Dalla fritta alla frutta: le nuove tendenze dal Pizza Village

Si e’ concluso da poco il Napoli Pizza Village 2017, la grande kermesse partenopea (ma di respiro internazionale) dedicata alla pizza giunta alla sua settima edizione Incorniciato dal Golfo di Napoli, l’evento ha numeri davvero impressionanti: 1.300 metri di lunghezza complessiva degli stand sul lungomare, 20.000 posti a sedere, oltre 100.000 pizze sfornate da circa 50 pizzerie della citta’, con tutti i nomi storici e ospiti illustri. Nove giorni – dal 17 al 25 giugno – incentrati naturalmente sulle pizze da assaggiare, proposte al pubblico a prezzi popolari (12 euro per il “menu” comprensivo di pizza, bibita, dolce e caffè) ma anche su momenti di spettacolo con musica e concerti, laboratori per grandi e bambini, incontri, contest – dal XVI Campionato del Mondo del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo, con oltre 600 pizzaioli provenienti da 40 Paesi, al Foodblogger Awards OFF – e proposte piu’ particolari.

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Alla scoperta di “Concettina ai tre santi” al rione Sanità di Napoli

Era una promessa: la prima volta che sono a Napoli vengo a trovarti. Ed è stata mantenuta. Circa un mese fa sono stata da Ciro Oliva, si quel Ciro Oliva che nella fredda Milano è riuscito a portare un po’ di calore napoletano durante l’evento Che Pizza! e che alla La Città della Pizza ha fatto cantare le persone in fila mentre aspettavano la sua fritta.

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La sua pizzeria, Concettina ai tre santiConcettina ai tre santi, si trova nel quartiere Sanità di cui troppo spesso si occupa la cronaca partenopea: è lì dal 1951, da quando la bisnonna vendeva la pizza fritta su un bancone, come voleva la tradizione.

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Oggi Ciro sta dando nuova vita al locale scegliendo di rimanere nel quartiere che ha dato i natali a Totò e mettendo al lavoro “i ragazzi di qua” insegnando un mestiere e coinvolgendoli nei suoi progetti. Una grande famiglia al maschile che si muove perfettamente coordinata da Ciro, con la supervisione del padre, veloci ed efficienti, ognuno con le sue mansioni e i suoi spazi.

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La pizza è buona. Non ci sono dubbi. Ma la cosa che più mi ha colpito è il lavoro, certosino e innovativo, che sta facendo sulle materie prime – fior di Latte dei monti Lattari, provolone del Monaco Dop, filetti di alici e colatura tradizionale di alici di Cetara, pomodorino del Piennolo Giallo, Antico Pomodoro di Napoli Miracolo di San Gennaro, oli extravergine di oliva e frutta e verdura di stagione –  e sulle farciture: mai banali, sostenute e divertenti, intriganti ed equilibrate, piacione ma raffinate, ricercate ma tradizionali, che si avvicinano alla cucina d’autore senza perdere l’identità della pizza.

Trattamento da privilegiata per me, che ho mangiato “l’impossibile” in un crescendo di sapori che mi hanno piacevolmente sorpresa e confermato che Ciro sta percorrendo un suo cammino molto personale, quasi un  “andare oltre”…

Per dare un’idea, questo è tutto ciò che è passato dal mio tavolo, dolci compresi (interessanti ma su cui, secondo me, deve ancora lavorare) nella sua degustazione secondo Ciro (su prenotazione, a 25 euro caduno bevande escluse con 9 assaggi più piccola pasticceria e dessert) in questo caso leggermente allargata.

Amuse bouche stuzzicanti come la classica montanarina in versione piccante soffice e croccante

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pizza fritta con crema di peperoni verdi, tonno marinato, ricotta di Fuscella di Bufala, zeste di limone di Sorrento Igp e sale a scaglie

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“panino” A Purpetta di Nonna Concetta che riporta a un sapore antico con la polpetta fritta messa nel ragù e completata con Parmigiano Reggiano 48 mesi e basilico.

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e infine il panino con crema di carciofi, carciofi arrostiti, provola, prosciutto crudo di Parma che gioca su sapidità e dolcezza degli ingredienti.

Le pizze: la Margherita con Pomodoro San Marzano Dop, Fior di Latte, Pecorino, Basilico e Olio evo.

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la Cosacca con Antico Pomodoro di Napoli, Pecorino Bagnolese stagionato 24 mesi, basilico e olio Evo.

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la Margheritissima con pomodoro fresco di stagione, provola affumicata, basilico e Parmigiano Reggiano 96 mesi di stagionatura

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Pizza Fritta Parthenope con ricciola marinata e affumicata, ricotta di Fuscella di Bufala, alghe di Mare disidratate e zest di arancio

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la salsiccia e friarielli con latte affumicato di bufala cotto, in un gioco caldo/freddo piccante/fresco,

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pizza Fondazione San Gennaro (bianca o rossa con Pomodoro San Marzano DOP) con provola affumicata, briciole dei taralli “nzogna e pepe”, basilico, olio Evo e Salame di Napoli e provola affumicata all’interno del cornicione.

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la  pizza ‘O rrau’ dove su una base di fuscella di bufala viene versato con un mestolo del ragù fatto con pomodoro passato San Marzano, carne di manzo, di maiale (gamboncello, “tracchi e cotenne”), polpetta e sugna e completata con Parmigiano Reggiano a scaglie stagionato 48 mesi, pepe e basilico.

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l’assaggio di Costiera con bufala, zest di limone e basilico.

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I dolci

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Tanti i suoi progetti, molti per i bambini, a cui tutti possiamo contribuire, come quella della “Pizza sospesa” per offrirla, con soli 2,50 euro, a chi non può permettersela.

E per chiudere in bellezza ho avuto la fortuna di fare una passeggiata notturna con lui nel rione Sanità, per scoprire la prima casa dove ha vissuto Totò, le tante chiese in bella mostra e l’anima silenziosa e bella della gente della notte.

 

Concettina ai Tre Santi
Via Arena della Sanità, 7 Bis
80137 Napoli
tel. 081 290037

10 Diego Vitagliano

Ha un sorriso contagioso e molta voglia di fare, uno sguardo curioso e tante cose da raccontare. Un nome e un insegna che hanno qualcosa del predestinato. Stiamo parlando di Diego Vitagliano (il nome richiama quello del più noto calciatore argentino Armando Maradona) e della sua pizzeria, 10” (e anche qui il riferimento calcistico è un omaggio ai grandi numeri 10 quali Maradona, Totti o Del Piero).

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Napoletano verace ha aperto sul lungomare di Pozzuoli e si conferma uno dei giovani più interessanti della realtà partenopea. Ambizioso ma generoso, non si è montato la testa ma continua a lavorare con determinazione e voglia di fare. Non possiamo negare che ha una qualche dote di leader visto il buon rapporto che ha instaurato con il suo giovane e valido staff con cui si confronta continuamente.

La pizzeria, pensata per un pubblico giovane, è abbastanza spaziosa (120 coperti totali) con il dehors esterno e le due ampie sale interne con il classico forno a legna bene in vista.

foto forno

I suoi impasti indiretti sono fatti con un blend di farina di tipo 0, germe di grano e tipo ,  36 ore di lievitazione a temperatura ambiente per un alta digeribilità. Le sue pizze, dal bel cornicione alveolato, detto anche “a canotto”,  sono di tipo napoletana ma molto leggere e la fetta regge bene i magnifici ingredienti che mette sopra.

impasti

Farcite al 70% con i prodotti di eccellenza dei Campi Flegrei hanno il privilegio di poter disporre, da qualche mese, di un orto personale “KM ZERO“a Monte di Procida dove i fratelli Colandrea lo aiutano nella gestione e coltivazione e curano la recente serra dove vengono piante “primizie”, come il basilico riccio napoletano o i peperoni verdi.

Con la bella stagione, alle pizze classiche

ha aggiunto 4 pizze dell’orto:

Cianfotta Putcolana con gli ortaggi dei Campi Flegrei

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Carettiera Flegrea con i peperoncini verdi dei Campi Flegrei

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Limoncina Procidiana con i limoni dei Campi Flegrei

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Percochina fresca con le pesche col pizzo dei Campi Flegrei.

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Amplia la carte delle birre artigianali – tra cui la 10 fatta ad hoc per Diego da birrificio Valsugana – e del vino con etichette del territorio.

Immancabili, oltre ai classici, i fritti dell’orto a km 0 come le patate alla monachina, con provola di Agerola, grana campano e prezzemolo, le crocchette di zucchine con granella di nocciola o le pettole dorate alla melanzane.

10 Pizzeria
Corso Umberto I, 167/169 (lungomare di Pozzuoli)
Pozzuoli
Aperto tutti i giorni a cena

 

PizzaNews: appuntamenti, novita’ e aggiornamenti dal mondo della pizza

Maggio si sta rivelando un mese particolarmente vivace per il mondo della pizza e sono tantissime le notizie, gli aggiornamenti e i nuovi appuntamenti che si aggiungono a quelli gia’ inseriti nel nostro calendaro mensile. Abbiamo quindi pensato di dedicare questo post ad un veloce riepilogo delle maggiori novita’… in cottura, riservandoci di parlarne poi piu’ approfonditamente in seguito.

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Quando la pizza e’ CHIC

La pizza e’ un cibo popolare o gourmet? Deve rimanere tra i “vicoli” o puo’ e deve salire le scale dell’alta ristorazione? Sono domande che tornano spesso nei discorsi tra appassionati e addetti ai lavori e la nostra (o quanto meno la mia) posizione e’ che possa essere entrambe le cose: amiamo mangiare “on the road” o sedute a tavoli di marmo la Margherita verace o una grande “fritta” sporcandoci mani e mento con sugo e ripieno ma ci piace anche sederci a un tavolo ben apparecchiato e provare pizze&focacce che siano (o anche sotto altre forme e nomi, senza preclusioni) con impasti diversi e condimenti “sperimentali”. Se poi le due cose si incontrano, siamo doppiamente felici. Ecco perche’ abbiamo accettato volentieri l’invito a partecipare a una delle tre cene “CHIC in pizzeria” (tutte in programma lo scorso 28 marzo) organizzate in altrettante pizzerie della zona flegrea. Continue reading “Quando la pizza e’ CHIC”

La Buona Pizza a Scrivere di Cibo

#LaBuonaPizzaTour non si ferma! Non ci stanchiamo di promuovere il nostro libro in giro per l’Italia e soprattutto non potremmo mai dire di no a un invito a Napoli, la capitale della pizza!
Questa volta siamo tornate nella citta’ partenopea – piu’ precisamente a Bagnoli, la localita’ affacciata sul golfo di Pozzuoli dove c’e’ la Citta’ della Scienza – per partecipare a Scrivere di Cibo, una bella rassegna dedicata a libri e progetti che uniscono gastronomia e letteratura o scrittura coordinata da Antonio Puzzi nell’ambito di GNAM Village, il Villaggio della Dieta Mediterranea e della Biodiversita’ nato per coniugare l’offerta educativa in campo agroalimentare con la promozione delle eccellenze del sistema regionale. E proprio accanto all’Orto della Biodiversità intitolato ad Angelo Vassallo – sindaco di Pollica assassinato nel 2010 – , nella Piazza dedicata ad Ancel e Margaret Keys, i “genitori” della Dieta Mediterranea, abbiamo presentato il nostro libro. Insieme a noi c’era anche Angelo Rumolo, il protagonista del capitoli dedicato a Caggiano e al territorio cilentano. Continue reading “La Buona Pizza a Scrivere di Cibo”

La pizza napoletana a Londra con LSDM

Ormai Londra si puo’ considerare la Capitale europea della pizza – Italia esclusa, ovviamente – con le tantissime pizzerie, made in Italy o no, presenti in citta’. Ma senz’altro la serata targata LSDM che si e’ svolta all’Antica Pizzeria da Michele (apertura nuova di zecca) nel quartiere di Stoke Newington e’ stato un evento piuttosto unico visto che oltre a Marco Condurro – resident pizzaiolo della nuova avventura firmata Michele in the world – a fare le pizze per una sera c’erano anche Salvatore Salvo della pizzeria di famiglia di San Giorgio a Cremano e Giuseppe Pignalosa delle Parule di Ercolano.

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Da Franco (Gallifuoco) forno nuovo e iniziative di solidarieta’: i lunedi’ della famiglia

Lo scorso anno, in occasione del primo appuntamento con PizzaFormamentis, ero andata a mangiare una pizza – e cos’altro! – da Francesco Gallifuoco, pizzaiolo napoletano che porta avanti la tradizione di famiglia nella pizzeria proprio di fronte alla Stazione Centrale di Napoli (segnate l’indirizzo, se siete di passaggio e volete mangiare una pizza senza perdere il treno e’ la soluzione ideale). Quest’anno, nella stessa occasione, ho deciso di tornarci per diversi motivi. Non solo per mangiare una buona pizza in buona compagnia ma anche per salutare la mamma di Franco, la signora Maria Calabrese – una “veterana” del banco, che ho intervistato per il mio articolo sulle donne pizzaiole su Repubblica Sapori – e perche’ di Francesco (o Franco, d’altronde il locale si chiama cosi’ anche se si riferisce anche al nome del nonno e al soprannome del padre Marco) apprezzo non solo le pizze ma anche l’attenzione al sociale e alle esigenze della sua clientela. Continue reading “Da Franco (Gallifuoco) forno nuovo e iniziative di solidarieta’: i lunedi’ della famiglia”

PizzaFormaMentis, una giornata per parlare di pizza e del suo futuro

Anche quest’anno il mondo della pizza – o almeno parte del – si e’ ritrovato a Palazzo Caracciolo, il bell’albergo nel cuore di Napoli, per PizzaFormaMentis, la giornata dedicata all’approfondimento, alla discussione e al confronto sulla pizza Napoletana e non solo. L’anno scorso al centro dell’incontro c’era stata la cottura e il tipo di forno – a legna, a gas, elettrico – e si era usciti dal convegno con lo sdoganamento di cotture “alternative” quando non inficino il risultato finale ma anche con la spassionata dichiarazione di fedelta’ e di affetto della stragrande maggioranza dei pizzaioli napoletani (e non solo) per la cottura a legna. Quest’anno il tema era meno tecnico e piu’ ampio: “Napoletana, classica, gourmet… Quale futuro per la pizza di qualità?”. Tema, a dir la verita’, toccato in modo parziale anche perche’ probabilmente c’e’ ancora da fare chiarezza sul presente, della pizza.
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La Masardona, pizza fritta (anche) a colazione

Quando, poco piu’ di un anno fa, chiedemmo a Enzo Coccia di accompagnarci alla Masardona dopo essere stati in giro (al freddo) fino all’alba per scattare le foto per il libro, pensavamo che avremmo dovuto ingannare l’attesa per almeno un paio d’ore, magari dormendo in macchina. E invece no, alle 8,00 ci presentammo alla friggitoria in via Giulio Cesare Capaccio trovandola gia’ in piena attivita’. E noi, infreddolite e affamate, non ci tirammo indietro davanti a un battilocchio – la versione “mignon” della pizza fritta, ricavata da un solo disco ripiegato su se stesso invece che due sovrapposti, il cui nome pare si riferisca agli americani allampanati che venivano qui nel Dopoguerra  – fumante e profumato. Continue reading “La Masardona, pizza fritta (anche) a colazione”