Contest PizzaUnesco: Giuseppe Vitiello il vincitore

Ieri sera Palazzo Caracciolo a Napoli si è trasformato in un teatro a cielo aperto per raccontare l’anima verace della città tra lo sventolio del bucato steso ad asciugare sui fili e i panieri abbassati dai piani alti, il profumo del caffè sul fuoco e della pizza appena sfornata, i suoni e gli schiamazzi provenienti dalle botteghe dove damine e circensi intrattenevano gli ospiti tra balli sensuali e fuochisti.

Un vero è proprio spettacolo per la finale del contest internazionale #pizzaUnesco realizzato da Mysocialrecipe, piattaforma di deposito e certificazione di ricette originali,

Pizza Unesco

pensata da Francesca Marino e nata per sostenere la candidatura Unesco dell’arte del pizzaiolo napoletano a Patrimonio dell’Umanità che arriverà il prossimo dicembre.

pizza unesco contest

 

Dieci i finalisti  – Giovanna Alberti (Melbourne, Australia) con ‘pizza Marina’; Gennaro Battiloro(Lucca, Italia) con ‘pizza Sensazioni’; Raffaele Bonetta (Napoli, Italia) con ‘pizza Ottospek’; Salvatore Grasso (Napoli, Italia) con ‘pizza 1916’; Ciro Iovine (New York, USA) con ‘pizzaSummer’; Vincenzo Onnembo (Rotterdam, Paesi Bassi) con ‘pizza del Padron’; Francesco Pone (Napoli, Italia) con ‘pizza Terra Antica’; Carlo Sammarco (Napoli, Italia) con ‘pizza Fior di zucca e alici’; Clemente Valentino (Forlì, Italia) con ‘pizza Veggie’; Giuseppe Vitiello (Caserta, Italia) con ‘pizza Doppia’ – che si sono sfidati a colpi di pizza durante l’intera giornata di ieri davanti a una giuria qualificata e attenta composta da Enzo Vizzari (presidente di giuria), Fiammetta Fadda, Eleonora Cozzella, Allan Bay, Giorgio Calabrese e Scott Wiener con il coordinamento di Tommaso Esposito.

10 pizzaioli

Ma prima di far scoprire il vincitore e far crescere l’attesa, Eleonora Cozzella e Luciano Pignataro

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hanno assegnato le undici menzioni speciali :

• Menzione rivista Italia a Tavola – “La pizza è anche fritta” a Antonio Troncone per la Verneteca Sannita;

• Menzione Associazione Italiana Sommelier – “Pizza maritata-miglior abbinamento vino-pizza” a Pasqualino Rossi per la Pizza Natalina;

• Menzione Luciano Pignataro Wine Blog – “La pizza di tutti” a Fabio Cristiano (fondatore della Scuola di Pizzaiolo, ha insegnato la sua arte ai giovani allievi non vedenti) per la Pizza Mandolino;

• Menzione rivista Ristorazione Italiana – “Pizza senza glutine” a Stefano Miozzo per la On Air;

• Menzione Mysocialrecipe – “Pizza più letta sul web” a Domenico Pentella per la Papillon;

• Menzione Legambiente – “Migliore pizza per gli aspetti nutrizionali” a Paolo De Simone per La Cilentana ai grani antichi;

• Menzione Nip (Nazionale Italiana Pizzaioli) – “Migliore pizza funzionale e alternativa” a Stefano Cioccari per la Mensa di Enea;

• Menzione La Fiammante – “Migliore pizza al pomodoro” a Giuseppe Vesi per la Fantasia di colori e sapori;

• Menzione Fic (Federazione Italiana Cuochi) – “Pizza Chef – Migliore pizza per l’originalità degli ingredienti” a Mauro Autolitano per la Pizza Tiziano bis;

• Menzione Ferrarelle – “Migliore pizza per l’impasto” a Giuseppe Pignalosa per La mia Nerano;

• Menzione Slow Food – “Pizza Slow – Migliore pizza per la territorialità” a Francesco Capece per la Marinara dell’alleanza.

 

Riuniti sul palco pizzaioli e giuria, che ha fatto i complimenti a tutti i partecipanti, è stato premiato Giuseppe Vitiello molto emozionato e felice tanto da non riuscire a commentare questa vittoria.

La pizza che ha vinto è la “Pizza a 2 strati“, con solo provola all’interno e, nella parte superiore, gusto marinara dal sapore piacevole, intenso e molto piaciona.

pizza doppia

 

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La guida delle Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso

La guida delle Pizzerie d’Italia 2018 del Gambero Rosso è giunta alla sua quinta edizione, ricorda Laura Mantovano che ripercorre i momenti topici della pizza “nel 2000 quando un giovane in provincia di Verona cominciò a fare la pizza gourmet… nel 2003 nasca Pizzarium che dà anche un valore etico al cibo di strada per eccellenza… nel 2012 in un paesino alle spalle di Caserta un pizzaiolo intraprende una nuova strada e c’è chi da più di 15 anni sta lavorando sulla pizza”.

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Oggi il mondo della pizza è cambiato, sono molti i giovani che aspirano a diventare pizzaioli (e la domanda sorge spontanea: solo per fama e gloria come per il mondo dell’alta ristorazione? Perchè oggi fare bene il pizzaiolo è studio, ricerca e fatica fisica…) e, finalmente, la scuola napoletana si è aperta al mondo anche grazie ai vecchi e giovani maestri che la fanno viaggiare e dislocare.

Si comincia con i “premi speciali”: la migliore carta dei vini e delle birre va alla pizzeria Gusto Madre di Alba (CN); maestri dell’impasto Gianfranco Iervolino con Morsi&Rimorsi ad Aversa (CE), Romualdo Rizzuti con le Follie di Romualdo a Firenze; pizzaioli emergenti Stefano Vola di Vola di Santo Stefano Balbo (CN) e Roberta Esposito della La Contrada di Aversa (CE); la migliore pizzeria gluten free è stato assegnato a Mezzometro Pizza di SenigalliaIl Premio per le migliori Pizze dell’Anno va a i Tigli di San Bonifacio (VR), Framento di Cagliari, Pizzeria Salvo da Tre Generazioni di San Giorgio a Cremano (NA), la Pizza a taglio dell’anno a Forno Brisa di Bologna e, per la prima volta, viene assegnato il premio per la Miglior pizza dolce a Pepe in Grani di Caiazzo(CE)

La migliore carta dei vini e delle birre
Gusto Madre | Alba (CN)

I maestri dell’impasto
Romualdo Rizzuti – Le Follie di Romualdo | Firenze
Gianfranco Iervolino – Morsi & Rimorsi | Aversa (CE)

I Pizzaioli emergenti
Stefano Vola – Bontà per Tutti |Santo Stefano Belbo (CN)
Roberta Esposito – La Contrada |Aversa (CE)

La Migliore pizzeria Gluten free
Mezzometro Pizza a Senigallia|Senigallia (AN)

PIZZA DELL’ANNO

Pizza a degustazione

I Tigli – San Bonifacio (VR)
Galletto: base croccante alla romana con spinaci selvatici al lime, emulsione di pomodoro leggermente piccante e la carne sfilacciata a mano del galletto arrostito nel forno a legna.

Pizza all’italiana
Framento – Cagliari
L’Immuginazione: muggine, pecorino, pomodori passiti e menta

Pizza napoletana
Pizzeria Salvo da Tre Generazioni – San Giorgio a Cremano (NA)
Paparuolo ’Mbuttunato: crema di peperone giallo, fiodilatte, bufala affumicata, provolone stagionato, peperoni marinati, prezzemolo, capperi croccanti, olive nere e pane croccante

Pizza a taglio
Forno Brisa – Bologna
Spalla cruda di Cinta Senese e salsa verde

Pizza dolce
Pepe in Grani – Caiazzo (CE)
Crisommola: albicocca del Vesuvio, ricotta di bufala profumata al limone, nocciole tritate e menta

La curatrice della guida, Sara Bonamini, prima di procedere con la premiazione di spicchi e rotelle, sottolinea il rispetto che dobbiamo avere per chi fa questo lavoro e come sia importante oggi più che mai “non costruire muri e creare conflitti ma dare sempre un prodotto onesto e coerente, per il prodotto pizza è il prodotto agricolo per eccellenza, un prodotto che può fare crescere l’agricoltura e il mondo contadino”.

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Serena Maggiuli, Laura Mantovano, Enzo Coccia e Sara Bonamini

E ora diamo qualche numero della nuova Guida: 54 Tre Spicchi e 10 Tre Rotelle in totale, tra cui, dei nuovi Tre Spicchi Marco Manzi di Giotto di Firenze (27 anni), Ciro Oliva di Napoli (25 anni), Alberto Morello di Gigi Pipa di Este (29 anni), Andrea Pechini dell’Agriturismo il Casaletto di Viterbo, Gianluigi Di Vincenzo di Giangi’s Pizza di Arielli (27 anni) e, tra le vecchie glorie, Franco Pepe che conquista un nuovo Tre Spicchi con La Filiale a l’Albereta in Franciacorta, Simone Padoan che si aggiudica una delle pizze dell’anno, Enzo Coccia e Gabriele Bonci che fanno tris nell’ universo delle Tre Rotelle con ‘O Sfizio d”a Notizia e Pizzarium Lucca

I TRE SPICCHI – Pizza napoletana

Perbacco – La Morra (Cn); La Filiale da L’Albereta – Erbusco (Bs); Montegrigna By Tric Trac – Legnano (Mi); Enosteria Lipen – Triuggio (Mb); ‘O Scugnizzo – Arezzo; Le Follie di Romualdo – Firenze; Giotto – Firenze; Santarpia – Firenze; Kambusa – Massarosa (Lu); Mamma Rosa – Ortezzano (Fm); Morsi & Rimorsi – Aversa (Ce); Pepe In Grani – Caiazzo (Ce); I Masanielli – Caserta; 50 Kalò – Napoli; Da Attilio alla Pignasecca – Napoli; La Notizia – Napoli; O’ Pizzaiuolo Guglielmo Vuolo Eccellenze Campane – Napoli; Oliva – Da Concettina ai Tre Santi – Napoli; Sorbillo – Napoli; Starita – Napoli; Villa Giovanna – Ottaviano (Na); Era Ora – Palma Campania (Na); Pizzeria Salvo da Tre Generazioni – San Giorgio a Cremano (Na); Fandango – Filiano (Pz).

I TRE SPICCHI – Pizza italiana

Libery Pizza & Artigianal Beer – Torino; Piccola Piedigrotta – Reggio Emilia; La Gatta Mangiona – Roma; Pro Loco Dol – Roma; Pro Loco Pinciano – Roma; Sforno – Roma; Tonda – Roma; Giangi’s Pizza – Arielli (Ch); La Sorgente – Guardiagrele (Ch); La Braciera – Palermo; Framento – Cagliari

I TRE SPICCHI – Pizza degustazione

Gusto Madre – Alba (Cn); Gusto Divino – Saluzzo; Terra, Grani, Esplorazioni – San Mauro Torinese (To); Sirani – Bagnolo Mella (Bs); Dry Cocktails & Pizza – Milano; Ottocento Simply Food – Bassano del Grappa (Vi); Gigi Pipa – Este (Pd); I Tigli – San Bonifacio (Vr); Saporè Pizza e Cucina – San Martino Buon Albergo (Vr); Mediterraneo – Brugnera (Pn); Berberè – Castel Maggiore (Bo); La Divina Pizza – Firenze; Lo Spela – Greve in Chianti (Fi); Apogeo Giovannini – Pietrasanta (Lu); In Fucina – Roma; Agriturismo il Casaletto – Viterbo; Percorsi di Gusto – L’Aquila; Piano B – Siracusa.

TRE ROTELLE

Saporè Asporto – San Martino Buon Albergo (Vr); Menchetti – Arezzo; Pizzarium – LuccaPizzeria Sancho – Fiumicino (Rm); Panificio Bonci – Roma; Pizzarium – RomaMasardona – Napoli; ‘O Sfizio d’’a Notizia – Napoli; Pizzamore – Acri (Cs); Pizzeria Bosco – Tempio Pausania.

Infine qualche curiosità: la regione con il maggior numero di Tre Spicchi è la Campania (14), al secondo posto la Toscana (9); terzo posto per il Lazio con 7 che è, inoltre regione leader per la pizza in teglia con ben 3 Tre Rotelle e infine per la prima volta la Basilicata con Fandango di Filiano (PZ) entra nella guida.

Palazzo Caracciolo mercoledì era pieno dei migliori pizzaioli sulla piazza, tanti amici che si sono ritrovati e si sono complimentati tra loro, una grande famiglia che si sta muovendo all’unisono per fare “una buona pizza” sempre più buona!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciro Oliva colpisce ancora

Dopo soli tre mesi fa sono tornata a trovare Ciro Oliva che, nel frattempo, aveva rinnovato il locale: più luminoso e curato, bellissimi tavoli in marmo bianco senza tovaglie dove poggia direttamente i piatti, un nuovo pass con lampade a calore per mantenere le pizze calde durante la farcia a crudo, tovaglioli in cotone a quadretti bianchi e rossi e un bancone che da direttamente sulla strada come faceva sua nonna.

 

Andare da Concettina ai Tre Santi significa andare nel rione Sanità di Napoli, quartiere non facile dove il giovane pizzaiolo lavora per “togliere i ragazzi dalla strada e insegnare un mestiere” insieme all’organizzazione no profit La Casa dei Cristallini, di cui è sostenitore e testimonial importante.

E proprio per questo Ciro ci ha portato in giro per la Sanità, quartiere natale di Totò e dove tutti lo salutano, per farci ammirare la bellezza di questo ex quartiere residenziale molto popolato e il restyling del locale, degustare le sue magnifiche pizze in abbinamento ai vini della carta e i dolci preparati dal pasticcere Mario di Costanzo.

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Una degustazione armoniosa, piaciona e delicata alo stesso tempo che gioca tra tradizione e innovazione, sapori antichi e gusti ricercati e inizia con un assaggio e uan sua interpretazione dei legumi, ricordi dei piatti della sua infanzia quando tornava a casa da scuola per pranzo, con una gustosa frisellina di lenticchie con rosmarino, olio evo toscano e crostino

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e una frittatina di pasta e fagioli  perfetta e “istintiva” croccante fuori e morbida dentro

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Immancabili tre Montanarine da mangiare in un sol boccone – pomodoro del Piennolo, latte di bufala affumicata, guanciale di maialino nero e pepe; peperoncino verde con pomodoro datterino, alici di Cetara e zest di arancia; friarielli, polpetta, ragù napoletano e parmigiano  48 mesi di vacche bianche

e le pizze come la Margherita secondo mia figlia con pomodoro San Marzano fatto in casa e olio Manni da aggiungere a crudo insieme al basilico portati entrambi in tavola

la Margherita con pomodoro San Marzano al naturale, mozzarella di bufala, olio Madonna delle olive e basilico

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la Margheritissima con pomodoro del Piennolo fresco con origano, sale e aglio, mozzarella di bufala, pecorino Gran Sardo 24 mesi stagionato

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la Partenope, pizza fritta “fuori dal comune” con ricotta di fuscella di bufala, ricciola affumicata, alghe di mare disidratate, zerst di arancia e pepe che ogni volta ribadisce il genio che c’è in lui

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la Terramia, molto interessante, con broccoli dell’orto, patata del Taburno e lardo di maialino nero, rosmarino, sale Maldon e pepe

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In chiusura un dolce scenografico e buono di Mario Di Costanzo, forse troppo zuccheroso per i miei gusti, con base pan di spagna, ricotta di bufala, olio extra vergine, basilico, pinoli sabbiati e arancia

e le praline che richiamano i sapori delle pizze quali quelle con cioccolato bianco e basilico, cioccolato al latte e origano, cioccolato fondente e pomodoro

Un tripudio di materie prime eccellenti in equilibrio tra loro “dove l’impasto della pizza una volta cotto diventa piatto e contenitore per esaltare e far sentire il sapore del tutto lavorando sugli ingredienti” commenta lo chef stellato Giuseppe Iannotti, ospite d’onore e amico di Oliva, che conclude: “come per uno chef diventa importante il piatto e non ogni singolo ingrediente, qui l’impasto viene messe in secondo piano per proporre un nuovo modo di proporre la pizza come risultato di tradizione e innovazione”. Sarà questo il futuro della pizza?

 

Contenitore e contenuto: i box d’arte per la Pizza Magnà

Certo che tra contenitore – e ci riferiamo ai box per l’asporto – e contenuto – la pizza – solitamente diamo piu’ attenzione al secondo. Ma, oltre alle importanti questioni di salute e rispetto ambientale che coinvolgono la scelta di materiali e aziende, vale la pena dedicare un post a una bella iniziativa che vede protagonisti proprio i box per le pizze take away, sposando l’arte alla pizza per fini benefici. Nascono cosi’, da un’idea della giornalista napoletana Monica Piscitelli e della Inpact, azienda produttrice di cartoni per l’asporto innovativi, i box artistici decorati con i disegni dei bambini di Magnà, il laboratorio di disegno alimentare della Casa dei Cristallini, associazione che dal 2002 si occupa di minori e famiglie nella parte più interna del Rione Sanità, nel cuore di Napoli.  Continua a leggere “Contenitore e contenuto: i box d’arte per la Pizza Magnà”

Dalla fritta alla frutta: le nuove tendenze dal Pizza Village

Si e’ concluso da poco il Napoli Pizza Village 2017, la grande kermesse partenopea (ma di respiro internazionale) dedicata alla pizza giunta alla sua settima edizione Incorniciato dal Golfo di Napoli, l’evento ha numeri davvero impressionanti: 1.300 metri di lunghezza complessiva degli stand sul lungomare, 20.000 posti a sedere, oltre 100.000 pizze sfornate da circa 50 pizzerie della citta’, con tutti i nomi storici e ospiti illustri. Nove giorni – dal 17 al 25 giugno – incentrati naturalmente sulle pizze da assaggiare, proposte al pubblico a prezzi popolari (12 euro per il “menu” comprensivo di pizza, bibita, dolce e caffè) ma anche su momenti di spettacolo con musica e concerti, laboratori per grandi e bambini, incontri, contest – dal XVI Campionato del Mondo del Pizzaiuolo – Trofeo Caputo, con oltre 600 pizzaioli provenienti da 40 Paesi, al Foodblogger Awards OFF – e proposte piu’ particolari.

Continua a leggere “Dalla fritta alla frutta: le nuove tendenze dal Pizza Village”

Alla scoperta di “Concettina ai tre santi” al rione Sanità di Napoli

Era una promessa: la prima volta che sono a Napoli vengo a trovarti. Ed è stata mantenuta. Circa un mese fa sono stata da Ciro Oliva, si quel Ciro Oliva che nella fredda Milano è riuscito a portare un po’ di calore napoletano durante l’evento Che Pizza! e che alla La Città della Pizza ha fatto cantare le persone in fila mentre aspettavano la sua fritta.

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La sua pizzeria, Concettina ai tre santiConcettina ai tre santi, si trova nel quartiere Sanità di cui troppo spesso si occupa la cronaca partenopea: è lì dal 1951, da quando la bisnonna vendeva la pizza fritta su un bancone, come voleva la tradizione.

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Oggi Ciro sta dando nuova vita al locale scegliendo di rimanere nel quartiere che ha dato i natali a Totò e mettendo al lavoro “i ragazzi di qua” insegnando un mestiere e coinvolgendoli nei suoi progetti. Una grande famiglia al maschile che si muove perfettamente coordinata da Ciro, con la supervisione del padre, veloci ed efficienti, ognuno con le sue mansioni e i suoi spazi.

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La pizza è buona. Non ci sono dubbi. Ma la cosa che più mi ha colpito è il lavoro, certosino e innovativo, che sta facendo sulle materie prime – fior di Latte dei monti Lattari, provolone del Monaco Dop, filetti di alici e colatura tradizionale di alici di Cetara, pomodorino del Piennolo Giallo, Antico Pomodoro di Napoli Miracolo di San Gennaro, oli extravergine di oliva e frutta e verdura di stagione –  e sulle farciture: mai banali, sostenute e divertenti, intriganti ed equilibrate, piacione ma raffinate, ricercate ma tradizionali, che si avvicinano alla cucina d’autore senza perdere l’identità della pizza.

Trattamento da privilegiata per me, che ho mangiato “l’impossibile” in un crescendo di sapori che mi hanno piacevolmente sorpresa e confermato che Ciro sta percorrendo un suo cammino molto personale, quasi un  “andare oltre”…

Per dare un’idea, questo è tutto ciò che è passato dal mio tavolo, dolci compresi (interessanti ma su cui, secondo me, deve ancora lavorare) nella sua degustazione secondo Ciro (su prenotazione, a 25 euro caduno bevande escluse con 9 assaggi più piccola pasticceria e dessert) in questo caso leggermente allargata.

Amuse bouche stuzzicanti come la classica montanarina in versione piccante soffice e croccante

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pizza fritta con crema di peperoni verdi, tonno marinato, ricotta di Fuscella di Bufala, zeste di limone di Sorrento Igp e sale a scaglie

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“panino” A Purpetta di Nonna Concetta che riporta a un sapore antico con la polpetta fritta messa nel ragù e completata con Parmigiano Reggiano 48 mesi e basilico.

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e infine il panino con crema di carciofi, carciofi arrostiti, provola, prosciutto crudo di Parma che gioca su sapidità e dolcezza degli ingredienti.

Le pizze: la Margherita con Pomodoro San Marzano Dop, Fior di Latte, Pecorino, Basilico e Olio evo.

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la Cosacca con Antico Pomodoro di Napoli, Pecorino Bagnolese stagionato 24 mesi, basilico e olio Evo.

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la Margheritissima con pomodoro fresco di stagione, provola affumicata, basilico e Parmigiano Reggiano 96 mesi di stagionatura

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Pizza Fritta Parthenope con ricciola marinata e affumicata, ricotta di Fuscella di Bufala, alghe di Mare disidratate e zest di arancio

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la salsiccia e friarielli con latte affumicato di bufala cotto, in un gioco caldo/freddo piccante/fresco,

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pizza Fondazione San Gennaro (bianca o rossa con Pomodoro San Marzano DOP) con provola affumicata, briciole dei taralli “nzogna e pepe”, basilico, olio Evo e Salame di Napoli e provola affumicata all’interno del cornicione.

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la  pizza ‘O rrau’ dove su una base di fuscella di bufala viene versato con un mestolo del ragù fatto con pomodoro passato San Marzano, carne di manzo, di maiale (gamboncello, “tracchi e cotenne”), polpetta e sugna e completata con Parmigiano Reggiano a scaglie stagionato 48 mesi, pepe e basilico.

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l’assaggio di Costiera con bufala, zest di limone e basilico.

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I dolci

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Tanti i suoi progetti, molti per i bambini, a cui tutti possiamo contribuire, come quella della “Pizza sospesa” per offrirla, con soli 2,50 euro, a chi non può permettersela.

E per chiudere in bellezza ho avuto la fortuna di fare una passeggiata notturna con lui nel rione Sanità, per scoprire la prima casa dove ha vissuto Totò, le tante chiese in bella mostra e l’anima silenziosa e bella della gente della notte.

 

Concettina ai Tre Santi
Via Arena della Sanità, 7 Bis
80137 Napoli
tel. 081 290037

10 Diego Vitagliano

Ha un sorriso contagioso e molta voglia di fare, uno sguardo curioso e tante cose da raccontare. Un nome e un insegna che hanno qualcosa del predestinato. Stiamo parlando di Diego Vitagliano (il nome richiama quello del più noto calciatore argentino Armando Maradona) e della sua pizzeria, 10” (e anche qui il riferimento calcistico è un omaggio ai grandi numeri 10 quali Maradona, Totti o Del Piero).

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Napoletano verace ha aperto sul lungomare di Pozzuoli e si conferma uno dei giovani più interessanti della realtà partenopea. Ambizioso ma generoso, non si è montato la testa ma continua a lavorare con determinazione e voglia di fare. Non possiamo negare che ha una qualche dote di leader visto il buon rapporto che ha instaurato con il suo giovane e valido staff con cui si confronta continuamente.

La pizzeria, pensata per un pubblico giovane, è abbastanza spaziosa (120 coperti totali) con il dehors esterno e le due ampie sale interne con il classico forno a legna bene in vista.

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I suoi impasti indiretti sono fatti con un blend di farina di tipo 0, germe di grano e tipo ,  36 ore di lievitazione a temperatura ambiente per un alta digeribilità. Le sue pizze, dal bel cornicione alveolato, detto anche “a canotto”,  sono di tipo napoletana ma molto leggere e la fetta regge bene i magnifici ingredienti che mette sopra.

impasti

Farcite al 70% con i prodotti di eccellenza dei Campi Flegrei hanno il privilegio di poter disporre, da qualche mese, di un orto personale “KM ZERO“a Monte di Procida dove i fratelli Colandrea lo aiutano nella gestione e coltivazione e curano la recente serra dove vengono piante “primizie”, come il basilico riccio napoletano o i peperoni verdi.

Con la bella stagione, alle pizze classiche

ha aggiunto 4 pizze dell’orto:

Cianfotta Putcolana con gli ortaggi dei Campi Flegrei

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Carettiera Flegrea con i peperoncini verdi dei Campi Flegrei

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Limoncina Procidiana con i limoni dei Campi Flegrei

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Percochina fresca con le pesche col pizzo dei Campi Flegrei.

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Amplia la carte delle birre artigianali – tra cui la 10 fatta ad hoc per Diego da birrificio Valsugana – e del vino con etichette del territorio.

Immancabili, oltre ai classici, i fritti dell’orto a km 0 come le patate alla monachina, con provola di Agerola, grana campano e prezzemolo, le crocchette di zucchine con granella di nocciola o le pettole dorate alla melanzane.

10 Pizzeria
Corso Umberto I, 167/169 (lungomare di Pozzuoli)
Pozzuoli
Aperto tutti i giorni a cena

 

PizzaNews: appuntamenti, novita’ e aggiornamenti dal mondo della pizza

Maggio si sta rivelando un mese particolarmente vivace per il mondo della pizza e sono tantissime le notizie, gli aggiornamenti e i nuovi appuntamenti che si aggiungono a quelli gia’ inseriti nel nostro calendaro mensile. Abbiamo quindi pensato di dedicare questo post ad un veloce riepilogo delle maggiori novita’… in cottura, riservandoci di parlarne poi piu’ approfonditamente in seguito.

Continua a leggere “PizzaNews: appuntamenti, novita’ e aggiornamenti dal mondo della pizza”

Quando la pizza e’ CHIC

La pizza e’ un cibo popolare o gourmet? Deve rimanere tra i “vicoli” o puo’ e deve salire le scale dell’alta ristorazione? Sono domande che tornano spesso nei discorsi tra appassionati e addetti ai lavori e la nostra (o quanto meno la mia) posizione e’ che possa essere entrambe le cose: amiamo mangiare “on the road” o sedute a tavoli di marmo la Margherita verace o una grande “fritta” sporcandoci mani e mento con sugo e ripieno ma ci piace anche sederci a un tavolo ben apparecchiato e provare pizze&focacce che siano (o anche sotto altre forme e nomi, senza preclusioni) con impasti diversi e condimenti “sperimentali”. Se poi le due cose si incontrano, siamo doppiamente felici. Ecco perche’ abbiamo accettato volentieri l’invito a partecipare a una delle tre cene “CHIC in pizzeria” (tutte in programma lo scorso 28 marzo) organizzate in altrettante pizzerie della zona flegrea. Continua a leggere “Quando la pizza e’ CHIC”

La Buona Pizza a Scrivere di Cibo

#LaBuonaPizzaTour non si ferma! Non ci stanchiamo di promuovere il nostro libro in giro per l’Italia e soprattutto non potremmo mai dire di no a un invito a Napoli, la capitale della pizza!
Questa volta siamo tornate nella citta’ partenopea – piu’ precisamente a Bagnoli, la localita’ affacciata sul golfo di Pozzuoli dove c’e’ la Citta’ della Scienza – per partecipare a Scrivere di Cibo, una bella rassegna dedicata a libri e progetti che uniscono gastronomia e letteratura o scrittura coordinata da Antonio Puzzi nell’ambito di GNAM Village, il Villaggio della Dieta Mediterranea e della Biodiversita’ nato per coniugare l’offerta educativa in campo agroalimentare con la promozione delle eccellenze del sistema regionale. E proprio accanto all’Orto della Biodiversità intitolato ad Angelo Vassallo – sindaco di Pollica assassinato nel 2010 – , nella Piazza dedicata ad Ancel e Margaret Keys, i “genitori” della Dieta Mediterranea, abbiamo presentato il nostro libro. Insieme a noi c’era anche Angelo Rumolo, il protagonista del capitoli dedicato a Caggiano e al territorio cilentano. Continua a leggere “La Buona Pizza a Scrivere di Cibo”