Le pizze di Giulietta, tra Napoli a Roma e’ vero amore

“Nella bella Roma dove la scena è collocata, due tipi di pizza di pari dignità piombano per ardori antichi in una nuova disfida che insozza le mani dei cittadini con il loro stesso sugo. Dai forni fatali di questi amici, trae vita una nuova pizzeria che accoglie i fortunati amanti della buona pizza”. Chiediamo scusa a Shakespeare e ai nostri lettori per questa eretica parodia di Romeo&Giulietta ma l’occasione era decisamente ghiotta visto che proprio ai due (in quel caso sfortunati) amanti protagonisti del dramma shakespeariano rimandano i nomi dei  nuovissimi locali aperti a Roma nel quartiere Testaccio da Cristina Bowerman e Fabio Spada con una nutrita ed eccellente schiera di soci e partner.  Se Romeo e’ la trasposione piuttosto fedele (per formula, ma decisamente piu’ imponente per spazi e proposta) del locale gia’ aperto nel 2012 a Prati, Giulietta e’ una novita’ assoluta tutta dedicata alla pizza.

IMG_8043Una grande sala giocata sul bianco e sul legno, con un insolito soffitto modulare costituito da una serie di blocchi mobili regolabili via tablet (in modo da poter modificare la struttura della sala e definirne volumi e luminosità a seconda della situazione e della fascia oraria) ospita i tavoli della pizzeria e un lungo bancone suddiviso in due, con altrettanti forni. L’idea alla base di Giulietta infatti – e a cui alludevamo con la citazione iniziale – e’ quella di mettere fine alle “lotte” tra chi apprezza di piu’ la pizza napoletana e chi quella romana proponendone due versioni decisamente top.


Alla pizza napoletana ci pensa lo staff – tutto partenopeo, o almeno cosi’ ci e’ sembrato dall’accento e dalla simpatia – formato dai fratelli Francesco e Salvatore Salvo della celebre pizzeria di San Giorgio a Cremano.

Cornicione abbastanza pronunciato, impasto super-soffice e condimenti che parlano campano, dalle pizze della tradizione – Marinara, Margherita “classica” e in versione con piennolo e mozzarella di bufala, la famosa Cosacca – a quelle piu’ elaborate che sono il frutto di un’attenta ricerca di materie prime come quella con papacelle, fiordilatte e Conciato Romano o quella con sciurzola di capra stagionato ai frutti di bosco (Latteria Branzi), alici marinate, noci di Sorrento e pinoli tostati (dai 6,5 ai 12 euro).

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La pizza romana, sottile e appena croccante nel cornicione ma per nulla biscottata, è realizzata da tre pizzaioli romani – tra cui un ragazzo giovanissimo – secondo le indicazioni di Marco Lungo, un “tecnologo dell’impasto” che ha messo a punto diversi metodi – tra cui la famosa e segretissima biga Lungo – ma che finora si era dedicato soprattutto alla versione “avanguardista” della pizza napoletana. Il suo studio da’ pero’ risultati eccellenti anche nella pizza romana e quella assaggiata da Giulietta in una serata di “rodaggio” e’ stata decisamente la migliore mai assaggiata di questa tipologia.

Anche in questo caso i condimenti – studiati con la cucina – hanno in prevalenza lo stesso accento dell’impasto con qualche proposta creativa: dall’Amatriciana (con pomodoro san Marzano, guanciale di Fracassi, Pecorino Romano Dop) a quella con broccoli e salsiccia (con crema di broccoli romani, broccoli arrostiti, salsiccia di Sartor e salsa piccante harissa) fino alla Cacio e Pepe con i ricci (!) e a quella con calamaretti, pesto e mozzarella (dai 6,5 ai 15 euro).

In entrambi i casi – ma ovviamente ognuno e’ libero di ordinare quello che preferisce mischiando i dialetti e gli impasti a tavola – c’e’ anche la proposta dei fritti, dagli sfizi (frittata di pasta, zeppole, crocche’ e scagliozze della “scuola Salvo” per Napoli, fiori di zucca, suppli’, panzerotti e mozzarella in carrozza (?) per la parte romana) – alla pizza fritta e al calzone ripieno fatto con l’impasto di Marco Lungo, che non assorbe un goccio d’olio ma risulta un pizzico troppo croccante per chi e’ abituato alla morbida golosita’ della pizza fritta napoletana classica.

Oltre a pizze e fritti ci sono anche gli antipasti della gastronomia di Romeo (dalla stracciata di Andria al prosciutto di Langhirano) e i dolci classici da pizzeria ma sempre reintepretati con lo stile della chef, dalla crostata in barattolo con lampone e crema al tartufo bianco affogato al caffe’. Il locale inoltre ha una cucina dedicata con griglieria quindi c’e’ da aspettarsi un ampliamento delle proposte. Non abbiamo dato un’occhiata alla carta delle bevande ma le tante bottiglie di Birra del Borgo agli scaffali di Romeo ci fanno pensare che chi apprezza la birra made in Borgorose trovera’ ampia scelta, immaginiamo insieme anche ad una bella offerta di vini.

Giulietta
Piazza dell’Emporio, 28
Roma
tel. 06 4522 9022
giuliettapizzeria.it

 

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