Nativa, la nuova pizza di Franco Pepe

La pizza può ancora evolversi? A quanto pare si! Lo ha sostenuto Enzo Coccia a dicembre durante la presentazione del nostro libro da Gourmeet, in compagnia di Ciro Salvo e Gino Sorbillo, e lo ha dimostrato Franco Pepe la scorsa settimana quando a Erbusco, presso La Filiale de L’Albereta Relais & Chateaux, è stata presentata Nativa, la nuova pizza a base di farina di grano Monococco Shebar®, nata dalla collaborazione di Franco con il Molino Piantoni di Chiari (BS) e l’Università degli Studi di Brescia.

La Filiale

Stiamo parlando di una pizza gustosa, sana e soprattutto, ad alta digeribilità. Tutto questo grazie al monococco, un grano antico che permette di fare un impasto a basso indice di assorbimento glicemico coltivato a Cigole, nei terreni intorno al Molino Piantoni, che ha una resa un quarto, o meno, del frumento tradizionale. Il cereale, adattabile a diversi contesti produttivi, è indicato per un’agricoltura a basso impatto ambientale perché resiste bene allo stress e non necessita dei pesticidi.

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Inoltre la farina prodotta con il monococco Shebar® ha delle proprietà uniche: ha un basso tenore di glutine, lievita poco ed è molto indicata per la produzione di alimenti a elevato profilo nutrizionale: infatti contiene il 19,3% di proteine, 94,40 g/kg di vitamina E e 41,70 mg/kg di ferro. Inoltre, grazie alle sue alte qualità, si sta imponendo come cereale in risposta alle intolleranze verso i grani moderni essendo che il tasso di glutine naturale non supera il 7 %. Così gli amidi contenuti nel monococco hanno le potenzialità per essere meglio assorbiti rispetto al frumento di grano duro e quindi non causare gonfiore di pancia regalando, al contrario, una piacevole sensazione di leggerezza.

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La pizza Nativa ha un colore più scuro rispetto a quella tradizionale, è sottile e non ha il classico cornicione alto alla napoletana. Gli ingredienti per la farcitura sono totalmente vegetariani e vegani: pomodoro, hummus di avocado e ceci di Cicereale completati con germogli di rucola selvatica che regalano sensazioni fresche e pungenti.

NativaQuesta pizza nasce dal felice collaborazione tra Franco e Fabio Abbattista, executive chef del Ristorante LeoneFelice e del VistaLago Bistrò de L’Albereta, che così ci raccontano: “Il monococco nell’impasto presenta non pochi problemi: mi piaceva l’idea di lavorare con qualcosa di antico, ma ho dovuto fare molte prove, accelerando i tempi di lievitazione e riducendo le quantità di sale. Volevo ricreare ricordi e sensazioni di un sapore e un gusto dimenticato perché se crei un bel ricordo, il cliente sta bene e poi ritorna” ci spiega Franco Pepe.

 

 

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 “Lavorare con Franco – commenta Fabio –  mi ha dato tantissimi stimoli: ho cercato di creare un topping vegetariano, sano e adatto agli intolleranti ai latticini ma che fosse comunque goloso. L’hummus di ceci di Cicereale, Presidio Slow Food di Cicereale, regala un sapore dolce e delicato che lega bene con l’avocado, mentre il pomodoro infornato con origano e peperoncino aggiunge sapore”

E dopo questa bella novità con cosa ci stupirà la prossima volta Franco Pepe? Aspettiamo fiduciose.

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La Gatta cala gli assi: pizza, pesce, gelato e Champagne!

Che alla Gatta Mangiona – la pizzeria di Giancarlo Casa e Sergio Natali a Monteverde, Roma – si organizzino di tanto in tanto serate decisamente fuori dall’ordinario in cui alle gia’ particolari proposte del locale si aggiungono per una sera delle creazioni one shot nate dalla collaborazione con amici un po’ matti, non e’ una novita’. Giancarlo pero’ riesce ogni volta a inventarsene una nuova e tornarci e’ sempre molto interessante.
Lunedi’ 8 maggio, per esempio, per l’occasione ci si sono messi addirittura in 4 a pensarne una dopo l’altra e non a caso il titolo “implicito” della serata era pocker d’assi!
Pizza, pesce, gelato e Champagne – gia’ di per se’ delle carte notevoli – erano infatti rappresentate da veri e propri “campioni” nelle rispettive categorie: nel primo caso naturalmente lo stesso Giancarlo e il giovane pizzaiolo della Gatta, Elio Santosuosso; poi c’erano Gianfranco Pascucci dell’omonimo ristorante du Fiumicino, Marco Radicioni di Otaleg! (per me la migliore gelateria di Roma) e Fabrizio Pagliardi (non esattamente in carne e ossa, visto che ci ha potuto raggiungere solo a fine serata ed e’ stato sostituito da Chiara Pugina) che tra Barrique e Remigio contribuisce a rendere piu’ allegre e alcoliche molte delle mie serate. Insomma, come potrete immaginare ne abbiamo assaggiate delle belle! Continue reading “La Gatta cala gli assi: pizza, pesce, gelato e Champagne!”

Sorrento Rosè: pizza e rosato protagonisti con Le Donne dei Vino

Cosa c’e’ di meglio di una buona pizza da mangiare in un posto splendido, magari affacciato sul mare – piu’ precisamente sul Golfo di Napoli – e in ottima compagnia? Be’, a migliorare la situazione potrebbe essere il giusto abbinamento nel bicchiere. E se invece della “solita” birra (che a noi piace, ma a patto che sia buona e scelta bene!) ci fosse un calice di vino rosato? Piacevole, versatile e mai troppo impegnativo – ma non per questo meno buono! – questo tipo di vino troppo spesso poco considerato si puo’ rivelare un compagno perfetto per la pizza. E proprio pizza e rosato saranno i protagonisti di Sorrento Rosé, il primo festival dei vini rosati organizzato dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino  il 13 e 14 maggio a Sorrento – tra l’affascinante Villa Fiorentino e altri luoghi della citta’ – con il sostegno del Comune, il patrocinio della Regione Campania e la partnership di Ais Campania. Ci saremo anche noi, come dicevamo prima in ottima compagnia: giornaliste, sommelier, produttrici da tutta Italia e una madrina d’eccezione,  la chef Lidia Bastianich. Continue reading “Sorrento Rosè: pizza e rosato protagonisti con Le Donne dei Vino”

Le pizze degli altri: una serata per conoscere la Chicago Pizza da Burbaca

Come sapete quando si tratta di pizza non conosciamo limiti e non abbiamo preclusioni di tipologia o origine “geografica”: napoletana, romana, a degustazione, New York slicese e’ buona, mangiamo qualsiasi pizza! E invitiamo voi a fare altrettanto.

Ecco perche’ – dopo La Citta’ della Pizza di cui siamo state media partner e attivamente coinvolte nell’ideazione dei contenuti a titolo personale – siamo molto felici di presentarvi la prima serata di cui siamo promotrici insieme a BurBaCa – la “mini-catena” di locali burger bar, bakery e cafè che, a Potenza, Matera, Roma e Viterbo, propone piatti e ricette americane con la qualità delle materie prime italiane – dedicata alle “pizze degli altri”!

Il 6 aprile vi aspettiamo quindi da BurBaCa Roma per Chicago Pizza: andata e ritorno”.

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Anticipazioni della “Città della Pizza”

Siamo entrati nella settimana della “La città della pizza”. Roma si prepara a una maratona  della pizza dove per tre giorni ci sarà l’imbarazzo della scelta tra quella fritta, gourmet, al taglio, napoletana, all’italiana, un vero e proprio tripudio di colori, aromi e sapori diversi provenienti da tutta Italia.

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La pizza fritta con ricotta e cicioli di Isabella De Cham presente alla conferenza stampa

Questo il programma di chi potrete “assaggiare” nelle Case (10 differenti per ogni giorno).

Venerdì 31 marzo dalla ore 18.00 alle 24.00

Massimo Bosco della Pizzeria Bosco (Sassari), Petra Antolini di Casa Petra (Verona), Marzia Buzzanca di Percorsi di Gusto (L’Aquila), Massimiliano Prete di Gusto Divino (Cuneo), Giancarlo Casa de La Gatta Mangiona (Roma), Pierluigi Police di O’scugnizzo (Arezzo), Gennaro Battiloro de La Kambusa (Lucca), Gianfranco Iervolino di Morsi e Rimorsi (Caserta), La Confraternita della Pizza (Roma), Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi (Napoli).

Sabato 1 aprile dalla ore 11.00 alle 24.00

Luca Belliscioni di Grecco Enjoy (Roma), Mirko Rizzo di Pommidoro (Roma), Emiliano Aureli de La Taverna dei Corsari (Rieti), Pier Daniele Seu del Mercato Centrale Termini (Roma), Emanuele Liguori de L’Antica Pizzeria Da Michele (Napoli), Alessandro Coppari di Mezzometro (Ancona), Stefano Vola di Vola Bontà per Tutti (Cuneo), Matteo Aloe di Alce Nero Berberè (Bologna), Antonio Pappalardo de La Cascina dei Sapori (Brescia), Cristiano Piccirillo de La Masardona (Napoli).

Domenica 2 aprile dalla ore 11.00 alle 23.00

Gabriele Bonci di Pizzarium (Roma), Salvatore Gatta di Fandango (Potenza), Ciccio Vitiello di Casa Vitiello (Caserta), Edoardo Papa di Biglietto Prego (Roma), Francesco Martucci de I Masanielli (Caserta), Salvatore Di Matteo della Pizzeria Di Matteo (Napoli), Vincenzo Esposito di Carmnella (Napoli), Giuseppe Pignalosa di Le Parùle (Napoli), Matteo Tambini e Davide Fiorentini di ‘O Fiore Mio (Ravenna), Diego Vitagliano della pizzeria Diego 10 (Napoli), Isabella De Cham di 1947 Pizza Fritta (Napoli) .

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La pizza con impasto alla curcuma di Ciccio Vitiello con salsiccia, crema di papaccelle e fiordilatte

Ricchissimo il calendario dei workshop dedicati agli addetti ai lavori, con approfondimenti tecnici sulle diverse interpretazioni di impasti, cotture, condimenti e abbinamenti con Gino Sorbillo, Gabriele Bonci, Massimiliano Prete, Pierluigi Roscioli, Piergiorgio Giorilli, Massimo Bosco, Teo Musso, Giancarlo Casa, Emanuele Liguori, Matteo Tambini, Renato Bosco, Enzo Coccia, Stefano Callegari, Ciccio Vitiello, Isabella De Cham, i fratelli Salvo e Antonio Troncone.

Per tutti gli appassionati desiderosi di imparare ci saranno invece, tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 21.00, i laboratori firmati Unox – azienda specializzata nella realizzazione di forni professionali. Mentre per i più piccoli sarà Boing – il canale 40 del DTT nato dalla joint-venture tra Turner e RTI Mediaset – a curare le “lezioni” con gli esperti.

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Ciccio Vitiello e Isabella De Cham

Alla presentazione stampa Isabella De Cham Ciccio Vitiello hanno fatto assaggiare alcune delle loro pizza (fritte per la De Cham e napoletana per Vitiello), golose anticipazione di ciò che sarà La Città della Pizza.

Venerdì metteremo i menù completi dei 30 pizzaioli e delle loro proposte tra Margherita o Marinara, un cavallo di battaglia e una special edition  – in esclusiva per La Città della Pizza – come la Tartare di filetto di pecora marinato alle erbette e insalatina di agrumi, oppure Impasto al grano arso con fior di latte di Agerola, blu di bufala, pancetta stufata di nero casertano, pepe macinato fresco e olio evo o Foie gras, mozzarella di bufala e confettura di limone. Stay tuned!!!!

LA CITTÀ DELLA PIZZA
Guido Reni District, via Guido Reni, 7 – Roma
Ingresso gratuito.
Per info e prenotazioni www.lacittadellapizza.it

 

La pizza di Bonci nella nuova Osteria di Birra del Borgo

Un’osteria nel centro di Roma dove i protagonisti saranno accoglienza, convivialità e cucina tradizionale. Stiamo parlando della nuova “Osteria di Birra del Borgo” (apertura al pubblico lunedì 27 marzo) nata dal felice “matrimonio” tra Birra del Borgo (sostenitore del nostro libro “La Buona Pizzandr) e Gabriele Bonci, amici da 15 anni, a cui si aggiungono, per questa avventura, i drink di Alessandro Procoli del Jerry Thomas.

Più di 300 mq dai colori caldi e avvolgenti, dove domina il legno e la pietra lavica, 100 coperti tra sala ristorante, zona lounge tra cuscini e morbidi divani, sgabelli al bancone in ottone e al cocktail bar, ma anche uno spazio raccolto con 14 sedute. Non manca, a vista, un piccolo impianto destinato alla produzione di nuove birre da provare sul posto (oltre le 20 spine e le 50 etichette in bottiglia), le botti in legno e le anfore in terracotta per le fermentazioni  e gli affinamenti sperimentali

La birra si plasmerà sulla cucina e il bere e il mangiare saranno raccontati – spiega Leonardo di Vincenzo – In questo modo vogliamo dare valore ai nostri collaboratori storici e alle piccole realtà locali per rendere ancora più forte il concetto di condivisione e appartenenza”.

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Molto interessante la proposta gastronomica: la pizza di Pizzarium, il pane fatto con il lievito naturale nel Panificio Bonci, una ricca selezione di salumi e formaggi dal Lazio e dall’Abruzzo e la pasta fresca lavorata a vista.

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Se i piatti saranno raccontati dall’oste Marco Valente (sua è anche la ricerca e la selezione delle materie prime) la cucina sarà affidata a Gabriele Bonci che ha pensato e costruito un “Menù atipico” con “piatti semplici e famigliari preparati con ciò che ci offre la terra e la natura. Abbiamo voluto, io e Leonardo, mettere in questo locale i nostri 15 anni di esperienza ma anche il nostro legame di amicizia e collaborazione che, da sempre, ha in comune il voler dare a tutti le cose buone. Ricordo quando avevamo due posti piccoli ed eravamo agli inizi, facevo una pizza integrale che a me sembrava buona ma nessuno la capiva… Anche qui andiamo avanti con la nostra filosofia, cuciniamo ciò che offre la terra. Ho chiuso in una gabbia la pasta e la pizza dove Irma e Luca tirano la pasta senza sosta e senza nascondere nulla”.

La pizza sarà quella di Pizzarium ma con uno stile nuovo. Prima di tutto si potrà mangiare al tavolo, poi si potrà scegliere tra la pizza bianca romana croccante nel formato 10×10 farcita con ingredienti che rispettano stagionalità e tradizione, oppure degustare la pizza in teglia dai gusti classici – Margherita. Diavola, Napoli, Capricciosa, Marinara – in due formati, 30×30 (per 2/3 persone) e 60×30 (per 4/6 persone).

Agli impasti, e ai forni, l’allievo del Michelangelo della pizza Luca Pezzetta che saprà esaltare sulle pizze i prodotti dei contadini e degli allevatori dei mercati locali e dell’orto urbano di circa 4 ettari.

La pizza è buona, piaciona e golosa – e su questo non avevamo molti dubbi – i piatti “atipici” ma popolari, i cocktail generosi e originali, la birra un collante eccezionale tra tutte queste diverse realtà che qui convivono e si intrecciano in un format accattivante e divertente dove torneremo molto presto.

Osteria di Birra del Borgo

Via Silla 26a – 00192 Roma (Prati)

Sempre aperto – 12.00/2.00

Pummarola Day, focus sull’oro rosso campano.

ale_8787Interessantissimo appuntamento quello tenutosi lunedì 30 gennaio scorso nella nuova sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e promosso da Guglielmo Vuolo e dalle condotte Slow Food Napoli e Slow Food Vesuvio.
Il Pummarola Day, work shop dedicato all’oro rosso campano e al suo utilizzo principalmente sulla pizza, ha visto susseguirsi molti esperti nel settore:
Guglielmo Vuolo, pizzaiolo ideatore e divulgatore della Carta dei Pomodori italiana, che ha presentato il suo documentario “Pummarola Tour“, un viaggio nelle terre campane per approfondire i tre pomodori più famosi e invidiati: il San Marzano, il Corbarino e il Piennolo del Vesuvio.

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A seguire l’intervento tecnico di Patrizia Spigno, fiduciaria Slow Food Vesuvio e responsabile di numerosi progetti di recupero e valorizzazione del genoma orticolo campano, specializzata sul pomodoro, ci lascia a bocca aperta. E’ difficile sentire parlare qualcuno con così tanta competenza e dedizione.

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Patrizia Spigno

Poche parole, quelle dette da Samir Harchich – raccoglitore di pomodori marocchino- riguardo lo sfruttamento di molti uomini che come lui vengono da lontano per pochi mesi di lavoro e ai quali si richiede solo di essere veloci e produttivi a qualunque temperatura e per tante, troppe ore consecutive.

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Samir Harchich

A seguire una degustazione tecnica affidata agli ideatori del percorso “Sommelier del pomodoro ©”, Monica Piscitelli, giornalista enogastronomica e Tommaso Luongo, sommelier.
Monica Piscitelli invita anche, e giustamente, alla riflessione di abbassare il margine di guadagno di pochi centesimi utilizzando prodotti qualitativamente migliori che a lungo termine portano nuovi guadagni in termini di stima e riconoscibilità.

Ultimo momento, più goliardico e gustoso, quello della degustazione di pizze all’oro rosso campano con il Maestro Guglielmo Vuolo, i pizzaioli AVPN e i pomodori dei produttori.

La Buona Pizza a Cagliari, una serata con Framento da CUCINA.eat

Anche se ci aveva gia’ pensato Tania a portare in Sardegna La Buona Pizza in un bell’incontro con Massimo Bosco e Kuaska, non potevo non approfittare di una breve vacanza sarda per organizzare anche una serata a Cagliari dagli amici di CUCINA.eat. Cosi’, dopo qualche giorno in giro per l’isola ad ammirare siti nuragici, domus de janas, chiese romaniche e paesi d’arte con la guida di Nicola Dessi‘, un giovane e appassionato archeologo, una volta tornata nel capoluogo mi sono concentrata nuovamente sulla pizza assaggiandone diverse, di cui vi raccontero’ a breve. Il 3 Gennaio invece ho raccontato un po’ del lavoro fatto con il libro – e con questo blog – e abbiamo parlato di cosa sta succedendo in Sardegna nel campo della pizza insieme a Giuseppe Carrus, padrone di casa ed esperto di vino e gastronomia, praticamente il miglior conoscitore di quel che accade sull’isola dal punto di vista enogastronomico. Continue reading “La Buona Pizza a Cagliari, una serata con Framento da CUCINA.eat”

La Buona Pizza sbarca in Sardegna

Dall’8 al 10 dicembre si è svolto a Sassari, nel antico Mercato civico e nel centro storico cittadino, il Weekend dei Gusti, una 3 giorni di gusto tra birre artigianali e cibo da strada. Durante il weekend erano previsti alcuni eventi collaterali tra i quali degustazioni di vino e birra, cene a tema, laboratori per adulti e bambini, concerti, spettacoli e la presentazione del nostro libro “La Buona Pizza accompagnata dalle buonissime pizze di Massimo Bosco e la degustazione di birre condotta da Lorenzo Dabove, in arte Kuaska.

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Massimo è arrivato da Tempio nel primo pomeriggio per lavorare impasti e farciture presso la Pizzeria Cocco dal 1968 di Gianfranco Cocco, che lo ha gentilmente ospitato.
Alle 18.30 è cominciata la presentazione e, devo ammettere, non avevo valutato che mi sarei ritrovata tra due “primedonne” capaci e narcise, che hanno saputo ammaliare e interessare il pubblico presente.
Massimo ha raccontato brevemente la sua storia, il sentire l’impasto e la farina nel sangue, la coerenza e le ricerca che mette nella selezione delle materie prime non solo a Km zero “perché come farei a fare la pizza con il grano sardo….”, ha ribadito il suo essere anarchico e un pò ribelle, ma anche di amare profondamente la sua terra e il suo lavoro.
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Gli ha fatto da spalla Kuaska e molte sono state le similitudini tra pizza e birra, tra il lavoro del pizzaiolo e quello del birraio, tra l’attesa e il risultato finale.
Massimo ci ha poi deliziato con tre abbondanti e gustose pizze straordinarie, con lo stesso impasto fatto con un blend di farine tipo 0, tipo 2 e semola rimacinata di grano duro sardo, lievitato per 48 ore con una biga e poi cotte nel forno elettrico a 300 gradi.
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Servite a tranci, calde e profumate, hanno rivelato, ancora una volta, che Bosco è “un piccolo grande uomo” della pizza, capace di mixare sapori semplici e materie prime uniche, possibilmente sarde e di piccoli produttori come quelle che abbiamo assaggiato sulle sue pizze.
Ovin forth (un erborinato di pecora da sballo) e noci
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Purpuzza (salsiccia fresca di maiale) e fungo Antunna
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Tonno affumicato e rucola
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Appassionati e curiosi si sono poi fermati a chiacchierare con Bosco che si è prestato molto volentieri alle domande e curiosità dei buongustai presenti, tant’è che hanno dovuto cacciarci dal Palazzo della Frumentaria dove eravamo ospiti.
Perchè la buona pizza lascia sempre il segno.

Tour Elementi del Molino Vigevano, ultimo atto

Una volta giudici, una volta moderatori. Se a settembre Luciana era in giuria per la tappa romana del Tour Elementi del Molino Vigevano, per il rush finale a Striano, in provincia di Napoli, c’ero io in qualità di moderatore al posto di Paolo Vizzari, all’estero per motivi di lavoro.

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La terza e ultima tappa del Tour Elementi Molino Vigevano (l’evento itinerante dedicato alla scoperta dei segreti dell’impasto perfetto ndr) ha messo a dura prova i pizzaioli provenienti da tutta Italia, che si sono dovuti confrontare tra capacità tecniche, sensoriali e creative.

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La giuria di esperti era composta da Cristian Torsiello, chef del ristorante una stella Michelin Osteria Arbustico (Valva- SA), Diego Vitagliano della pizzeria “10” (Pozzuoli), dalle giornaliste enogastronomiche Monica Piscitelli e Dora Sorrentino e dal designer Diego Granese, una giuria molto attenta, curiosa, coinvolta che ha dato molti spunti di riflessione ai partecipanti e al pubblico presente.

La gara era divisa in 3 differenti fasi:

  1.  dati 3 impasti bisognava riconoscere forza della farina, idratazione, ore di lievitazione, impasto diretto o indiretto;
  2. blind test: i pizzaioli bendati hanno dovuto capire di quale tipo di farina erano fatti i 3 impasti, usando tutti i sensi tranne la vista;

    3. i primi 6 classificati hanno potuto accedere all’ultima prova dove, in 10 minuti, hanno creato una pizza scegliendo una delle 3 basi precedentemente assaggiate e utilizzando 12 ingredienti selezionati dallo Chef Cristian Torsiello (tutti tassativamente del suo territorio come la nocciola di Giffoni, la mela Annurca, la alici di Menaica, il carciofo bianco di Pertosa, la Soppressata e salsiccia del Vallo di Diano, il tartufo nero… ) e presentandola alla giuria avendo cura di tenere pulito il ripiano.

Mentre si facevano le somme dei punteggi assegnati dai giudici, è emerso che il test con i peggiori risultati è stato quello dove sono stati bendati (malgrado molti pizzaioli davano per certo l’aver indovinato il tipo di farina utilizzata) e quasi tutti hanno usato ingredienti quasi banali, come pomodoro giallo e mozzarella, senza osare (anzi si sono lamentati che non c’era il basilico…).

Alla fine è risultato vincitrice la pizza proposta da Cosimo Pastore della pizzeria Break Snack di Benevento fatta con un impasto multicereali realizzato con la farina Moreschina Molino Vigevano, una farina di grano tenero “0” con germe di grano vitale e semi, condita con soppressata, datterino giallo, friarielli, provola di Agerola e olio extra vergine di oliva. Il vincitore dell’ultima tappa di Elementi si è aggiudicato una fornitura di 500 Kg di farina Oro Di Macina Molino Vigevano e l’esclusiva possibilità di svolgere una masterclass di 2 giorni con i maestri Molino Vigevano direttamente nella propria pizzeria.

A chiusura lavori sono stati coinvolti Christian Torsiello e Diego Vitagliano che si sono prestati a fare una pizza dai gusti e dalle consistenze contrastanti – base bianca con mozzarella in cottura, cicoria di campo a crudo condita con granella di nocciole, tartufo e olio extra vergine di oliva, soppressata e mela Annurca – dimostrando come gli ingredienti trattati nella maniera corrette e usando un pò di creatività possano aiutare a esaltare il disco di pasta bianca.

Una bella giornata, impegnativa, dove tutti sono andati via con il sorriso e, speriamo, qualche elemento in più di riflessione.