Al giardino dell’orco parlando di olio e di ritorno al buono

Il Giardino dell’Orco è un luogo di pace. Un luogo dove il contatto con la terra si sente appena si entra.
Margherita si occupa della parte didattica dedicata sopratutto ai bambini, ma anche agli adulti. Ernesto punta al benessere, dell’uomo e della terra, attraverso l’agricoltura.

Qualche tempo fa hanno investito nella valorizzazione di questo spazio verde che affaccia sul lago d’Averno, un lago di origine vulcanica come tutta la zona dei Campi Flegrei. E così le loro menti sono partite con mille idee al seguito, la più bella probabilmente è quella degli orti in affitto, ovvero piccoli appezzamenti di terreno che ogni affittuario (chiunque ne faccia richiesta, dimostrando un vero interesse e qualche piccola competenza previa disponibilità di terreni liberi) può gestire creando il proprio orticello, beneficiando dei consigli e dell’aiuto del team di Margherita ed Ernesto.

I maggiori utilizzatori di questa formula sono chef e pizzaioli, ci sono nomi importanti come Marianna Vitale e il pizzaiolo Ciro Coccia, colui il quale ci ha portati in visita al giardino.


Mi ha colpito la loro tenacia, l’idea di fare formazione ai bambini attraverso il gioco e di lasciar avvicinare il grande pubblico a questa realtà sì per vendere e trarne benefici, ma soprattutto per insegnare come trattare la terra creando inoltre economia e dando valore a territori ormai abbandonati.
Durante la settimana ricevono scuole, nei weekend organizzano picnic per gruppi e famiglie. Per scelta non esiste una cucina, ma mettono a disposizione tavoli e braci di cui ognuno, acquistando il proprio paniere da picnic, potrà usufruirne.
E’ possibile prenotare gli spazi dell’orco per feste di campagna, anche matrimoni informali, mettendo i piedi nell’erba fresca.
Le giornate trascorrono raccogliendo verdura o costruendo una casa sull’albero, oppure oziando su di un’amaca all’ombra di un fresco albero.


Ci insegnano tante cose in poco tempo, come il “Pollaio mobile”, una forma di concimazione naturale. Nel pollaio razzolano galline recuperate da allevamento intensivo, ma dopo soli due mesi di vita all’aperto sono di nuovo sane – miracolo della natura. E’ dimostrato che dove c’è stato un pollaio mobile, le coltivazioni crescono più rigogliose e così ogni tanto le galline cambiano “casa”, anche di soli pochi metri, per dare al terreno nuova linfa.

Parlando di benessere non si può non parlare di benessere a tavola, e qui Ciro Coccia ci ha mostrato come è importante e possibile utilizzare l’olio d’oliva anche per le fritture anzichè i soliti, più economici ma anche troppo deperibili, oli di semi.
L’olio d’oliva ha un punto di fumo molto più alto di qualunque altro olio il che si trasfoma in minore possibilità di diventare tossico e pericoloso per la salute.

Con l’aiuto Maria Francesca Di Martino, proprietaria assieme alla sorella Ludovica, dell’Azienda Agricola Schinosa che a Trani produce olio d’oliva dal 1647, abbiamo imparato a conoscere e degustare i diversi tipi di olio da loro prodotti. La Coratina 100% dal gusto amaro e piccante, ricco di vitamina E e polifenoli, la Peransana (bosana sarda) ricavato da un’oliva più piccola, meno fruttata e con meno polifenoli, ma a differenza della Coratina è un olio che può essere consumato da subito, e la Nocellara di origine siciliana, caratterizzato da un profumo di foglie di pomodoro e dal gusto delicato.

Da due anni, l’azienda ha investito comprando anche un frantoio facendo così internamente tutti i passaggi del processo di produzione per una gestione più accurata del prodotto. Fare olio è complesso, solo circa il 20% della produzione viene estratto per produrre olio, il resto va a coltivare i terreni.

Ciro Coccia e il suo team scendono in campo utilizzando anche in frittura l’olio extravergine di oliva del frantoio Schinosa deliziandoci con una Montanara con corbarino innaffiato solo da acqua piovana, caratterizzato da una buccia sottile e scioglievole, dell’azienda Rare bontà di Angri.

Montanara
Pizza fritta con fariniello e taleggio

A seguire pizza fritta con taleggio e fariniello (nome scientifico Chenopodium album) un’erba spontanea la cui foglia ricorda la palmatura delle anatre.

Scugnizzi fritti con pomodori occhio di bue, basilico e formaggio e per concludere margherita e pizza bianca con zucchine e melanzane cotte al vapore, il tutto accompagnato da birre Verbum e Gaudens del birrificio San Biagio.

Noi abbiamo trascorso una giornata bucolica, che consiglio a chiunque, ma non dimenticate, se volete andare al giardino dell’orco, questo è il loro decalogo, che loro intendono a favore dei bambini, ma a me piace pensarlo anche per i più grandi:

Diritto all’ozio, a vivere momenti di tempo non programmato
Diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi….
Diritto agli odori, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura
Diritto al dialogo
Diritto all’uso delle mani, a piantare chiodi, segare e raspare legni, accendere un fuoco, etc…
Diritto a bere acqua pulita e Respirare aria pura, mangiare sano
Diritto al selvaggio
Diritto al silenzio
Diritto alle sfumature, a vedere sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte, luci e stelle

 

Il Giardino dell’orco
Via Lago Averno Lato Destro, 9
http://www.ilgiardinodellorco.it

Azienda Agricola Schinosa

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