Bonci raddoppia: a Lucca apre il secondo Pizzarium

Da domenica 25 giugno e’ ufficialmente aperto al pubblico – dopo la festa d’inaugurazione di sabato e l’anteprima per la stampa di venerdi’, a cui noi abbiamo partecipato – il Pizzarium di Lucca. Nessun errore: dopo aver portato pane, pizze e altri buonissimi prodotti del forno prima al vicino Panificio Bonci, poi nei “corner” in via Fracassini e al Mercato Centrale di Roma – e in attesa di aprire anche a Chicago – Gabriele Bonci inaugura il suo primo Pizzarium italiano al di fuori di Roma, aperto con la formula del franchising insieme all’imprenditore e ristoratore toscano Massimo Minutelli, quello de La Griglia di Varrone.

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Nativa, la nuova pizza di Franco Pepe

La pizza può ancora evolversi? A quanto pare si! Lo ha sostenuto Enzo Coccia a dicembre durante la presentazione del nostro libro da Gourmeet, in compagnia di Ciro Salvo e Gino Sorbillo, e lo ha dimostrato Franco Pepe la scorsa settimana quando a Erbusco, presso La Filiale de L’Albereta Relais & Chateaux, è stata presentata Nativa, la nuova pizza a base di farina di grano Monococco Shebar®, nata dalla collaborazione di Franco con il Molino Piantoni di Chiari (BS) e l’Università degli Studi di Brescia.

La Filiale

Stiamo parlando di una pizza gustosa, sana e soprattutto, ad alta digeribilità. Tutto questo grazie al monococco, un grano antico che permette di fare un impasto a basso indice di assorbimento glicemico coltivato a Cigole, nei terreni intorno al Molino Piantoni, che ha una resa un quarto, o meno, del frumento tradizionale. Il cereale, adattabile a diversi contesti produttivi, è indicato per un’agricoltura a basso impatto ambientale perché resiste bene allo stress e non necessita dei pesticidi.

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Inoltre la farina prodotta con il monococco Shebar® ha delle proprietà uniche: ha un basso tenore di glutine, lievita poco ed è molto indicata per la produzione di alimenti a elevato profilo nutrizionale: infatti contiene il 19,3% di proteine, 94,40 g/kg di vitamina E e 41,70 mg/kg di ferro. Inoltre, grazie alle sue alte qualità, si sta imponendo come cereale in risposta alle intolleranze verso i grani moderni essendo che il tasso di glutine naturale non supera il 7 %. Così gli amidi contenuti nel monococco hanno le potenzialità per essere meglio assorbiti rispetto al frumento di grano duro e quindi non causare gonfiore di pancia regalando, al contrario, una piacevole sensazione di leggerezza.

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La pizza Nativa ha un colore più scuro rispetto a quella tradizionale, è sottile e non ha il classico cornicione alto alla napoletana. Gli ingredienti per la farcitura sono totalmente vegetariani e vegani: pomodoro, hummus di avocado e ceci di Cicereale completati con germogli di rucola selvatica che regalano sensazioni fresche e pungenti.

NativaQuesta pizza nasce dal felice collaborazione tra Franco e Fabio Abbattista, executive chef del Ristorante LeoneFelice e del VistaLago Bistrò de L’Albereta, che così ci raccontano: “Il monococco nell’impasto presenta non pochi problemi: mi piaceva l’idea di lavorare con qualcosa di antico, ma ho dovuto fare molte prove, accelerando i tempi di lievitazione e riducendo le quantità di sale. Volevo ricreare ricordi e sensazioni di un sapore e un gusto dimenticato perché se crei un bel ricordo, il cliente sta bene e poi ritorna” ci spiega Franco Pepe.

 

 

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 “Lavorare con Franco – commenta Fabio –  mi ha dato tantissimi stimoli: ho cercato di creare un topping vegetariano, sano e adatto agli intolleranti ai latticini ma che fosse comunque goloso. L’hummus di ceci di Cicereale, Presidio Slow Food di Cicereale, regala un sapore dolce e delicato che lega bene con l’avocado, mentre il pomodoro infornato con origano e peperoncino aggiunge sapore”

E dopo questa bella novità con cosa ci stupirà la prossima volta Franco Pepe? Aspettiamo fiduciose.

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Pizza news: dal G7 ai nuovi record

Nonostante le temperature ormai estive il mondo della pizza non si ferma per un istante! Ecco un po’ di novita’ e notizie, da mettere in agenda o da leggere per essere sempre aggiornati!

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Berberè apre a Roma

Buone notizie sul fronte pizza a Roma: ha aperto ieri Berberè, pizzeria nata a Bologna nel 2010 grazie alla felice intuizione dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che, in pochi anni, hanno aperto a Castel Maggiore, Firenze, Torino, Milano, Londra mantenendo qualità e bontà a prezzi accessibili.

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Salvatore e Matteo Aloe

A pochi passi dal MACRO, nel quartiere Nomentano di Roma, Berberè approda in una zona di grande fermento enogastronomico. Il locale, accogliente e giocoso, è composto da diverse sale su due piani per circa 80 coperti (e un dehor esterno con circa 30 posti a sedere), un forno elettrico con piano cottura in materiale refrattario e la cucina a vista visibile su più lati “perché non è bello chiudersi in un posto chiuso e non avere il contatto con il cliente” commenta Matteo Aloe.

 

Anche qui grande cura per i dettagli e un certo mood vintage con pezzi di antiquariato originali e contemporanei mixati a elementi grafico-artistici ipercolorati che rivisitano le icone del classicismo romano in versione pop, come l’immagine di due lupe dai colori vivi che giocano fondendosi l’una nell’altra, un chiaro omaggio a Roma.

 

Ma veniamo alla pizza. Ne abbiamo assaggiate molte e, dobbiamo ammetterlo, erano tutte molto buone. Un impasto leggero dove si sente sia al palato che al naso la presenza della farina semintegrale, biologiche macinate a pietra. Anche qui viene usato lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e una lenta fermentazione di 24 ore. Le pizze, divisa in 8 porzioni, hanno un cornicione non particolarmente pronunciato dotato di alveoli e la fetta, non troppo sottile, tiene bene le varie farciture senza piegarsi mantenendo una delicata e fragrante croccantezza.

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Menù stagionale composto da quindici pizze (con una particolare attenzione per le proposte vegetariane) e uso di prodotti, molti dei quali certificati biologici, provenienti da contadini e allevatori scelti secondo parametri di lavoro, di impiego della terra, di lavorazione delle materie prime a “zero compromessi” quali, per esempio, il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello di Arnone, così come alcuni prodotti Libera. Queste le pizze assaggiate:

Piselli in crema, cipolla bianca saltata e olive taggiasche

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Mozzarella di bufala di caserta, pomodoro e basilico

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Zucchine, patate arrosto, maggiorana, feta, fiordilatte

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Pancetta arrotolata, pecorino romano, pomodoro

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Pomodoro melanzane al forno, ricotta affumicata, basilico

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Coppa estiva di Mora Romagnola, stracciatella, fiordilatte e olio all’arancia

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‘Ndujia di Spilinga, caciocavallo, pomodoro

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Prosciutto cotto di Mora Romagnola, peperoni al forno, pomodoro, prezzemolo

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Acciughe di Cetara, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, limone e origano

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I prezzi, onesti e popolari, vanno da 5,90 € per la pizza pomodoro, aglio e prezzemolo a un massimo di 13,50 € per quelle riccamente farcite con salumi. Anche a Roma troviamo la formula condivisione che permette di provare più pizze, servite un po’ alla volta tra i commensali, accompagnate da birre artigianali e un’accurata carta di vini sia al calice che in bottiglia.

Mi sa che torneremo presto perché non abbiamo assaggiato i dolci (ma li abbiamo visti…)

 

Il locale è aperto tutte le sere 7 giorni su 7 dalle 19.00 alle 23.30 e a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30.

Berberè pizzeria Via Mantova 5Roma

tel. 06. 45 65 43 90

http://www.berbere.it

Da Festa a Vico al tour di Padoan, la pizza è protagonista

A quanto pare con l’estate e il sole la voglia di pizza aumenta e sono sempre di piu’ le notizie di iniziative e appuntamenti ad essa dedicati – o in cui ha un ruolo da protagonista – che ci arrivano giorno dopo giorno nella casella mail. In attesa del consueto “calendario” di giugno ecco un riassunto di quelli piu’ significativi e interessanti, che vi consigliamo di tenere d’occhio! Continue reading “Da Festa a Vico al tour di Padoan, la pizza è protagonista”

50 Top Pizza, le prime pizzerie recensite. Inizia il percorso sulle Roads to Naples

“Un viaggio tra le cinquecento migliori pizzerie italiane, attraverso una classifica stilata in forma anonima da 100 ispettori sulla base della qualità, ma anche del servizio, della carta dei vini e delle birre, della ricerca, dell’arredamento”. Cosi’ i curatori – Luciano Pignataro, da Albert Sapere e Barbara Guerra – definiscono 50 Top Pizza,la prima guida online sulle pizzerie d’Italia edita da Formamentis. E aggiungono: “Abbiamo formato una squadra di 100 ispettori, coordinati a livello regionale da esperti, che hanno visitato anonimamente le pizzerie di ciascuna regione e pagato il conto, in modo da rendere la valutazione quanto più oggettiva possibile”.

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Il progetto – una sorta di tour battezzato Roads To Naples che prevede altre due tappe, la prima a New York in occasione di LSDM e la seconda a Napoli il 20 luglio con il disvelamento progressivo delle pizzerie citate fino a scoprire il podio finale – e’ stato presentato ufficialmente a Roma il 25 maggio con una serata ospitata da Antonello Colonna al suo Open Colonna.

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Abbiamo cosi’ potuto conoscere le 350 pizzerie che vanno, tutte ex aequo, dalla 151esima alla 500esima posizione: a fare la parte del leone naturalmente la Campania con 65 locali recensiti, seguita da Emilia Romagna (42 pizzerie) e – a sorpresa, visto che noi facciamo un po’ fatica a reperire indirizzi interessanti –  Sicilia (34).
Dal 29 maggio, con cadenza quotidiana, saranno pubblicate sul sito quelle dalla 150esima alla 51esima posizione. Il 30 giugno a New York saranno invece presentate le candidature della sezione internazionale, che vedrà in gara sette stili di pizza differenti, divisi in 5 continenti, assieme alla migliore pizzeria di stile napoletano fuori dall’Italia. A Napoli, infine, si conosceranno le “50 Top”.

Oltre allo stile napoletano – sottolinea Luciano Pignatarosono cresciute negli anni altre scuole di pensiero: c’è ovviamente Napoli e lo stile napoletano fuori Napoli, ma anche Roma, il movimento dei nuovi pizzaioli veneti, il diffondersi di nuove tendenze. Si sentiva perciò l’esigenza di fare una guida libera, autonoma, dalla parte dei clienti e degli appassionati”.

Intanto, a Roma sono stati anche svelati 3 dei 18 premi speciali che assegnera’ la guida online. Eccoli qui, con le motivazioni:

• Premio Così Com’è Pizzeria Novità dell’Anno 2017: Morsi & Rimorsi – Gianfranco Iervolino
Per le innumerevoli attenzioni che rendono l’ambiente confortevole, dall’insonorizzazione alla scelta dei colori pastello che effettivamente rilassano e ben predispongono. Servizio al calice del vino, distillati per chiudere un pasto, servizio attento, carta delle birre. Al giorno d’oggi il pubblico non ha bisogno solo di mangiare un ottimo prodotto ma vuole trovare quei comfort che, fino a qualche lustro fa, trovava solo nei ristoranti.

• Premio Olitalia Fornaio dell’anno 2017: Pierluigi Roscioli – Antico Forno Roscioli
Per la bravura nel portare avanti la tradizione tutta romana della pizza al taglio nel forno di famiglia – il cui impianto originario risale alla Roma del 1824 – da oramai tanti anni e sempre con la stessa qualità delle materie prime. Il forno Roscioli realizza il sogno di tutti i cittadini e le migliaia di turisti che affollano Roma ogni giorno: trovare un pezzo di pizza a tutte le ore sempre caldo e fragrante.

• Premio Mozzarella di Bufala Pizzaiola dell’anno 2017: Isabella De Cham – 1947 Pizza Fritta
Per la capacità dimostrata di interpretare in modo creativo ma non eccentrico una delle tradizioni più belle e antiche di Napoli. La sua personalità, la sua capacità di apprendimento, il suo istinto sulla materia prima, ne fanno una delle figure più promettenti della nuova generazione.

 

PizzaNews: appuntamenti, novita’ e aggiornamenti dal mondo della pizza

Maggio si sta rivelando un mese particolarmente vivace per il mondo della pizza e sono tantissime le notizie, gli aggiornamenti e i nuovi appuntamenti che si aggiungono a quelli gia’ inseriti nel nostro calendaro mensile. Abbiamo quindi pensato di dedicare questo post ad un veloce riepilogo delle maggiori novita’… in cottura, riservandoci di parlarne poi piu’ approfonditamente in seguito.

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L’Italia vince a Las Vegas!

Mentre noi a Roma eravamo impegnate ad assaggiare a La Citta’ della Pizza, molti pizzaioli italiani – assenti giustificati alla manifestazione romana – erano negli USA per partecipare all’International Pizza Expo di Las Vegas, punto di riferimento per tutti gli operatori del settore, e soprattutto alla sfida dell’International Pizza Challenge, una delle più importanti competizioni mondiali. Con ottimi risultati per l’Italia e soprattutto per il nostro Meridione: e’ stato infatti il pizzaiolo catanese Luciano Carciotto, allievo del maestro sorrentino Antonino Esposito, a vincere il titolo Pizza Maker of the Year 2017 nella categoria Traditional International.

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Saporè Pizza Stand Up a Verona, il nuovo take away di Renato Bosco

Renato Bosco ha aperto in centro a Verona! Un nuovo locale, Sapore Pizza Stand Up, dove è possibile degustare la buonissima pizza di Saporé. Siamo tra Torre dei Lamberti e Piazza delle Erbe, precisamente in via Della Costa, e qui ripropone il format take away già presente a San Martino Buon Albergo ma pensato ad hoc per la città.

Così veronesi e turisti durante il Vinitaly hanno potuto approfittare di questa prima nuova apertura (a metà maggio dovrebbe inaugurare il locale Saporè DownTown in via Amanti 6/8 dove poter stare seduti) che propone la sua celebre pizza al trancio nella versione PizzaCrunch® e PizzaDoppioCrunch®, croccante e leggera come sempre, in tanti gusti diversi nel rispetto della stagionalità dei prodotti.

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Essendo a Verona per ben due giorni, non potevo non verificare di persona la bontà della pizza di Renato e così ho assaggiato qualcosina malgrado la fila fuori.

Pizza DoppioCrunch® farcito con stracchino artigianale, cipolla caramellata, zucchine e agretti

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PizzaCrunch® con formaggio Monte Veronese latte intero, prosciutto cotto e asparagi verdi di Mambrotta

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PizzaCrunch® con gorgonzola, mozzarella fiordilatte e agretti

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Se proprio non riuscite a placare la fame e la golosità con qualche trancio, da Pizza Stand Up c’è anche il pane, dalla tradizionale ciabatta alla rosetta soffiata imbottita, oltre quello con Pasta Madre Viva e quello al vapore, farcito in loco con materie prime di prima qualità, come la rosetta imbottita con mortadella Medaglia d’Oro Levoni.

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Foto di Mauro Magagna

E il toast con pane in cassetta ai cereali

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Gli amanti del dolce possono trovare i lievitati e i biscotti artigianali ai gusti caffè e pistacchio, cioccolato e nocciole, mandorle

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Impossibile resistere alla sua colomba nella doppia versione arancia candita e cioccolato bianco e caffè. Attenzione però: da dipendenza!

 

Pizza Stand Up

via della Costa 5, Verona

aperto 7 giorni su 7

La Chicago Pizza a Roma

Chicago pizza. Il nome rimanda a succulente pizze alte da cui cola formaggio fuso, vari tipi di salumi, pomodoro e “pepperoni”, pizze gigantesche tagliate a fette e spesso mangiate davanti alla televisione. Questo è nel nostro immaginario collettivo, ma cos’è e da dove nasce la Chicago Pizza?

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La più famosa – come ci ha raccontato anche Jonathan Porter, fondatore dei Chicago Pizza Tours e autentica autorita’ in materia, a cui ci siamo rivolte per saperne di piu’ – è la Deep Dish Pizza: bordo alto, cotta in teglie profonde e tonde dalla quale prende il nome, farcite con grandi quantità di formaggio, pomodoro e salumi vari. Una pizza la contrario dove la mozzarella viene messa sul fondo dell’impasto per non bruciarla, aggiunti gli altri ingredienti e completata il pomodoro

Poi c’è la Stuffed Pizza preparata da un italiano trasferitosi a Chicago, Rocco Palese di Potenza, che si è ispirato alla ricetta della “Scarcedda”, la tradizionale pizza rustica pasquale del capoluogo lucano. Bordi ancor più alti e un disco di pasta sopra il ripieno a mo’ di cupola, a sua volta condito con pomodoro.

Ma perché vi racconto tutto questo? Perché una versione italianizzata di questa celebre pizza la potete trovare anche in Italia e precisamente nei locali BurBaCa a Roma, Viterbo, Potenza e Matera.

BurBaCa è specializzato in piatti della tradizione americana con tecniche e materie prime tipiche della cucina italiana, un locale accogliente e dinamico che modifica offerta gastronomica e atmosfera in ogni fase della giornata, dalla colazione al dopocena.

Alessandra Farinelli Shooting

L’altra sera siamo state ad assaggiarla a Roma in via del Porto Fluviale 5 dove Salvo Cravero, l’executive chef dell’intero progetto BurBaCa, si e’ messo a  studiare la storia della Chicago Pizza per realizzarne una terza versione, meno alta e più adatta al gusto italiano. Sempre lui ha messo a punto – oltre alle due ricette sempre presenti in menu, una con sugo, polpette e salame e una vegetariana – altre 4 ricette ispirate alla tradizione locale dei diversi ristoranti del gruppo.

Da Chicago alle origini quindi. L’impasto, sempre lo stesso, viene realizzato artigianalmente in un piccolo laboratorio della Tuscia che recapita i panetti pre cotti e la farcia è fatta con i prodotti tipici della regione. Quindi ogni città ha la sua Chicago Pizza del territorio, per cui:

quella di Potenza ha una base di mozzarella, alici di Cetara, peperone crusco di Senise (IGP), scaglie di cacio cavallo podolico lucano (presidio slow food) e prezzemolo

Alessandra Farinelli Shooting

quella di Viterbo ha mozzarella, salsiccia semi stagionata a base di fegato Susianella di Viterbo (presidio slow food), patate lesse di Viterbo (IGP) e finocchietto selvatico

Alessandra Farinelli Shooting

la Roma ha base pomodoro, mozzarella, guanciale croccante di Amatrice e pecorino romano (DOP).

Alessandra Farinelli Shooting

Infine quella di Matera ha base pomodoro, stracciatella, salame pezzente e olive di Ferrandina (entrambi presidi slow food).

Alessandra Farinelli Shooting

Noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiarle tutte (avevate dubbi?) e, a sorpresa, tre versioni ex novo realizzate da alcuni colleghi che erano con noi e di cui siamo state i giudici.

Alessandra Farinelli Shooting

La versione per noi più interessante e completa – con mozzarella, patate, pezzente e peperone crusco sbriciolato – sarà disponibile nel locale romano per tutto il mese insieme alle altre quattro… e vi assicuriamo che ne vale la pena!

Per completare la degustazione abbiamo provato i fritti, un hamburger, una pizza con le famose polpette e i dolci, il tutto innaffiato da ottima birra artigianale!

BurBaCa

Via del Porto Fluviale, 5 – Roma

Aperto dal martedì alla domenica sia a pranzo che a cena.