Fuochi e Forno, a Casa Vitiello con Roy Caceres (e altre stelle)

Uno ha 25 anni, e’ di Caserta ed e’ un bravissimo pizzaiolo – forse il migliore della sua generazione per tecnica e consapevolezza – che da circa un anno ha aperto Casa Vitiello, una pizzeria accogliente come una casa a Tuoro, poco distante dal centro Caserta. L’altro ne ha 40, e’ nato in Colombia (ma e’ in Italia da circa due decenni) e dal 2012 e’ lo chef di Metamorfosi, ristorante romano con una stella Michelin. Ciccio Vitiello e Roy Caceres si sono conosciuti due anni fa a Vinoforum per una cena a 4 mani, il primo evento “fuori sede” a cui partecipava il pizzaiolo; da allora, nonostante le differenti esperienze, e’ nata una bella amicizia e collaborazione. Non poteva che essere Roy, dunque, il primo ospite delle giornate “Fuochi e Forno”: un format che, in altretre date (a gennaio, febbraio e aprile) vedrà il coinvolgimento di grandi maestri della cucina che per un giorno si trasferiranno in pizzeria per un pranzo o cena sui generis a 4 mani con Ciccio Vitiello. Continua a leggere “Fuochi e Forno, a Casa Vitiello con Roy Caceres (e altre stelle)”

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Amici miei – fra stelle e spicchi – al rifugio dei Templari

Bello vederli insieme, sembrano tre scolaretti che si fanno gli scherzi a vicenda. Giocano a darsi nomignoli e schiaffetti dietro la testa. Sono tre professionisti seri ed impegnati eppure non dimenticano di giocare quando sono insieme, nemmeno quando hanno una serata intera a cui far fronte e centinaia di persone da nutrire.

Parliamo di tre miti dei food campano: il maestro pizzaiolo Francesco Martucci de I Masanielli di Caserta, 3 Spicchi per la guida Pizzerie d’Italia 2017 del Gambero Rosso, Francesco Sposito, chef di Taverna Estia di Brusciano – due stelle Michelin – e Domenico Iavarone, da poco ai comandi del Josè Restaurant di Torre del Greco dopo aver conquistato la stella Michelin al Maxi di Capo La Gala.

“Per Ciccio qualunque cosa” dice Sposito, riferendosi a Martucci. I tre sono amici da una vita. Si sono riuniti per gioco e per amicizia a Il Rifugio dei Templari di Maddaloni, una prestigiosa residenza storica protetta dalla sovrintendenza. Tra la cantina e le sale al primo piano passano ben otto secoli di storia, a partire per l’appunto, dai templari nel 1100.

Quattro le pizze in degustazione per questa serata “Stelle e spicchi” organizzata da Laura Gambacorta.

La pizza Esti(v)a

La prima è la pizza Esti(v)a. Il gioco di parole vi farà capire chi ne è l’ideatore. Francesco Sposito accompagna l’impasto di Martucci utilizzando l’intera pianta di zucchina, a partire dalla corteccia con la quale realizza una vellutata, base della pizza. Rondelle di zucchine alla scapece e fiori di zucca completi di tocchetti del proprio stelo donano la parte croccante e in uscita una abbondante grattugiata di Provolone del Monaco. Una pizza fresca, dal forte equilibrio e difficile da dimenticare.

Cerasella

Domenico Iavarone propone in versione pizza uno dei suoi piatti forti: tonno ricotta e ciliegie. Si chiama “Cerasella” ed è una pizza azzardata dai toni dolci. Sorpresa per il palato e per gli occhi.

Bufali Marito e Moglie

Francesco Martucci inventa per l’occasione la “Bufali marito e moglie” con pomodoro, mozzarella di bufala e spalla di bufalo affumicata e chiude con un classico che a suo avviso non dovrebbe mai mancare in una degustazione campana: la Marinara.

Ad accompagnare l’intera degustazione ci sono i vini dell’Enoteca Il Torchio di Mezzano selezionati dall’esperta Fosca Tortorelli: Aliseo Costa D’Amalfi del 2016, un piedirosso in purezza affinato in acciaio di Mustilli e Phos, Aglianico di Roccamonfina del 2015.

“Cinzia”

Per chiudere in dolcezza il maestro pasticciere Michele Cappiello dell’omonima pasticceria di Santa Maria Capua Vetere presenta “Cinzia” una bavarese al pistacchio e mousse al cioccolato bianco con base croccante di nocciole, cereali e cioccolato servita su di una pennellata di cioccolato fondente Valrhona accompagnata dai liquori dell’Antica Distilleria Petrone.

Fra i partner dell’evento, oltre che Ferrarelle, Enoteca Il Torchio e Antica Distilleria Petrone, la menzione d’onore va Forni Fazzone, che per l’occasione hanno trasportato e allestito uno dei loro forni all’interno del giardino della struttura, superando non poche difficoltà.