un tonno magro e senza olio.
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o la Menaica con mozzarella di bufala “Polito“, pomodoro datterino giallo “Finagricola“, alici di Menaica e basilico, dove la dolcezza del pomodoro giallo contrasta con l’alice saporita.
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Completano l’offerta birre artigianali e vini “Made in Cilento”, tiramisù, amari e cannoli cilentani fatti espressi.

Il locale si trova a in una delle zone centrali più belle di Milano, curato in ogni particolare, accogliente e gradevole, oltre a vantare un buon servizio di sala, veloce e cortese, capitanato da Vincenzo (anche lui cilentano) che dribbla le numerose richieste dei tavoli affollati, della fila in attesa e delle richieste per la pizza da asporto.

Scommessa vinta la loro, in una Milano che sta apprezzando molto la pizza e dove i “compaesani”, che vivono nel capoluogo lombardo, possono sentirsi a casa.

Pizzeria Da Zero 
Via Berardino Luini, 9 – Milano
Tel. +39 02.83529189

 

 

 

 

Nativa, la nuova pizza di Franco Pepe

La pizza può ancora evolversi? A quanto pare si! Lo ha sostenuto Enzo Coccia a dicembre durante la presentazione del nostro libro da Gourmeet, in compagnia di Ciro Salvo e Gino Sorbillo, e lo ha dimostrato Franco Pepe la scorsa settimana quando a Erbusco, presso La Filiale de L’Albereta Relais & Chateaux, è stata presentata Nativa, la nuova pizza a base di farina di grano Monococco Shebar®, nata dalla collaborazione di Franco con il Molino Piantoni di Chiari (BS) e l’Università degli Studi di Brescia.

La Filiale

Stiamo parlando di una pizza gustosa, sana e soprattutto, ad alta digeribilità. Tutto questo grazie al monococco, un grano antico che permette di fare un impasto a basso indice di assorbimento glicemico coltivato a Cigole, nei terreni intorno al Molino Piantoni, che ha una resa un quarto, o meno, del frumento tradizionale. Il cereale, adattabile a diversi contesti produttivi, è indicato per un’agricoltura a basso impatto ambientale perché resiste bene allo stress e non necessita dei pesticidi.

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Inoltre la farina prodotta con il monococco Shebar® ha delle proprietà uniche: ha un basso tenore di glutine, lievita poco ed è molto indicata per la produzione di alimenti a elevato profilo nutrizionale: infatti contiene il 19,3% di proteine, 94,40 g/kg di vitamina E e 41,70 mg/kg di ferro. Inoltre, grazie alle sue alte qualità, si sta imponendo come cereale in risposta alle intolleranze verso i grani moderni essendo che il tasso di glutine naturale non supera il 7 %. Così gli amidi contenuti nel monococco hanno le potenzialità per essere meglio assorbiti rispetto al frumento di grano duro e quindi non causare gonfiore di pancia regalando, al contrario, una piacevole sensazione di leggerezza.

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La pizza Nativa ha un colore più scuro rispetto a quella tradizionale, è sottile e non ha il classico cornicione alto alla napoletana. Gli ingredienti per la farcitura sono totalmente vegetariani e vegani: pomodoro, hummus di avocado e ceci di Cicereale completati con germogli di rucola selvatica che regalano sensazioni fresche e pungenti.

NativaQuesta pizza nasce dal felice collaborazione tra Franco e Fabio Abbattista, executive chef del Ristorante LeoneFelice e del VistaLago Bistrò de L’Albereta, che così ci raccontano: “Il monococco nell’impasto presenta non pochi problemi: mi piaceva l’idea di lavorare con qualcosa di antico, ma ho dovuto fare molte prove, accelerando i tempi di lievitazione e riducendo le quantità di sale. Volevo ricreare ricordi e sensazioni di un sapore e un gusto dimenticato perché se crei un bel ricordo, il cliente sta bene e poi ritorna” ci spiega Franco Pepe.

 

 

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 “Lavorare con Franco – commenta Fabio –  mi ha dato tantissimi stimoli: ho cercato di creare un topping vegetariano, sano e adatto agli intolleranti ai latticini ma che fosse comunque goloso. L’hummus di ceci di Cicereale, Presidio Slow Food di Cicereale, regala un sapore dolce e delicato che lega bene con l’avocado, mentre il pomodoro infornato con origano e peperoncino aggiunge sapore”

E dopo questa bella novità con cosa ci stupirà la prossima volta Franco Pepe? Aspettiamo fiduciose.

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Berberè apre a Roma

Buone notizie sul fronte pizza a Roma: ha aperto ieri Berberè, pizzeria nata a Bologna nel 2010 grazie alla felice intuizione dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che, in pochi anni, hanno aperto a Castel Maggiore, Firenze, Torino, Milano, Londra mantenendo qualità e bontà a prezzi accessibili.

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Salvatore e Matteo Aloe

A pochi passi dal MACRO, nel quartiere Nomentano di Roma, Berberè approda in una zona di grande fermento enogastronomico. Il locale, accogliente e giocoso, è composto da diverse sale su due piani per circa 80 coperti (e un dehor esterno con circa 30 posti a sedere), un forno elettrico con piano cottura in materiale refrattario e la cucina a vista visibile su più lati “perché non è bello chiudersi in un posto chiuso e non avere il contatto con il cliente” commenta Matteo Aloe.

 

Anche qui grande cura per i dettagli e un certo mood vintage con pezzi di antiquariato originali e contemporanei mixati a elementi grafico-artistici ipercolorati che rivisitano le icone del classicismo romano in versione pop, come l’immagine di due lupe dai colori vivi che giocano fondendosi l’una nell’altra, un chiaro omaggio a Roma.

 

Ma veniamo alla pizza. Ne abbiamo assaggiate molte e, dobbiamo ammetterlo, erano tutte molto buone. Un impasto leggero dove si sente sia al palato che al naso la presenza della farina semintegrale, biologiche macinate a pietra. Anche qui viene usato lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e una lenta fermentazione di 24 ore. Le pizze, divisa in 8 porzioni, hanno un cornicione non particolarmente pronunciato dotato di alveoli e la fetta, non troppo sottile, tiene bene le varie farciture senza piegarsi mantenendo una delicata e fragrante croccantezza.

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Menù stagionale composto da quindici pizze (con una particolare attenzione per le proposte vegetariane) e uso di prodotti, molti dei quali certificati biologici, provenienti da contadini e allevatori scelti secondo parametri di lavoro, di impiego della terra, di lavorazione delle materie prime a “zero compromessi” quali, per esempio, il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello di Arnone, così come alcuni prodotti Libera. Queste le pizze assaggiate:

Piselli in crema, cipolla bianca saltata e olive taggiasche

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Mozzarella di bufala di caserta, pomodoro e basilico

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Zucchine, patate arrosto, maggiorana, feta, fiordilatte

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Pancetta arrotolata, pecorino romano, pomodoro

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Pomodoro melanzane al forno, ricotta affumicata, basilico

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Coppa estiva di Mora Romagnola, stracciatella, fiordilatte e olio all’arancia

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‘Ndujia di Spilinga, caciocavallo, pomodoro

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Prosciutto cotto di Mora Romagnola, peperoni al forno, pomodoro, prezzemolo

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Acciughe di Cetara, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, limone e origano

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I prezzi, onesti e popolari, vanno da 5,90 € per la pizza pomodoro, aglio e prezzemolo a un massimo di 13,50 € per quelle riccamente farcite con salumi. Anche a Roma troviamo la formula condivisione che permette di provare più pizze, servite un po’ alla volta tra i commensali, accompagnate da birre artigianali e un’accurata carta di vini sia al calice che in bottiglia.

Mi sa che torneremo presto perché non abbiamo assaggiato i dolci (ma li abbiamo visti…)

 

Il locale è aperto tutte le sere 7 giorni su 7 dalle 19.00 alle 23.30 e a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30.

Berberè pizzeria Via Mantova 5Roma

tel. 06. 45 65 43 90

http://www.berbere.it

Pizza – e pasta – senza confini al Salone dei Libro di Torino

Quando si parla di pizza una di noi tre è sempre presente! Ieri sono stata al Salone del libro di Torino non per presentare il nostro libro “La Buona Pizza” ma per moderare, e ascoltare, chi di carboidrati se ne intende. Stiamo parlando della giornalista e amica Eleonora Cozzella, autrice del libro “Pasta Revolution”, Antonio Puzzi, coordinatore del libro “Pizza. Una grande tradizione italiana”, l’antropologa Alessandra Guigoni, la pizzaiola Marzia Buzzanca della pizzeria “Percorsi di Gusto” dell’Aquila e lo chef Matias Perdomo del ristorante “Contraste” di Milano.

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Un’interessante sessione questa dello Spazio Gastronomica all’interno del Salone, dove è emerso che ancora una volta pasta e pizza uniscono e non dividono, hanno un’identità profonda ma aperta, posseggono la capacità di meticciarsi, di costruire legami e relazioni tra culture.

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La pasta è il cibo della condivisione universale. La sua natura di prodotto conservabile a lungo gli consente di viaggiare e non avere confini geografici. Questa è stata la sua forza di espansione nel passato, lo è anche oggi quando un pacco di pasta è il più facile elemento da inviare a chiunque ha bisogno. Anche perché la pasta non ha confini di classe, visto il suo basso costo. Non ha neanche confini metaforici la pasta: si sposa con tutte le culture alimentari, con le tribù alimentari che si vanno costruendo. E non trova ostacoli dentro alcuna religione: non c’è confessione che la metta al bando.” sottolinea Eleonora, concetto ribadito anche da Antonio che ricorda come “la pizza sia un alimento amato in tutto il mondo che ha subito, nel tempo, grandi trasformazioni, da cibo povero a cibo gourmet”. Lui, da napoletano doc, sottolinea come nella stessa Napoli ci siano pizze diverse (fritta e a libretto per esempio).

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E evidenzia come che sia pizza o focaccia sempre di un impasto di farina, acqua e lievito si tratta, come ribadisce anche Marziala pizza è convivialità, è stare insieme e condividere un momento. Ho scelto di fare la pizza come quella di Simone Padoan perché per me era la pizza che, a livello digestivo, mi faceva stare meglio, malgrado io abbia molti amici pizzaioli napoletani che quando sono venuti a trovarmi, le prime volte, facevano fatica ad accettarla. Oggi però la pizza ha molte facce diverse e tanti estimatori che apprezzano la diversità”.

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Matias Perdomo, uruguyano, ci racconta come per lui il cibo italiano sia il migliore del mondo, come abbia studiato l’ingrediente pasta quando è venuto a lavorare in Italia e come sia giunto alla conclusione che “la pasta è un ingrediente come il cioccolato: si può trasformare ma con rispetto perché fondamentalmente per la cucina è di due tipi, buona o cattiva.  

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Tira le somme l’antropologa Alessandra Guigoni: “la pasta e la pizza sono nate nel mondo e non in unico luogo. Noi siamo stati bravi a portarle fuori con gli emigrati e farne le migliori interpreti del Made in Italy, anche quando si parla di pasta con le polpette o della pizza “salami e peperoni” perché un concetto deve essere chiaro: ci deve sempre essere libertà di espressione in cucina, luogo dove chiunque di noi si sente tranquillo e protetto. Il cibo è libertà.” FB_IMG_1495175404414

Tra aneddoti e citazioni, chiudiamo l’incontro travolti dall’entusiasmo del pubblico perché in fondo “la tavola è un mondo senza confini a cui bisogna restituire quel valore di comunione, amore e scambio che il cibo ha”.

Sorrento Rosè, pizza e vino rosato matrimonio riuscito, parola di Lidia Bastianich

Si è conclusa ieri la due giorni di Sorrento Rosè, il primo festival dei vini rosati organizzato dalle Donne del Vino con degustazioni, incontri con le produttrici e, naturalmente, pizza. Cornice straordinaria. la costiera, e madrina d’eccezione, Lidia Bastianich, per questo incontro tra appassionati di vino che qui hanno avuto la possibilità di scoprire qualcosa di più sul rosato (e non rosè…) e tutte le sue sfumature.

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Io e Luciana eravamo lì per presentare il libro e per noi il festival è iniziato già il venerdì con un giro di perlustrazione, con guida, per la bellissima cittadina di Sorrento che si è poi conclusa con una cena di benvenuto presso il ristorante pizzeria  ACQU’ E SALE di Antonino Esposito che ha deliziato i nostri palati con la sua meravigliosa pizza e i classici fritti della tradizione abbinati, naturalmente, ai Rosè.

Il week end è iniziato con la Tavola rotonda: Pizza & Vino Rosato, da cui sono emersi molti spunti interessanti e dove eravamo coinvolte per dire la nostra, in quanto donne ed esperte di pizza, sul felice connubio tra pizza e vino rosato.

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Il convegno, moderato dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, è partito subito con le parole chiare e decise della presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini che ha dichiarato: «Basta con i luoghi comuni che il rosato è un vino estivo, adatto a palati poco esperti e incapace di invecchiare (o peggio per le donne…): le nuove tipologie nascono come vini premium e spesso maturano in fusti di rovere, sono insomma da prendere molto più sul serio. Per le caratteristiche di questo vino credo che ci sia molto da esplorare e lavorare nell’abbinamento con la pizza».  L’aumento dei consumi infatti è costante, soprattutto negli Stati Uniti, come ha confermato Lidia Bastianich, chef italoamericana, proprietaria di numerosi ristoranti e volto televisivo in USA e in Italia, dove sta partecipando al programma La prova del cuoco. «Negli Stati Uniti c’è ancora spazio per il rosé, anzi chiamiamolo rosato all’italiana. Gli americani amano tutto quello che è made in Italy, il cibo e il vino in particolare, ma sono curiosi, vogliono capire, imparare. Sono pronti ad ascoltare le vostre storie: raccontate loro come fate i vini e come fate la pizza» .

La proposta di “vino gastronomico” che arriva da Sorrento Rosè riguarda l’alleanza tra pizza e rosati e ha nel pomodoro l’anello di congiunzione, come ha spiegato Nicoletta Gargiulo, presidente Ais Campania, che ha fatto numerosi esempi di come l’acidità dei pomodori possa ben combinarsi con i rosati.  A parlare di filosofia della pizza ci pensa Antonino Esposito, chef pizzaiolo sorrentino che non ha dubbi: «La pizza è fatta di farina, acqua e sale. Tutto il resto è moda».  Un’affermazione che sembra minimalista e invece sottende l’uso di materie prime eccellenti, lievitazioni lunghe e l’importanza della scelta delle farine.

“Se la pizza è donna, come il rosato, sono ancora poche le donne che fanno le pizzaiole e stanno in cucina, anche qui vengono sottovalutate e spesso rilegate in sala. Il vino invece sta entrando sempre più nelle pizzerie e la coppia pizza-rosato potrebbe essere un abbinamento vincente nei prossimi anni” abbiamo commentato noi due.

In onore di donna Lidia le Donne del Vino hanno organizzato un pranzo sulla terrazza del Grand Hotel Europa Palace con la regia della chef Marina Ramasso (ristorante Del Paluch di Baldissero Torinese) e dello chef Aniello Valestra.

dove abbiamo intervistato Lidia, sempre molto disponibile e sorridente: “Non mi considero una pizzaiola anche se ho avuto la fortuna di vedere all’opera Franco Pepe, un grande pizzaiolo che mi ha insegnato quanto sia importante la sensibilità del pizzaiolo, e ho fatto qualche lezione su come fare la pizza: come amalgamare farina, acqua e lievito, quali i tempi di lievitazione, l’uso dei prodotti, di alta qualità, sul disco bianco che non deve mai essere troppo carico… Noi a Eataly Ny, Chicago e Boston abbiamo RossoPomodoro dove la pizza è buona e la mia preferita è la Margherita. La pizza viene percepita come un dono italiano, è la bandiera italiana anche se spesso non viene fatta da italiani, ma è il vostro patrimonio e bisogna recuperarlo”.

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La sera, dopo l’inaugurazione ufficiale, il taglio istituzionale a Villa Fiorentino e l’apertura dei banchi di assaggio

abbiamo presentato “La Buona Pizza” davanti a un nutrito pubblico di giornalisti e curiosi dove Luigi D’Alise, che ha magistralmente moderato l’incontro, ha saputo cogliere i punti salienti del nostro libro di cui abbiamo ricevuto, ancora una volta, i complimenti.

Appuntamento allora per il 2018 a Surriento per parlare ancora dell’accoppiata rosato-pizza con un taglio più enoturistico e un coinvolgimento diretto delle produttrici che saranno coinvolte in prima persona e, speriamo, anche di qualche pizzaiola.

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La pizza alla decima edizione delle Strade della Mozzarella

Anche la pizza era presente, in forma ridotta, alle Strade della Mozzarella di Paestum che quest’anno compie 10 anni!

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Due giorni per due pizzaioli che si sono alternati davanti al forno sfornando pizze dalle 12 alle 18 per la felicità del pubblico e degli addetti al settore. Posizionato nel Parco dell’hotel Savoy la “pizza in giardino” ha avuto come protagonista la Margherita, classica ed intramontabile, il 19 nella versione a libretto di Vincenzo Capuano di Rossopomodoro

e il 20 in quella a portafoglio di Pasqualino Rossi della Pizzeria Elite di Alvignano (CE).

Il 19 c’è stato anche un interessante incontro sulla “replicabilità della pizza napoletana” che ha visto sul palco, moderati da Luciano Pignataro, Francesco Salvo della pizzeria Francesco e Salvatore Salvo di San Giorgio Cremano, Ciro Cristiano della pizzeria Big Mamma di Parigi e Franco Manna di Rossopomodoro.

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Partiti dal presupposto che la pizza napoletana è un prodotto artigianale e quindi difficilmente replicabile, è emerso sin da subito come sia di fondamentale importanza la capacità del pizzaiolo di esprimersi.

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Se Franco Manna dichiara che “per fare una buona pizza ci vogliono ottimi prodotti di prima qualità”, per Ciro Cristiano (cinque locali a Parigi) è necessario avere un contatto diretto con i produttori e puntare sul sapore e sui profumi veri del prodotto da far conoscere, e scoprire, ai clienti, mentre per Francesco Salvo sottolinea l’importanza di una buona organizzazione per consolidare gli aspetti di gestione della “impresa” pizzeria dove è sempre più richiesta una professionalità a tutto tondo e diversificata.

In conclusione bisogna ancora lavorare su più fronti per avere una reale possibilità di esportare il modello “pizza napoletana” mantenendone costante la qualità a fronte di una richiesta quantitativa crescente.

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La Chicago Pizza a Roma

Chicago pizza. Il nome rimanda a succulente pizze alte da cui cola formaggio fuso, vari tipi di salumi, pomodoro e “pepperoni”, pizze gigantesche tagliate a fette e spesso mangiate davanti alla televisione. Questo è nel nostro immaginario collettivo, ma cos’è e da dove nasce la Chicago Pizza?

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La più famosa – come ci ha raccontato anche Jonathan Porter, fondatore dei Chicago Pizza Tours e autentica autorita’ in materia, a cui ci siamo rivolte per saperne di piu’ – è la Deep Dish Pizza: bordo alto, cotta in teglie profonde e tonde dalla quale prende il nome, farcite con grandi quantità di formaggio, pomodoro e salumi vari. Una pizza la contrario dove la mozzarella viene messa sul fondo dell’impasto per non bruciarla, aggiunti gli altri ingredienti e completata il pomodoro

Poi c’è la Stuffed Pizza preparata da un italiano trasferitosi a Chicago, Rocco Palese di Potenza, che si è ispirato alla ricetta della “Scarcedda”, la tradizionale pizza rustica pasquale del capoluogo lucano. Bordi ancor più alti e un disco di pasta sopra il ripieno a mo’ di cupola, a sua volta condito con pomodoro.

Ma perché vi racconto tutto questo? Perché una versione italianizzata di questa celebre pizza la potete trovare anche in Italia e precisamente nei locali BurBaCa a Roma, Viterbo, Potenza e Matera.

BurBaCa è specializzato in piatti della tradizione americana con tecniche e materie prime tipiche della cucina italiana, un locale accogliente e dinamico che modifica offerta gastronomica e atmosfera in ogni fase della giornata, dalla colazione al dopocena.

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L’altra sera siamo state ad assaggiarla a Roma in via del Porto Fluviale 5 dove Salvo Cravero, l’executive chef dell’intero progetto BurBaCa, si e’ messo a  studiare la storia della Chicago Pizza per realizzarne una terza versione, meno alta e più adatta al gusto italiano. Sempre lui ha messo a punto – oltre alle due ricette sempre presenti in menu, una con sugo, polpette e salame e una vegetariana – altre 4 ricette ispirate alla tradizione locale dei diversi ristoranti del gruppo.

Da Chicago alle origini quindi. L’impasto, sempre lo stesso, viene realizzato artigianalmente in un piccolo laboratorio della Tuscia che recapita i panetti pre cotti e la farcia è fatta con i prodotti tipici della regione. Quindi ogni città ha la sua Chicago Pizza del territorio, per cui:

quella di Potenza ha una base di mozzarella, alici di Cetara, peperone crusco di Senise (IGP), scaglie di cacio cavallo podolico lucano (presidio slow food) e prezzemolo

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quella di Viterbo ha mozzarella, salsiccia semi stagionata a base di fegato Susianella di Viterbo (presidio slow food), patate lesse di Viterbo (IGP) e finocchietto selvatico

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la Roma ha base pomodoro, mozzarella, guanciale croccante di Amatrice e pecorino romano (DOP).

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Infine quella di Matera ha base pomodoro, stracciatella, salame pezzente e olive di Ferrandina (entrambi presidi slow food).

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Noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiarle tutte (avevate dubbi?) e, a sorpresa, tre versioni ex novo realizzate da alcuni colleghi che erano con noi e di cui siamo state i giudici.

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La versione per noi più interessante e completa – con mozzarella, patate, pezzente e peperone crusco sbriciolato – sarà disponibile nel locale romano per tutto il mese insieme alle altre quattro… e vi assicuriamo che ne vale la pena!

Per completare la degustazione abbiamo provato i fritti, un hamburger, una pizza con le famose polpette e i dolci, il tutto innaffiato da ottima birra artigianale!

BurBaCa

Via del Porto Fluviale, 5 – Roma

Aperto dal martedì alla domenica sia a pranzo che a cena.