Simone Padoan on the road

L’amico pizzaiolo Simone Padoan, patron de I Tigli di San Bonifacio (VR), continua il suo viaggio on the road tra le maggiori città d’Italia. Dopo Casentino e Montegrotto Terme, saranno tre le tappe di luglio e una ad agosto dove poter incontrare il pizzaiolo veneto e poter assaggiare la sua pizza.

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Queste le date e gli incontri.

Venerdì 21 luglio

Una serata speciale all’Aquila, dove ci saremo anche noi per presentare il libro “La Buona Pizza” insieme a due dei suoi protagonisti, Simone Padoan e Marzia Buzzanca, nota pizzaiola di Percorsi di Gusto, dove si svolgerà la cena con le loro buonissime pizze in degustazione. Vi aspettiamo numerosi e vi faremo avere presto ulteriori dettagli!

 Percorsi di Gusto, Viale Croce Rossa, 40, L’Aquila

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Mercoledì 26 luglio

Simona torna a Torriana, in provincia di Rimini, alla “La Collina dei Piaceri nata da un’idea di Fausto Fratti, patron dell’Osteria del Povero Diavolo, dove ci saranno tre giorni di vera festa gastronomica, e non solo, tra chef, produttori e artigiani da tutta Italia e che vedrà protagonista Simone la sera di mercoledì 26 luglio.

La Collina dei Piaceri, Via Roma 30 Poggio Torriana (Rn)

 

Domenica 30 luglio

La passione per lo sport di Simone lo spinge fino a raggiungere alte quote. Il 30 luglio sarà al “Boé slackline show sul lago Boé di Corvara in Alta Badia per l’evento organizzato all’interno del progetto “Explore your way!”. Dalle 15.00 fino al tramonto il lago si anima grazie al dj set, alle pizze gourmet di Simone e ai fingerfood dello chef Roman Tavella.

Corvara – Str. Col Alt, 36

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Giovedì 10 agosto

Ospite del nuovo Baladin Open Garden di Piozzo (Cn) Simone Padoan sarà presente all’evento brassicolo e gastronomico ideato da Teo Musso nella notte più “desiderata” dell’anno. Per trascorrere una giornata in un luogo immerso nel verde nel cuore delle Langhe tra cibo, convivialità e birra aspettando la notte di San Lorenzo a testa in su’.

Baladin Open Garden, Località Valle, 25 – Piozzo (Cn)

 

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Al giardino dell’orco parlando di olio e di ritorno al buono

Il Giardino dell’Orco è un luogo di pace. Un luogo dove il contatto con la terra si sente appena si entra.
Margherita si occupa della parte didattica dedicata sopratutto ai bambini, ma anche agli adulti. Ernesto punta al benessere, dell’uomo e della terra, attraverso l’agricoltura.

Qualche tempo fa hanno investito nella valorizzazione di questo spazio verde che affaccia sul lago d’Averno, un lago di origine vulcanica come tutta la zona dei Campi Flegrei. E così le loro menti sono partite con mille idee al seguito, la più bella probabilmente è quella degli orti in affitto, ovvero piccoli appezzamenti di terreno che ogni affittuario (chiunque ne faccia richiesta, dimostrando un vero interesse e qualche piccola competenza previa disponibilità di terreni liberi) può gestire creando il proprio orticello, beneficiando dei consigli e dell’aiuto del team di Margherita ed Ernesto.

I maggiori utilizzatori di questa formula sono chef e pizzaioli, ci sono nomi importanti come Marianna Vitale e il pizzaiolo Ciro Coccia, colui il quale ci ha portati in visita al giardino.


Mi ha colpito la loro tenacia, l’idea di fare formazione ai bambini attraverso il gioco e di lasciar avvicinare il grande pubblico a questa realtà sì per vendere e trarne benefici, ma soprattutto per insegnare come trattare la terra creando inoltre economia e dando valore a territori ormai abbandonati.
Durante la settimana ricevono scuole, nei weekend organizzano picnic per gruppi e famiglie. Per scelta non esiste una cucina, ma mettono a disposizione tavoli e braci di cui ognuno, acquistando il proprio paniere da picnic, potrà usufruirne.
E’ possibile prenotare gli spazi dell’orco per feste di campagna, anche matrimoni informali, mettendo i piedi nell’erba fresca.
Le giornate trascorrono raccogliendo verdura o costruendo una casa sull’albero, oppure oziando su di un’amaca all’ombra di un fresco albero.


Ci insegnano tante cose in poco tempo, come il “Pollaio mobile”, una forma di concimazione naturale. Nel pollaio razzolano galline recuperate da allevamento intensivo, ma dopo soli due mesi di vita all’aperto sono di nuovo sane – miracolo della natura. E’ dimostrato che dove c’è stato un pollaio mobile, le coltivazioni crescono più rigogliose e così ogni tanto le galline cambiano “casa”, anche di soli pochi metri, per dare al terreno nuova linfa.

Parlando di benessere non si può non parlare di benessere a tavola, e qui Ciro Coccia ci ha mostrato come è importante e possibile utilizzare l’olio d’oliva anche per le fritture anzichè i soliti, più economici ma anche troppo deperibili, oli di semi.
L’olio d’oliva ha un punto di fumo molto più alto di qualunque altro olio il che si trasfoma in minore possibilità di diventare tossico e pericoloso per la salute.

Con l’aiuto Maria Francesca Di Martino, proprietaria assieme alla sorella Ludovica, dell’Azienda Agricola Schinosa che a Trani produce olio d’oliva dal 1647, abbiamo imparato a conoscere e degustare i diversi tipi di olio da loro prodotti. La Coratina 100% dal gusto amaro e piccante, ricco di vitamina E e polifenoli, la Peransana (bosana sarda) ricavato da un’oliva più piccola, meno fruttata e con meno polifenoli, ma a differenza della Coratina è un olio che può essere consumato da subito, e la Nocellara di origine siciliana, caratterizzato da un profumo di foglie di pomodoro e dal gusto delicato.

Da due anni, l’azienda ha investito comprando anche un frantoio facendo così internamente tutti i passaggi del processo di produzione per una gestione più accurata del prodotto. Fare olio è complesso, solo circa il 20% della produzione viene estratto per produrre olio, il resto va a coltivare i terreni.

Ciro Coccia e il suo team scendono in campo utilizzando anche in frittura l’olio extravergine di oliva del frantoio Schinosa deliziandoci con una Montanara con corbarino innaffiato solo da acqua piovana, caratterizzato da una buccia sottile e scioglievole, dell’azienda Rare bontà di Angri.

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Pizza fritta con fariniello e taleggio

A seguire pizza fritta con taleggio e fariniello (nome scientifico Chenopodium album) un’erba spontanea la cui foglia ricorda la palmatura delle anatre.

Scugnizzi fritti con pomodori occhio di bue, basilico e formaggio e per concludere margherita e pizza bianca con zucchine e melanzane cotte al vapore, il tutto accompagnato da birre Verbum e Gaudens del birrificio San Biagio.

Noi abbiamo trascorso una giornata bucolica, che consiglio a chiunque, ma non dimenticate, se volete andare al giardino dell’orco, questo è il loro decalogo, che loro intendono a favore dei bambini, ma a me piace pensarlo anche per i più grandi:

Diritto all’ozio, a vivere momenti di tempo non programmato
Diritto a sporcarsi, a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie, l’acqua, i sassi….
Diritto agli odori, a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura
Diritto al dialogo
Diritto all’uso delle mani, a piantare chiodi, segare e raspare legni, accendere un fuoco, etc…
Diritto a bere acqua pulita e Respirare aria pura, mangiare sano
Diritto al selvaggio
Diritto al silenzio
Diritto alle sfumature, a vedere sorgere il sole e il suo tramonto, ad ammirare nella notte, luci e stelle

 

Il Giardino dell’orco
Via Lago Averno Lato Destro, 9
http://www.ilgiardinodellorco.it

Azienda Agricola Schinosa

Bonci raddoppia: a Lucca apre il secondo Pizzarium

Da domenica 25 giugno e’ ufficialmente aperto al pubblico – dopo la festa d’inaugurazione di sabato e l’anteprima per la stampa di venerdi’, a cui noi abbiamo partecipato – il Pizzarium di Lucca. Nessun errore: dopo aver portato pane, pizze e altri buonissimi prodotti del forno prima al vicino Panificio Bonci, poi nei “corner” in via Fracassini e al Mercato Centrale di Roma – e in attesa di aprire anche a Chicago – Gabriele Bonci inaugura il suo primo Pizzarium italiano al di fuori di Roma, aperto con la formula del franchising insieme all’imprenditore e ristoratore toscano Massimo Minutelli, quello de La Griglia di Varrone.

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Nativa, la nuova pizza di Franco Pepe

La pizza può ancora evolversi? A quanto pare si! Lo ha sostenuto Enzo Coccia a dicembre durante la presentazione del nostro libro da Gourmeet, in compagnia di Ciro Salvo e Gino Sorbillo, e lo ha dimostrato Franco Pepe la scorsa settimana quando a Erbusco, presso La Filiale de L’Albereta Relais & Chateaux, è stata presentata Nativa, la nuova pizza a base di farina di grano Monococco Shebar®, nata dalla collaborazione di Franco con il Molino Piantoni di Chiari (BS) e l’Università degli Studi di Brescia.

La Filiale

Stiamo parlando di una pizza gustosa, sana e soprattutto, ad alta digeribilità. Tutto questo grazie al monococco, un grano antico che permette di fare un impasto a basso indice di assorbimento glicemico coltivato a Cigole, nei terreni intorno al Molino Piantoni, che ha una resa un quarto, o meno, del frumento tradizionale. Il cereale, adattabile a diversi contesti produttivi, è indicato per un’agricoltura a basso impatto ambientale perché resiste bene allo stress e non necessita dei pesticidi.

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Inoltre la farina prodotta con il monococco Shebar® ha delle proprietà uniche: ha un basso tenore di glutine, lievita poco ed è molto indicata per la produzione di alimenti a elevato profilo nutrizionale: infatti contiene il 19,3% di proteine, 94,40 g/kg di vitamina E e 41,70 mg/kg di ferro. Inoltre, grazie alle sue alte qualità, si sta imponendo come cereale in risposta alle intolleranze verso i grani moderni essendo che il tasso di glutine naturale non supera il 7 %. Così gli amidi contenuti nel monococco hanno le potenzialità per essere meglio assorbiti rispetto al frumento di grano duro e quindi non causare gonfiore di pancia regalando, al contrario, una piacevole sensazione di leggerezza.

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La pizza Nativa ha un colore più scuro rispetto a quella tradizionale, è sottile e non ha il classico cornicione alto alla napoletana. Gli ingredienti per la farcitura sono totalmente vegetariani e vegani: pomodoro, hummus di avocado e ceci di Cicereale completati con germogli di rucola selvatica che regalano sensazioni fresche e pungenti.

NativaQuesta pizza nasce dal felice collaborazione tra Franco e Fabio Abbattista, executive chef del Ristorante LeoneFelice e del VistaLago Bistrò de L’Albereta, che così ci raccontano: “Il monococco nell’impasto presenta non pochi problemi: mi piaceva l’idea di lavorare con qualcosa di antico, ma ho dovuto fare molte prove, accelerando i tempi di lievitazione e riducendo le quantità di sale. Volevo ricreare ricordi e sensazioni di un sapore e un gusto dimenticato perché se crei un bel ricordo, il cliente sta bene e poi ritorna” ci spiega Franco Pepe.

 

 

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 “Lavorare con Franco – commenta Fabio –  mi ha dato tantissimi stimoli: ho cercato di creare un topping vegetariano, sano e adatto agli intolleranti ai latticini ma che fosse comunque goloso. L’hummus di ceci di Cicereale, Presidio Slow Food di Cicereale, regala un sapore dolce e delicato che lega bene con l’avocado, mentre il pomodoro infornato con origano e peperoncino aggiunge sapore”

E dopo questa bella novità con cosa ci stupirà la prossima volta Franco Pepe? Aspettiamo fiduciose.

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Alla scoperta di “Concettina ai tre santi” al rione Sanità di Napoli

Era una promessa: la prima volta che sono a Napoli vengo a trovarti. Ed è stata mantenuta. Circa un mese fa sono stata da Ciro Oliva, si quel Ciro Oliva che nella fredda Milano è riuscito a portare un po’ di calore napoletano durante l’evento Che Pizza! e che alla La Città della Pizza ha fatto cantare le persone in fila mentre aspettavano la sua fritta.

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La sua pizzeria, Concettina ai tre santiConcettina ai tre santi, si trova nel quartiere Sanità di cui troppo spesso si occupa la cronaca partenopea: è lì dal 1951, da quando la bisnonna vendeva la pizza fritta su un bancone, come voleva la tradizione.

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Oggi Ciro sta dando nuova vita al locale scegliendo di rimanere nel quartiere che ha dato i natali a Totò e mettendo al lavoro “i ragazzi di qua” insegnando un mestiere e coinvolgendoli nei suoi progetti. Una grande famiglia al maschile che si muove perfettamente coordinata da Ciro, con la supervisione del padre, veloci ed efficienti, ognuno con le sue mansioni e i suoi spazi.

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La pizza è buona. Non ci sono dubbi. Ma la cosa che più mi ha colpito è il lavoro, certosino e innovativo, che sta facendo sulle materie prime – fior di Latte dei monti Lattari, provolone del Monaco Dop, filetti di alici e colatura tradizionale di alici di Cetara, pomodorino del Piennolo Giallo, Antico Pomodoro di Napoli Miracolo di San Gennaro, oli extravergine di oliva e frutta e verdura di stagione –  e sulle farciture: mai banali, sostenute e divertenti, intriganti ed equilibrate, piacione ma raffinate, ricercate ma tradizionali, che si avvicinano alla cucina d’autore senza perdere l’identità della pizza.

Trattamento da privilegiata per me, che ho mangiato “l’impossibile” in un crescendo di sapori che mi hanno piacevolmente sorpresa e confermato che Ciro sta percorrendo un suo cammino molto personale, quasi un  “andare oltre”…

Per dare un’idea, questo è tutto ciò che è passato dal mio tavolo, dolci compresi (interessanti ma su cui, secondo me, deve ancora lavorare) nella sua degustazione secondo Ciro (su prenotazione, a 25 euro caduno bevande escluse con 9 assaggi più piccola pasticceria e dessert) in questo caso leggermente allargata.

Amuse bouche stuzzicanti come la classica montanarina in versione piccante soffice e croccante

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pizza fritta con crema di peperoni verdi, tonno marinato, ricotta di Fuscella di Bufala, zeste di limone di Sorrento Igp e sale a scaglie

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“panino” A Purpetta di Nonna Concetta che riporta a un sapore antico con la polpetta fritta messa nel ragù e completata con Parmigiano Reggiano 48 mesi e basilico.

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e infine il panino con crema di carciofi, carciofi arrostiti, provola, prosciutto crudo di Parma che gioca su sapidità e dolcezza degli ingredienti.

Le pizze: la Margherita con Pomodoro San Marzano Dop, Fior di Latte, Pecorino, Basilico e Olio evo.

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la Cosacca con Antico Pomodoro di Napoli, Pecorino Bagnolese stagionato 24 mesi, basilico e olio Evo.

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la Margheritissima con pomodoro fresco di stagione, provola affumicata, basilico e Parmigiano Reggiano 96 mesi di stagionatura

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Pizza Fritta Parthenope con ricciola marinata e affumicata, ricotta di Fuscella di Bufala, alghe di Mare disidratate e zest di arancio

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la salsiccia e friarielli con latte affumicato di bufala cotto, in un gioco caldo/freddo piccante/fresco,

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pizza Fondazione San Gennaro (bianca o rossa con Pomodoro San Marzano DOP) con provola affumicata, briciole dei taralli “nzogna e pepe”, basilico, olio Evo e Salame di Napoli e provola affumicata all’interno del cornicione.

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la  pizza ‘O rrau’ dove su una base di fuscella di bufala viene versato con un mestolo del ragù fatto con pomodoro passato San Marzano, carne di manzo, di maiale (gamboncello, “tracchi e cotenne”), polpetta e sugna e completata con Parmigiano Reggiano a scaglie stagionato 48 mesi, pepe e basilico.

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l’assaggio di Costiera con bufala, zest di limone e basilico.

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I dolci

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Tanti i suoi progetti, molti per i bambini, a cui tutti possiamo contribuire, come quella della “Pizza sospesa” per offrirla, con soli 2,50 euro, a chi non può permettersela.

E per chiudere in bellezza ho avuto la fortuna di fare una passeggiata notturna con lui nel rione Sanità, per scoprire la prima casa dove ha vissuto Totò, le tante chiese in bella mostra e l’anima silenziosa e bella della gente della notte.

 

Concettina ai Tre Santi
Via Arena della Sanità, 7 Bis
80137 Napoli
tel. 081 290037

Incontri di pizza e la cucina salvavita

Non si può certo dire che Franco Gallifuoco passi il tempo a girarsi i pollici.
In pochi anni ha dato una nuova veste alla sua vecchia pizzeria nei pressi della stazione di Piazza Garibaldi di Napoli e l’ha fatto sia dal punto di vista estetico e strutturale, apportando modifiche significative per meglio ospitare i suoi clienti e rendere il servizio più veloce, sia dal punto di vista qualitativo, mirando all’acquisto e utilizzo di prodotti di prima qualità, ma anche studiando un impasto migliore, più digeribile e più sano elaborando così un menù più ricco e variegato.
Franco non si stanca delle sfide, anzi, ne accetta sempre di nuove appena può. Difatti, nel suo menù potrete trovare alcune ricette del libro “La cucina salvavita” scritto da Santa Di Salvo, giornalista specializzata nel settore enogastronomico, e Cesare Gridelli, oncologo e autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Franco e la sua “Costiera”

Nell’immaginario collettivo una cucina sana corrisponde ad un piatto insipido. In questo libro di ricette e piccole consapevolezze, i due autori cercano di sfatare questa credenza, invogliando il lettore ad utilizzare prodotti che possano apportare benefici al corpo umano e sconsigliando alcuni tipi di cottura che al contrario potrebbero, nel tempo, causare problemi.

L’autrice Santa Di Salvo con Laura Gambacorta

Sono da molto interessata alla cucina consapevole e sfogliando il libro devo dire che gli autori hanno fatto un ottimo lavoro. Questo non è un libro di dieta intesa come conta-calorie, piuttosto il termine dieta preserva il suo vero significato ovvero “stile di vita”. Nel libro sono presenti piccoli spot esplicativi sui superfood come curcuma e zenzero, ma anche sui cibi che da sempre sono sulle nostre tavole ai quali non abbiamo mai pensato dal punto di vista salutare, come tutte le crucifere (cavoli, broccoli, etc) oppure dei semplicissimi pomodori.

E così Franco Gallifuoco con l’aiuto di Laura Gambacorta e la presenza di Santa di Salvo ha presentato alcune delle ricette tratte dal libro e che avrà in menù per promuovere una cucina più sana. Ha preparato per l’occasione le barche di melanzane ripiene di spaghetti alla puttanesca…vi sembra ancora così insipida la cucina salutare?

Ne ha approfittato per invitare l’amico Pierluigi Police, pizzaiolo patron della pizzeria O’Scugnizzo di Arezzo e fare una jam session di pizze gourmet.

Franco ha aperto le danze con una freschissima pizza appena inventata per l’estate, alla quale ha dato il nome di “Costiera” condita con fiordilatte, marmellata di limoni, peperoncino fresco, alici e zest di limone.

Pierluigi Police, nato nel casertano e contento di tornare alle sue radici, ha omaggiato il sud con una Mediterranea con passata di pomodoro datterino, pomodorino confit, crema all’aglio e acciughe di Cetara. La sua seconda pizza invece parla del suo territorio d’adozione, la “Toscana” con crema di pecorino di Pienza, fave, soppressata di Grigio del Casentino, cipolla in agrodolce e olio evo.

Le birre del birrificio artigianale San Biagio hanno accompagnato l’intera serata, che si è chiusa in bellezza con lo strepitoso sorbetto al kiwi e spinaci di Pina Molitierno che è perfettamente in linea con l’etica del libro: zero zuccheri aggiunti e tanta salute!

Link per acquistare il libro “La cucina salvavita”

Pizza news: dal G7 ai nuovi record

Nonostante le temperature ormai estive il mondo della pizza non si ferma per un istante! Ecco un po’ di novita’ e notizie, da mettere in agenda o da leggere per essere sempre aggiornati!

Continua a leggere “Pizza news: dal G7 ai nuovi record”

10 Diego Vitagliano

Ha un sorriso contagioso e molta voglia di fare, uno sguardo curioso e tante cose da raccontare. Un nome e un insegna che hanno qualcosa del predestinato. Stiamo parlando di Diego Vitagliano (il nome richiama quello del più noto calciatore argentino Armando Maradona) e della sua pizzeria, 10” (e anche qui il riferimento calcistico è un omaggio ai grandi numeri 10 quali Maradona, Totti o Del Piero).

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Napoletano verace ha aperto sul lungomare di Pozzuoli e si conferma uno dei giovani più interessanti della realtà partenopea. Ambizioso ma generoso, non si è montato la testa ma continua a lavorare con determinazione e voglia di fare. Non possiamo negare che ha una qualche dote di leader visto il buon rapporto che ha instaurato con il suo giovane e valido staff con cui si confronta continuamente.

La pizzeria, pensata per un pubblico giovane, è abbastanza spaziosa (120 coperti totali) con il dehors esterno e le due ampie sale interne con il classico forno a legna bene in vista.

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I suoi impasti indiretti sono fatti con un blend di farina di tipo 0, germe di grano e tipo ,  36 ore di lievitazione a temperatura ambiente per un alta digeribilità. Le sue pizze, dal bel cornicione alveolato, detto anche “a canotto”,  sono di tipo napoletana ma molto leggere e la fetta regge bene i magnifici ingredienti che mette sopra.

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Farcite al 70% con i prodotti di eccellenza dei Campi Flegrei hanno il privilegio di poter disporre, da qualche mese, di un orto personale “KM ZERO“a Monte di Procida dove i fratelli Colandrea lo aiutano nella gestione e coltivazione e curano la recente serra dove vengono piante “primizie”, come il basilico riccio napoletano o i peperoni verdi.

Con la bella stagione, alle pizze classiche

ha aggiunto 4 pizze dell’orto:

Cianfotta Putcolana con gli ortaggi dei Campi Flegrei

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Carettiera Flegrea con i peperoncini verdi dei Campi Flegrei

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Limoncina Procidiana con i limoni dei Campi Flegrei

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Percochina fresca con le pesche col pizzo dei Campi Flegrei.

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Amplia la carte delle birre artigianali – tra cui la 10 fatta ad hoc per Diego da birrificio Valsugana – e del vino con etichette del territorio.

Immancabili, oltre ai classici, i fritti dell’orto a km 0 come le patate alla monachina, con provola di Agerola, grana campano e prezzemolo, le crocchette di zucchine con granella di nocciola o le pettole dorate alla melanzane.

10 Pizzeria
Corso Umberto I, 167/169 (lungomare di Pozzuoli)
Pozzuoli
Aperto tutti i giorni a cena

 

La pizza nella capitale della cultura 2017, Gnam Gram Pistoia

Una cittadina a misura d’uomo, sempre un pò nascosta dalle sorelle maggiori Firenze, Siena e Lucca, piccola e ordinata, Pistoia è stata eletta dal Mibac capitale della cultura per il 2017 e può vivere finalmente il suo momento di notorietà.

In pieno centro pedonale, sul percorso di passaggiata obbligata verso Piazza del Duomo, troverete la pizzeria Gnam Gnam per una pausa rifocillante. Luigi Iuliano, pizzaiolo napoletano, porta in Toscana i prodotti della terra partenopea rivisitandoli secondo i gusti pistoiesi.

La classica margherita

La specialità è la pizza in teglia, mentre la pizza tonda per ora viene proposta solo durante gli eventi, ma presto sarà presente in carta tutti giorni.
Luigi propone per il passeggio dei cittadini e dei turisti pizza in teglia con un pizzico di lievito e tante ore di maturazione realizzata esclusivamente con farina Petra e ingredienti di altissima qualità.
Fior di latte di Agerola, mozzarella di bufala, pomodorino del Piennolo fra i suoi ingredienti preferiti che gli vengono consegnati almeno un paio di volte alla settimana direttamente dai suoi fidati fornitori campani.

Pomodorino del Piennolo e Provolone del Monaco

Per Pistoia Cultura 2017 tutti i musei civici sono gratis e a giugno, come ogni anno lìappuntamneto è con la storica Pistoia Blues. Quale migliore occasione per unire il gusto di una buona pizza ad un appuntamento culturale?

 

Gnam Gnam Pistoia
Via Bruno Buozzi, 20 – Pistoia
Tel. 0573 194 2429

Dal lunedì al venerdì 10-21
sabato 10-22:30
domenica 16 – 21
https://www.facebook.com/gnamgnampistoia/

Berberè apre a Roma

Buone notizie sul fronte pizza a Roma: ha aperto ieri Berberè, pizzeria nata a Bologna nel 2010 grazie alla felice intuizione dei fratelli Matteo e Salvatore Aloe che, in pochi anni, hanno aperto a Castel Maggiore, Firenze, Torino, Milano, Londra mantenendo qualità e bontà a prezzi accessibili.

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Salvatore e Matteo Aloe

A pochi passi dal MACRO, nel quartiere Nomentano di Roma, Berberè approda in una zona di grande fermento enogastronomico. Il locale, accogliente e giocoso, è composto da diverse sale su due piani per circa 80 coperti (e un dehor esterno con circa 30 posti a sedere), un forno elettrico con piano cottura in materiale refrattario e la cucina a vista visibile su più lati “perché non è bello chiudersi in un posto chiuso e non avere il contatto con il cliente” commenta Matteo Aloe.

 

Anche qui grande cura per i dettagli e un certo mood vintage con pezzi di antiquariato originali e contemporanei mixati a elementi grafico-artistici ipercolorati che rivisitano le icone del classicismo romano in versione pop, come l’immagine di due lupe dai colori vivi che giocano fondendosi l’una nell’altra, un chiaro omaggio a Roma.

 

Ma veniamo alla pizza. Ne abbiamo assaggiate molte e, dobbiamo ammetterlo, erano tutte molto buone. Un impasto leggero dove si sente sia al palato che al naso la presenza della farina semintegrale, biologiche macinate a pietra. Anche qui viene usato lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e una lenta fermentazione di 24 ore. Le pizze, divisa in 8 porzioni, hanno un cornicione non particolarmente pronunciato dotato di alveoli e la fetta, non troppo sottile, tiene bene le varie farciture senza piegarsi mantenendo una delicata e fragrante croccantezza.

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Menù stagionale composto da quindici pizze (con una particolare attenzione per le proposte vegetariane) e uso di prodotti, molti dei quali certificati biologici, provenienti da contadini e allevatori scelti secondo parametri di lavoro, di impiego della terra, di lavorazione delle materie prime a “zero compromessi” quali, per esempio, il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello di Arnone, così come alcuni prodotti Libera. Queste le pizze assaggiate:

Piselli in crema, cipolla bianca saltata e olive taggiasche

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Mozzarella di bufala di caserta, pomodoro e basilico

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Zucchine, patate arrosto, maggiorana, feta, fiordilatte

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Pancetta arrotolata, pecorino romano, pomodoro

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Pomodoro melanzane al forno, ricotta affumicata, basilico

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Coppa estiva di Mora Romagnola, stracciatella, fiordilatte e olio all’arancia

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‘Ndujia di Spilinga, caciocavallo, pomodoro

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Prosciutto cotto di Mora Romagnola, peperoni al forno, pomodoro, prezzemolo

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Acciughe di Cetara, pomodoro, cipolla rossa di Tropea, limone e origano

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I prezzi, onesti e popolari, vanno da 5,90 € per la pizza pomodoro, aglio e prezzemolo a un massimo di 13,50 € per quelle riccamente farcite con salumi. Anche a Roma troviamo la formula condivisione che permette di provare più pizze, servite un po’ alla volta tra i commensali, accompagnate da birre artigianali e un’accurata carta di vini sia al calice che in bottiglia.

Mi sa che torneremo presto perché non abbiamo assaggiato i dolci (ma li abbiamo visti…)

 

Il locale è aperto tutte le sere 7 giorni su 7 dalle 19.00 alle 23.30 e a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30.

Berberè pizzeria Via Mantova 5Roma

tel. 06. 45 65 43 90

http://www.berbere.it