Sorrento Rosè, pizza e vino rosato matrimonio riuscito, parola di Lidia Bastianich

Si è conclusa ieri la due giorni di Sorrento Rosè, il primo festival dei vini rosati organizzato dalle Donne del Vino con degustazioni, incontri con le produttrici e, naturalmente, pizza. Cornice straordinaria. la costiera, e madrina d’eccezione, Lidia Bastianich, per questo incontro tra appassionati di vino che qui hanno avuto la possibilità di scoprire qualcosa di più sul rosato (e non rosè…) e tutte le sue sfumature.

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Io e Luciana eravamo lì per presentare il libro e per noi il festival è iniziato già il venerdì con un giro di perlustrazione, con guida, per la bellissima cittadina di Sorrento che si è poi conclusa con una cena di benvenuto presso il ristorante pizzeria  ACQU’ E SALE di Antonino Esposito che ha deliziato i nostri palati con la sua meravigliosa pizza e i classici fritti della tradizione abbinati, naturalmente, ai Rosè.

Il week end è iniziato con la Tavola rotonda: Pizza & Vino Rosato, da cui sono emersi molti spunti interessanti e dove eravamo coinvolte per dire la nostra, in quanto donne ed esperte di pizza, sul felice connubio tra pizza e vino rosato.

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Il convegno, moderato dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, è partito subito con le parole chiare e decise della presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini che ha dichiarato: «Basta con i luoghi comuni che il rosato è un vino estivo, adatto a palati poco esperti e incapace di invecchiare (o peggio per le donne…): le nuove tipologie nascono come vini premium e spesso maturano in fusti di rovere, sono insomma da prendere molto più sul serio. Per le caratteristiche di questo vino credo che ci sia molto da esplorare e lavorare nell’abbinamento con la pizza».  L’aumento dei consumi infatti è costante, soprattutto negli Stati Uniti, come ha confermato Lidia Bastianich, chef italoamericana, proprietaria di numerosi ristoranti e volto televisivo in USA e in Italia, dove sta partecipando al programma La prova del cuoco. «Negli Stati Uniti c’è ancora spazio per il rosé, anzi chiamiamolo rosato all’italiana. Gli americani amano tutto quello che è made in Italy, il cibo e il vino in particolare, ma sono curiosi, vogliono capire, imparare. Sono pronti ad ascoltare le vostre storie: raccontate loro come fate i vini e come fate la pizza» .

La proposta di “vino gastronomico” che arriva da Sorrento Rosè riguarda l’alleanza tra pizza e rosati e ha nel pomodoro l’anello di congiunzione, come ha spiegato Nicoletta Gargiulo, presidente Ais Campania, che ha fatto numerosi esempi di come l’acidità dei pomodori possa ben combinarsi con i rosati.  A parlare di filosofia della pizza ci pensa Antonino Esposito, chef pizzaiolo sorrentino che non ha dubbi: «La pizza è fatta di farina, acqua e sale. Tutto il resto è moda».  Un’affermazione che sembra minimalista e invece sottende l’uso di materie prime eccellenti, lievitazioni lunghe e l’importanza della scelta delle farine.

“Se la pizza è donna, come il rosato, sono ancora poche le donne che fanno le pizzaiole e stanno in cucina, anche qui vengono sottovalutate e spesso rilegate in sala. Il vino invece sta entrando sempre più nelle pizzerie e la coppia pizza-rosato potrebbe essere un abbinamento vincente nei prossimi anni” abbiamo commentato noi due.

In onore di donna Lidia le Donne del Vino hanno organizzato un pranzo sulla terrazza del Grand Hotel Europa Palace con la regia della chef Marina Ramasso (ristorante Del Paluch di Baldissero Torinese) e dello chef Aniello Valestra.

dove abbiamo intervistato Lidia, sempre molto disponibile e sorridente: “Non mi considero una pizzaiola anche se ho avuto la fortuna di vedere all’opera Franco Pepe, un grande pizzaiolo che mi ha insegnato quanto sia importante la sensibilità del pizzaiolo, e ho fatto qualche lezione su come fare la pizza: come amalgamare farina, acqua e lievito, quali i tempi di lievitazione, l’uso dei prodotti, di alta qualità, sul disco bianco che non deve mai essere troppo carico… Noi a Eataly Ny, Chicago e Boston abbiamo RossoPomodoro dove la pizza è buona e la mia preferita è la Margherita. La pizza viene percepita come un dono italiano, è la bandiera italiana anche se spesso non viene fatta da italiani, ma è il vostro patrimonio e bisogna recuperarlo”.

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La sera, dopo l’inaugurazione ufficiale, il taglio istituzionale a Villa Fiorentino e l’apertura dei banchi di assaggio

abbiamo presentato “La Buona Pizza” davanti a un nutrito pubblico di giornalisti e curiosi dove Luigi D’Alise, che ha magistralmente moderato l’incontro, ha saputo cogliere i punti salienti del nostro libro di cui abbiamo ricevuto, ancora una volta, i complimenti.

Appuntamento allora per il 2018 a Surriento per parlare ancora dell’accoppiata rosato-pizza con un taglio più enoturistico e un coinvolgimento diretto delle produttrici che saranno coinvolte in prima persona e, speriamo, anche di qualche pizzaiola.

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