Gusto Divino, un nome, una garanzia

Tutto è nato nel 2014 nella città di Saluzzo, piccola cittadina del cuneese dal bellissimo centro storico medievale su cui svetta, sullo sfondo, il monte Monviso. Stiamo parlando della pizzeria di Massimiliano Prete, Gusto Divino,

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delizioso locale con dehor estivo dove è cominciata la sua “carriera” di chef della pizza (di cui vi abbiamo già parlato per Gusto Madre, la sue seconda apertura ad Alba).

Pugliese di nascita, pizzaiolo e poi pasticcere per tanti anni con la moglie Erika, da sempre al suo fianco, decide di tornare al suo primo amore, la pizza, e aprire nella sua città d’adozione.

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I primi tempi non sono stati facili, la gente non capiva la sua pizza gourmet, voleva la pizza tonda cotta nel forno a legna, quella classica, napoletana. Poi però lo chef tristellato Enrico Crippa va a trovarlo, ne diventa un fan sfegatato e lo sostiene a continuare sulla sua strada – non a caso quest’anno a Identità Golose si sono presentati insieme sul palco.

E così qualcosa comincia a cambiare: i clienti apprezzano e la pizzeria comincia a diventare meta di appassionati del disco bianco e gourmet. Il resto è storia.

Impasto e menù sono quelli di Gusto Madre, ma le farciture che ho mangiato sono diverse, e buonissime, dove alla semplicità degli ingredienti combinati tra loro unisce, ed osa, un certo estro creativo molto interessante.

Cominciamo con una chicca: pane di segale  con seppia di Santo Stefano appena scottata e guacamole homemade

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Per proseguire con uno spicchio croccante con passata di pomodoro, burrata e ricci di mare, dove la dolcezza dei primi primi due ingredienti si scontra con la parte iodata e riccio

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e uno con crema di zucchine, pomodoro datterino giallo, gambero rosso crudo in un gioco di colori e sapori terra/mare molto interessanti

 

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Proseguiamo con un impasto di farro monococco e farro nella doppia versione,

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una con patata viola, baccalà mantecato, burrata, rosso d’uovo e battute di olive

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l’altra molto estiva e fresca con robiola di capra, zucchine marinate, pomodoro datterino confit e menta fresca

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e ancora un pizza romana molto piaciona e golosa con Pata Negra e formaggio Raschera

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Infine non potevo farmi mancare un dolce – era un pasticcere ndr – una classica panna cotta dalla consistenza perfetta con crumble di arachidi e fragole

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Ma Massimiliano non si ferma perchè a novembre aprirà a Torino, in Via Mazzini, Gusto Madre e siamo certi che farà la felicità dei torinesi sempre affamati di “buona pizza”.

Gusto Divino

Piazza Cavour, 21 – 12037 – Saluzzo (CN)

Tel: 0175.42.444

 

Nativa, la nuova pizza di Franco Pepe

La pizza può ancora evolversi? A quanto pare si! Lo ha sostenuto Enzo Coccia a dicembre durante la presentazione del nostro libro da Gourmeet, in compagnia di Ciro Salvo e Gino Sorbillo, e lo ha dimostrato Franco Pepe la scorsa settimana quando a Erbusco, presso La Filiale de L’Albereta Relais & Chateaux, è stata presentata Nativa, la nuova pizza a base di farina di grano Monococco Shebar®, nata dalla collaborazione di Franco con il Molino Piantoni di Chiari (BS) e l’Università degli Studi di Brescia.

La Filiale

Stiamo parlando di una pizza gustosa, sana e soprattutto, ad alta digeribilità. Tutto questo grazie al monococco, un grano antico che permette di fare un impasto a basso indice di assorbimento glicemico coltivato a Cigole, nei terreni intorno al Molino Piantoni, che ha una resa un quarto, o meno, del frumento tradizionale. Il cereale, adattabile a diversi contesti produttivi, è indicato per un’agricoltura a basso impatto ambientale perché resiste bene allo stress e non necessita dei pesticidi.

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Inoltre la farina prodotta con il monococco Shebar® ha delle proprietà uniche: ha un basso tenore di glutine, lievita poco ed è molto indicata per la produzione di alimenti a elevato profilo nutrizionale: infatti contiene il 19,3% di proteine, 94,40 g/kg di vitamina E e 41,70 mg/kg di ferro. Inoltre, grazie alle sue alte qualità, si sta imponendo come cereale in risposta alle intolleranze verso i grani moderni essendo che il tasso di glutine naturale non supera il 7 %. Così gli amidi contenuti nel monococco hanno le potenzialità per essere meglio assorbiti rispetto al frumento di grano duro e quindi non causare gonfiore di pancia regalando, al contrario, una piacevole sensazione di leggerezza.

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La pizza Nativa ha un colore più scuro rispetto a quella tradizionale, è sottile e non ha il classico cornicione alto alla napoletana. Gli ingredienti per la farcitura sono totalmente vegetariani e vegani: pomodoro, hummus di avocado e ceci di Cicereale completati con germogli di rucola selvatica che regalano sensazioni fresche e pungenti.

NativaQuesta pizza nasce dal felice collaborazione tra Franco e Fabio Abbattista, executive chef del Ristorante LeoneFelice e del VistaLago Bistrò de L’Albereta, che così ci raccontano: “Il monococco nell’impasto presenta non pochi problemi: mi piaceva l’idea di lavorare con qualcosa di antico, ma ho dovuto fare molte prove, accelerando i tempi di lievitazione e riducendo le quantità di sale. Volevo ricreare ricordi e sensazioni di un sapore e un gusto dimenticato perché se crei un bel ricordo, il cliente sta bene e poi ritorna” ci spiega Franco Pepe.

 

 

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 “Lavorare con Franco – commenta Fabio –  mi ha dato tantissimi stimoli: ho cercato di creare un topping vegetariano, sano e adatto agli intolleranti ai latticini ma che fosse comunque goloso. L’hummus di ceci di Cicereale, Presidio Slow Food di Cicereale, regala un sapore dolce e delicato che lega bene con l’avocado, mentre il pomodoro infornato con origano e peperoncino aggiunge sapore”

E dopo questa bella novità con cosa ci stupirà la prossima volta Franco Pepe? Aspettiamo fiduciose.

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Alla scoperta di “Concettina ai tre santi” al rione Sanità di Napoli

Era una promessa: la prima volta che sono a Napoli vengo a trovarti. Ed è stata mantenuta. Circa un mese fa sono stata da Ciro Oliva, si quel Ciro Oliva che nella fredda Milano è riuscito a portare un po’ di calore napoletano durante l’evento Che Pizza! e che alla La Città della Pizza ha fatto cantare le persone in fila mentre aspettavano la sua fritta.

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La sua pizzeria, Concettina ai tre santiConcettina ai tre santi, si trova nel quartiere Sanità di cui troppo spesso si occupa la cronaca partenopea: è lì dal 1951, da quando la bisnonna vendeva la pizza fritta su un bancone, come voleva la tradizione.

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Oggi Ciro sta dando nuova vita al locale scegliendo di rimanere nel quartiere che ha dato i natali a Totò e mettendo al lavoro “i ragazzi di qua” insegnando un mestiere e coinvolgendoli nei suoi progetti. Una grande famiglia al maschile che si muove perfettamente coordinata da Ciro, con la supervisione del padre, veloci ed efficienti, ognuno con le sue mansioni e i suoi spazi.

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La pizza è buona. Non ci sono dubbi. Ma la cosa che più mi ha colpito è il lavoro, certosino e innovativo, che sta facendo sulle materie prime – fior di Latte dei monti Lattari, provolone del Monaco Dop, filetti di alici e colatura tradizionale di alici di Cetara, pomodorino del Piennolo Giallo, Antico Pomodoro di Napoli Miracolo di San Gennaro, oli extravergine di oliva e frutta e verdura di stagione –  e sulle farciture: mai banali, sostenute e divertenti, intriganti ed equilibrate, piacione ma raffinate, ricercate ma tradizionali, che si avvicinano alla cucina d’autore senza perdere l’identità della pizza.

Trattamento da privilegiata per me, che ho mangiato “l’impossibile” in un crescendo di sapori che mi hanno piacevolmente sorpresa e confermato che Ciro sta percorrendo un suo cammino molto personale, quasi un  “andare oltre”…

Per dare un’idea, questo è tutto ciò che è passato dal mio tavolo, dolci compresi (interessanti ma su cui, secondo me, deve ancora lavorare) nella sua degustazione secondo Ciro (su prenotazione, a 25 euro caduno bevande escluse con 9 assaggi più piccola pasticceria e dessert) in questo caso leggermente allargata.

Amuse bouche stuzzicanti come la classica montanarina in versione piccante soffice e croccante

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pizza fritta con crema di peperoni verdi, tonno marinato, ricotta di Fuscella di Bufala, zeste di limone di Sorrento Igp e sale a scaglie

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“panino” A Purpetta di Nonna Concetta che riporta a un sapore antico con la polpetta fritta messa nel ragù e completata con Parmigiano Reggiano 48 mesi e basilico.

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e infine il panino con crema di carciofi, carciofi arrostiti, provola, prosciutto crudo di Parma che gioca su sapidità e dolcezza degli ingredienti.

Le pizze: la Margherita con Pomodoro San Marzano Dop, Fior di Latte, Pecorino, Basilico e Olio evo.

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la Cosacca con Antico Pomodoro di Napoli, Pecorino Bagnolese stagionato 24 mesi, basilico e olio Evo.

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la Margheritissima con pomodoro fresco di stagione, provola affumicata, basilico e Parmigiano Reggiano 96 mesi di stagionatura

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Pizza Fritta Parthenope con ricciola marinata e affumicata, ricotta di Fuscella di Bufala, alghe di Mare disidratate e zest di arancio

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la salsiccia e friarielli con latte affumicato di bufala cotto, in un gioco caldo/freddo piccante/fresco,

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pizza Fondazione San Gennaro (bianca o rossa con Pomodoro San Marzano DOP) con provola affumicata, briciole dei taralli “nzogna e pepe”, basilico, olio Evo e Salame di Napoli e provola affumicata all’interno del cornicione.

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la  pizza ‘O rrau’ dove su una base di fuscella di bufala viene versato con un mestolo del ragù fatto con pomodoro passato San Marzano, carne di manzo, di maiale (gamboncello, “tracchi e cotenne”), polpetta e sugna e completata con Parmigiano Reggiano a scaglie stagionato 48 mesi, pepe e basilico.

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l’assaggio di Costiera con bufala, zest di limone e basilico.

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I dolci

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Tanti i suoi progetti, molti per i bambini, a cui tutti possiamo contribuire, come quella della “Pizza sospesa” per offrirla, con soli 2,50 euro, a chi non può permettersela.

E per chiudere in bellezza ho avuto la fortuna di fare una passeggiata notturna con lui nel rione Sanità, per scoprire la prima casa dove ha vissuto Totò, le tante chiese in bella mostra e l’anima silenziosa e bella della gente della notte.

 

Concettina ai Tre Santi
Via Arena della Sanità, 7 Bis
80137 Napoli
tel. 081 290037

10 Diego Vitagliano

Ha un sorriso contagioso e molta voglia di fare, uno sguardo curioso e tante cose da raccontare. Un nome e un insegna che hanno qualcosa del predestinato. Stiamo parlando di Diego Vitagliano (il nome richiama quello del più noto calciatore argentino Armando Maradona) e della sua pizzeria, 10” (e anche qui il riferimento calcistico è un omaggio ai grandi numeri 10 quali Maradona, Totti o Del Piero).

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Napoletano verace ha aperto sul lungomare di Pozzuoli e si conferma uno dei giovani più interessanti della realtà partenopea. Ambizioso ma generoso, non si è montato la testa ma continua a lavorare con determinazione e voglia di fare. Non possiamo negare che ha una qualche dote di leader visto il buon rapporto che ha instaurato con il suo giovane e valido staff con cui si confronta continuamente.

La pizzeria, pensata per un pubblico giovane, è abbastanza spaziosa (120 coperti totali) con il dehors esterno e le due ampie sale interne con il classico forno a legna bene in vista.

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I suoi impasti indiretti sono fatti con un blend di farina di tipo 0, germe di grano e tipo ,  36 ore di lievitazione a temperatura ambiente per un alta digeribilità. Le sue pizze, dal bel cornicione alveolato, detto anche “a canotto”,  sono di tipo napoletana ma molto leggere e la fetta regge bene i magnifici ingredienti che mette sopra.

impasti

Farcite al 70% con i prodotti di eccellenza dei Campi Flegrei hanno il privilegio di poter disporre, da qualche mese, di un orto personale “KM ZERO“a Monte di Procida dove i fratelli Colandrea lo aiutano nella gestione e coltivazione e curano la recente serra dove vengono piante “primizie”, come il basilico riccio napoletano o i peperoni verdi.

Con la bella stagione, alle pizze classiche

ha aggiunto 4 pizze dell’orto:

Cianfotta Putcolana con gli ortaggi dei Campi Flegrei

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Carettiera Flegrea con i peperoncini verdi dei Campi Flegrei

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Limoncina Procidiana con i limoni dei Campi Flegrei

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Percochina fresca con le pesche col pizzo dei Campi Flegrei.

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Amplia la carte delle birre artigianali – tra cui la 10 fatta ad hoc per Diego da birrificio Valsugana – e del vino con etichette del territorio.

Immancabili, oltre ai classici, i fritti dell’orto a km 0 come le patate alla monachina, con provola di Agerola, grana campano e prezzemolo, le crocchette di zucchine con granella di nocciola o le pettole dorate alla melanzane.

10 Pizzeria
Corso Umberto I, 167/169 (lungomare di Pozzuoli)
Pozzuoli
Aperto tutti i giorni a cena

 

Berberè apre a Roma

Buone notizie sul fronte pizza a Roma: ha aperto ieri Berberè, pizzeria nata a Bologna nel 2010 grazie alla felice intuizione dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che, in pochi anni, hanno aperto a Castel Maggiore, Firenze, Torino, Milano, Londra mantenendo qualità e bontà a prezzi accessibili.

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Salvatore e Matteo Aloe

A pochi passi dal MACRO, nel quartiere Nomentano di Roma, Berberè approda in una zona di grande fermento enogastronomico. Il locale, accogliente e giocoso, è composto da diverse sale su due piani per circa 80 coperti (e un dehor esterno con circa 30 posti a sedere), un forno elettrico con piano cottura in materiale refrattario e la cucina a vista visibile su più lati “perché non è bello chiudersi in un posto chiuso e non avere il contatto con il cliente” commenta Matteo Aloe.

 

Anche qui grande cura per i dettagli e un certo mood vintage con pezzi di antiquariato originali e contemporanei mixati a elementi grafico-artistici ipercolorati che rivisitano le icone del classicismo romano in versione pop, come l’immagine di due lupe dai colori vivi che giocano fondendosi l’una nell’altra, un chiaro omaggio a Roma.

 

Ma veniamo alla pizza. Ne abbiamo assaggiate molte e, dobbiamo ammetterlo, erano tutte molto buone. Un impasto leggero dove si sente sia al palato che al naso la presenza della farina semintegrale, biologiche macinate a pietra. Anche qui viene usato lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e una lenta fermentazione di 24 ore. Le pizze, divisa in 8 porzioni, hanno un cornicione non particolarmente pronunciato dotato di alveoli e la fetta, non troppo sottile, tiene bene le varie farciture senza piegarsi mantenendo una delicata e fragrante croccantezza.

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Menù stagionale composto da quindici pizze (con una particolare attenzione per le proposte vegetariane) e uso di prodotti, molti dei quali certificati biologici, provenienti da contadini e allevatori scelti secondo parametri di lavoro, di impiego della terra, di lavorazione delle materie prime a “zero compromessi” quali, per esempio, il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello di Arnone, così come alcuni prodotti Libera. Queste le pizze assaggiate:

Piselli in crema, cipolla bianca saltata e olive taggiasche

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Mozzarella di bufala di caserta, pomodoro e basilico

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Zucchine, patate arrosto, maggiorana, feta, fiordilatte

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Pancetta arrotolata, pecorino romano, pomodoro

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Pomodoro melanzane al forno, ricotta affumicata, basilico

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Coppa estiva di Mora Romagnola, stracciatella, fiordilatte e olio all’arancia

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‘Ndujia di Spilinga, caciocavallo, pomodoro

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Prosciutto cotto di Mora Romagnola, peperoni al forno, pomodoro, prezzemolo

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Acciughe di Cetara, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, limone e origano

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I prezzi, onesti e popolari, vanno da 5,90 € per la pizza pomodoro, aglio e prezzemolo a un massimo di 13,50 € per quelle riccamente farcite con salumi. Anche a Roma troviamo la formula condivisione che permette di provare più pizze, servite un po’ alla volta tra i commensali, accompagnate da birre artigianali e un’accurata carta di vini sia al calice che in bottiglia.

Mi sa che torneremo presto perché non abbiamo assaggiato i dolci (ma li abbiamo visti…)

 

Il locale è aperto tutte le sere 7 giorni su 7 dalle 19.00 alle 23.30 e a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30.

Berberè pizzeria Via Mantova 5Roma

tel. 06. 45 65 43 90

http://www.berbere.it

Emiliano Aureli alla Taverna dei Corsari: la buona pizza (e non solo) in Sabina

Una piacevole passeggiata da Roma – circa un’ora di strada – porta fino in Sabina, la storica regione laziale consacrata alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio (e non solo, naturalmente) fin dall’antichita’. E’ stato proprio l’extravergine – per motivi di piacere e di lavoro – a portarme ed alcuni amici fin qui una domenica di un paio di settimane fa: dopo un pomeriggio trascorso tra panorami distensivi sulle colline verdeggianti e  una veloce visita alla bella Abbazia di Farfa per poi dedicarci a quella piu’ approfondita al Museo dell’Olio di Castelnuovo, alla sera ci siamo concessi anche una sosta golosa – naturalmente a base di pizza! – e siamo andati a trovare Emiliano Aureli alla Taverna dei Corsari di Montopoli in Sabina. A farci compagnia c’era anche Johnny Madge, un caro amico che organizza bellissimi tour alla scoperta della Sabina olivicola ed e’ in parte “responsabile” della bella selezione di olio extravergine del locale, da quelli sabini al resto d’Italia.

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La pizza di Lievità a Milano

E’ stata una meravigliosa scoperta la pizza di Lievità, assaggiata durante il congresso di Identità Golose a Milano.

Per comodità sono andata nella sede storica, quella di via Ravizza (da qualche mese ha raddoppiato e ha aperto un altro locale in via Sottocorno, molto più grande mi dicono), piccola e accogliente, dove non è possibile prenotare ma la fila fuori non manca mai!

Patron della pizzeria il giovane Giorgio Caruso di origine campane che ha saputo stregare il capoluogo meneghino con il suo disco bianco “condito” solo con prodotti di alta qualità.

 

Interessante il menù: solo 12 pizze dove il meglio del pomodoro Made in Italy la fa da padrona e si combina con ingredienti mai banali che spesso arrivano direttamente dalla Campania. Pizza napoletana la sua, con un bel cornicione pronunciato – senza esagerare – e un impasto fatto con lievito madre “homemade” leggero, gustoso e facilmente digeribile.

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Le pizze classiche della tradizione – Margherita e Marinara – vengono declinate con pomodori diversi, uno più buono dell’altro, che rende difficile la scelta! Così, per esempio, troviamo la salsa di San Marzano DOP o i Filetti di San Marzano con il fiordilatte di Agerola, i pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP con la mozzarella di bufala Campana DOP, il pomodoro giallo del Vesuvio con la ricotta, il pomodorino Tigrato con la provola affumicata e il Corbarino con capperi di Salina BIO, olive nere di Caiazzo, aglio rosso di Nubia e origano selvatico di Salina.

 

Non manca il calzone classico con scarole ricce crude, capperi di Salina BIO, olive nere di Caiazzo, uvetta di Pantelleria, pinoli tostati e alici di Cetara e le pizze più sfiziose come la Cozza ma buona con crema di cozze, filetti di pomodoro San Marzano a pacchetelle, fiordilatte di Agerola e zest di limone di Sorrento o la Fiorilli con fiori di zucca, pomodorini gialli Giagiù, fior di ricotta di Agerola, fiordilatte di Agerola, alici di Cetara e basilico fresco.

 

Immancabili per iniziare, e assolutamente da assaggiare, i fritti d’autore tra pizza fritta, crocchè e bocconcini di mozzarella dorata, e i dolci de “il giardino di Ginevra” come, per esempio, la Rosa dei Venti una cheesecake con ricotta di bufala, agrumi, limone, biscotto ai pinoli sabbiati e caramello di basilico, il Guappetto con pan di bufala (panettone con panna di latte di bufala) inzuppato di Guappa (liquore a base di latte di bufala), cremoso bianco al cioccolato e pasta di nocciole IGP, biscotto croccante alle nocciole, cremoso al cioccolato fondente e Guappa, o la classica Pastiera napoletana.

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Pizzeria Lievità

Via Ravizza, 11 – 20149 Milano

Pranzo 12:00 – 15:00
Cena 19:00 – 24:00
Aperto 7 giorni su 7

 

 

Saporè Pizza Stand Up a Verona, il nuovo take away di Renato Bosco

Renato Bosco ha aperto in centro a Verona! Un nuovo locale, Sapore Pizza Stand Up, dove è possibile degustare la buonissima pizza di Saporé. Siamo tra Torre dei Lamberti e Piazza delle Erbe, precisamente in via Della Costa, e qui ripropone il format take away già presente a San Martino Buon Albergo ma pensato ad hoc per la città.

Così veronesi e turisti durante il Vinitaly hanno potuto approfittare di questa prima nuova apertura (a metà maggio dovrebbe inaugurare il locale Saporè DownTown in via Amanti 6/8 dove poter stare seduti) che propone la sua celebre pizza al trancio nella versione PizzaCrunch® e PizzaDoppioCrunch®, croccante e leggera come sempre, in tanti gusti diversi nel rispetto della stagionalità dei prodotti.

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Essendo a Verona per ben due giorni, non potevo non verificare di persona la bontà della pizza di Renato e così ho assaggiato qualcosina malgrado la fila fuori.

Pizza DoppioCrunch® farcito con stracchino artigianale, cipolla caramellata, zucchine e agretti

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PizzaCrunch® con formaggio Monte Veronese latte intero, prosciutto cotto e asparagi verdi di Mambrotta

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PizzaCrunch® con gorgonzola, mozzarella fiordilatte e agretti

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Se proprio non riuscite a placare la fame e la golosità con qualche trancio, da Pizza Stand Up c’è anche il pane, dalla tradizionale ciabatta alla rosetta soffiata imbottita, oltre quello con Pasta Madre Viva e quello al vapore, farcito in loco con materie prime di prima qualità, come la rosetta imbottita con mortadella Medaglia d’Oro Levoni.

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Foto di Mauro Magagna

E il toast con pane in cassetta ai cereali

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Gli amanti del dolce possono trovare i lievitati e i biscotti artigianali ai gusti caffè e pistacchio, cioccolato e nocciole, mandorle

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Impossibile resistere alla sua colomba nella doppia versione arancia candita e cioccolato bianco e caffè. Attenzione però: da dipendenza!

 

Pizza Stand Up

via della Costa 5, Verona

aperto 7 giorni su 7

Gli appuntamenti di Aprile dedicati alla pizza!

Dopo un inizio mese sfavillante con La Città della Pizza a Roma, gli appuntamenti del mese di aprile continuano senza sosta.

Oggi ad esempio, c’è l’ultimo giorno di Pizza a Vico, dalle 18 alle 23 forni aperti nelle piazze del centro cittadino di Vico Equense con 23 pizzerie locali. L’incasso sarà interamente devoluto in beneficenza per acquistare strumentazione ai presidi ospedalieri locali e agli ambulatori e per la ricerca.

Dalle 18 alle 23, Vico Equense

 

Giovedì 6 aprile

Stefano Callegari invita tutti gli amici fiorentini ad una serata degustazione delle sue classiche pizze “Roman style”, in abbinamento i vini suggeriti dall’Enoteca del Consorzio Chianti Classico.

Mercato Centrale Firenze, Pizzeria SUD, ore 20.30

 

Giovedì 6 aprile

Nel frattempo invece, a Roma presenteremo il primo evento targato PizzaOnTheRoad. Grazie a BurBaCa Roma che ha deciso di (ri)portare la Chicago pizza in Italia, dalle 19.30 sarà possibile provare ben 4 Chicago Pizza condite con prodotti italiani di eccellenza:
Chicago-Potenza
con base mozzarella alici di Cetara, peperone crusco di Senise (IGP), scaglie di cacio cavallo podolico lucano (presidio slow food) e prezzemolo.
Chicago-Viterbo base mozzarella, salsiccia semi stagionanta a base di fegato Susianella di Viterbo (presidio slow food), patate lesse di viterbo (IGP) e finocchietto selvatico.
Chicago-Roma base pomodoro, mozzarella guanciale croccante di Amatrice e pecorino romano (DOP).
Chicago-Matera la base pomodoro accoglie stracciatella, il salame pezzente e le olive di Ferrandina (entrambi presidi slow food).

BurBaCa Roma, via del porto fluviale 5 – info qui

 

 

Sabato 8 Aprile

Gabriele Bonci, Giancarlo Casa e i fratelli Di Lelio di nuovo insieme per il secondo capitolo di “Vietato fare paragoni”. Dalle 18 in poi al Pizzarium in via della Meloria i 3 prodigi ve ne faranno assaggiare delle belle.

 

9/12/23/26 Aprile

Quattro appuntamenti per gli appassionati della pizza. Gazometro38 presenta così il nuovo pizza chef Fabrizio Di Leginio che proporrà un nuovo impasto indiretto con biga a 24 ore, realizzato con farine multi-cereali dei migliori mulini italiani, pochissimo lievito, idratazione al 70%, olio extravergine di oliva, sale e con una lievitazione media di 72 ore.
Per ogni appuntamento gli impasti di Fabrizio verranno conditi ed interpretati da:
Alessandro Narducci (Acquolina Hostaria) – Domenica 9 aprile
Deuk Uoo Ferretti Min (Galbi) – Mercoledì 12 aprile
Davide Del Duca (Osteria Fernanda) – Domenica 23 aprile
Andrea Dolciotti (Pigneto 1870) – Mercoledì 26 aprile

Gazometro 38, dalle ore 20 – info qui

 

Martedi 11 Aprile 2017
Nell’ambito del Vinitaly, Zonin1821, LSDM e 50 Top Pizza organizzano l’evento esclusivo “Sparkling & Pizza”. Ad accompagnare le bollicine di Zonin1821 ci saranno Gianfranco Iervolino di Morsi & Rimorsi con la sua pizza con mozzarella di bufala campana DOP, datterino semidry Cosi Com’è, porcini, salsiccia di nero casertano e profumo di tartufo ed Enzo e Cristiano Piccirillo de “La Masardona” con il loro battilocchio (una pizza fritta più piccola del normale, dalla forma oblunga) con provola fresca affumicata, cicoli, ricotta di bufala, pepe e basilico.

Dalle 17.00 alle 19.00, il Palaexpo di Verona – Sala Gialla.

 

Martedì 25 aprile

Nove ristoratori di nove quartieri di Roma per l’edizione 2017 di Country Food, La Gatta Mangiona, Bonci e Sancho saranno la “delegazione pizza”. Esposizione di fotografie, letture, laboratori, workshop, passeggiate nella campagna romana, orti urbani, attività per bambini e un grande tavolo in cui il pubblico potrà dire la propria sui quartieri.

Dalle 11 al tramonto, via Tenuta della Mistica, Roma

Vi segnaliamo infine l’apertura di due nuove (ma già famose) pizzerie, la prima a Milano che fa parte del format “Capperi…che Pizza! Pizza Gourmet”. Il progetto alla riscoperta dei sapori genuini, garanzia di digeribilità e benessere del cibo della famiglia Acciaio.

Da oggi, 5 aprile, in Piazza Santa Maria del Suffragio, 3.

Approda invece nel centro di Verona Renato Bosco con ben due locali a marchio Saporèuno dedicato alla pizza “stand up”, da mangiare passeggiando tra la Torre del Lamberti e Piazza delle Erbe, l’altro locale invece è per chi vuole prendersela comoda: una sala degustazione dove Renato proporrà differenti tipologie di pizza (Aria di Pane con sola pasta madre viva, Mozzarella di Pane, la pizza senza lieviti aggiunti, Bagel Pizza con impasto aromatizzato…)

Saporè Pizza Stand Up, via della Costa 5  – Verona

Saporè Downtown, via Amanti 6/8, Verona

La pizza di Bonci nella nuova Osteria di Birra del Borgo

Un’osteria nel centro di Roma dove i protagonisti saranno accoglienza, convivialità e cucina tradizionale. Stiamo parlando della nuova “Osteria di Birra del Borgo” (apertura al pubblico lunedì 27 marzo) nata dal felice “matrimonio” tra Birra del Borgo (sostenitore del nostro libro “La Buona Pizzandr) e Gabriele Bonci, amici da 15 anni, a cui si aggiungono, per questa avventura, i drink di Alessandro Procoli del Jerry Thomas.

Più di 300 mq dai colori caldi e avvolgenti, dove domina il legno e la pietra lavica, 100 coperti tra sala ristorante, zona lounge tra cuscini e morbidi divani, sgabelli al bancone in ottone e al cocktail bar, ma anche uno spazio raccolto con 14 sedute. Non manca, a vista, un piccolo impianto destinato alla produzione di nuove birre da provare sul posto (oltre le 20 spine e le 50 etichette in bottiglia), le botti in legno e le anfore in terracotta per le fermentazioni  e gli affinamenti sperimentali

La birra si plasmerà sulla cucina e il bere e il mangiare saranno raccontati – spiega Leonardo di Vincenzo – In questo modo vogliamo dare valore ai nostri collaboratori storici e alle piccole realtà locali per rendere ancora più forte il concetto di condivisione e appartenenza”.

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Molto interessante la proposta gastronomica: la pizza di Pizzarium, il pane fatto con il lievito naturale nel Panificio Bonci, una ricca selezione di salumi e formaggi dal Lazio e dall’Abruzzo e la pasta fresca lavorata a vista.

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Se i piatti saranno raccontati dall’oste Marco Valente (sua è anche la ricerca e la selezione delle materie prime) la cucina sarà affidata a Gabriele Bonci che ha pensato e costruito un “Menù atipico” con “piatti semplici e famigliari preparati con ciò che ci offre la terra e la natura. Abbiamo voluto, io e Leonardo, mettere in questo locale i nostri 15 anni di esperienza ma anche il nostro legame di amicizia e collaborazione che, da sempre, ha in comune il voler dare a tutti le cose buone. Ricordo quando avevamo due posti piccoli ed eravamo agli inizi, facevo una pizza integrale che a me sembrava buona ma nessuno la capiva… Anche qui andiamo avanti con la nostra filosofia, cuciniamo ciò che offre la terra. Ho chiuso in una gabbia la pasta e la pizza dove Irma e Luca tirano la pasta senza sosta e senza nascondere nulla”.

La pizza sarà quella di Pizzarium ma con uno stile nuovo. Prima di tutto si potrà mangiare al tavolo, poi si potrà scegliere tra la pizza bianca romana croccante nel formato 10×10 farcita con ingredienti che rispettano stagionalità e tradizione, oppure degustare la pizza in teglia dai gusti classici – Margherita. Diavola, Napoli, Capricciosa, Marinara – in due formati, 30×30 (per 2/3 persone) e 60×30 (per 4/6 persone).

Agli impasti, e ai forni, l’allievo del Michelangelo della pizza Luca Pezzetta che saprà esaltare sulle pizze i prodotti dei contadini e degli allevatori dei mercati locali e dell’orto urbano di circa 4 ettari.

La pizza è buona, piaciona e golosa – e su questo non avevamo molti dubbi – i piatti “atipici” ma popolari, i cocktail generosi e originali, la birra un collante eccezionale tra tutte queste diverse realtà che qui convivono e si intrecciano in un format accattivante e divertente dove torneremo molto presto.

Osteria di Birra del Borgo

Via Silla 26a – 00192 Roma (Prati)

Sempre aperto – 12.00/2.00