Un omaggio alle donne della pizza, che la fanno tutto l’anno!

Dal 1922 in Italia – ma ancora prima in altri Paesi del mondo – l’8 marzo ricorre la Giornata internazionale della donna, comunemente definita Festa della donna. Siamo abituati ad associarla a mazzi di mimose e serate – spesso – un po’ discutibili ma in realta’ e’ una ricorrenza dal significato importante, come purtroppo ci viene spesso ricordato dalle notizie di cronaca: la parita’ dei sessi, anche in campo lavorativo, non e’ ancora un dato di fatto in troppe situazioni. Allora oggi permetteteci di dedicare un piccolo omaggio alle donne della pizza (solo alcune, sappiamo che ce ne sono molte altre che meritano, e proprio di recente ci hanno segnalato Rosa Casulli, pizzaiola del McRose a Putignano che non siamo ancora riuscite ad andare a trovare) che ogni giorno, con il loro lavoro, contribuiscono al pari dei colleghi uomini a renderci un po’ piu’ felici! Ecco i brevi profili di alcune di loro tratte dal mio articolo publicato di recente Repubblica Sapori in cui, oltre alla gallery con le pizzaiole attualmente in attivita’in Italia, racconto anche di altre figure importanti, da Mary Valeriano alla signora Maria Calabrese della pizzeria di Franco Gallifuoco a Napoli, passando per le pizzaiole all’estero. Ve ne presentiamo alcune, a cominciare naturalmente da Marzia Buzzanca che e’ anche tra i protagonisti de La Buona Pizza!

Marzia Buzzanca – Percorsi di Gusto, L’Aquila
Dopo aver combattuto a lungo per tenere aperta la pizzeria nel centro storico de L’Aquila, dall’estate scorsa l’energica pizzaiola-sommelière sforna in un nuovo grazioso locale appena fuori dal centro le sue squisite pizze di scuola “nordica” secondo la lezione di Simone Padoan; dunque impasto alto e soffice da farcire con condimenti elaborati e un’attenzione particolare alla presentazione. Le pizze, affiancate anche da proposte di cucina, sono dedicate a strade e luoghi simbolo della città. Ora Marzia, che non dimentica la sua passione per il vino, sta lavorando all’ampliamento delle etichette in carta.

Maria Cacialli – La Figlia del Presidente, Napoli 
Prototipo della matriarca napoletana e donna “tosta”, regina della pizza fritta, è nota anche come “la figlia del Presidente”, da cui il nome del locale aperto con il marito Felice Messina. Maria è appunto figlia dello scomparso Ernesto Cacialli, storico pizzaiolo che nel 1994, quando ancora lavorava alla pizzeria Di Matteo su via dei Tribunali, preparò e porse a Bill Clinton la famosa pizza a portafoglio con cui è stato immortalato. Cacialli aprì poi la sua pizzeria poco lontano – Al Presidente – e Maria e Felice hanno voluto dare continuità alla storia di famiglia chiamando così il nuovo, folkloristico locale in via del Grande Archivio.

Isabella de Cham – 1947 Pizza Fritta, Napoli
La giovane pizzaiola napoletana prepara squisite pizze fritte nel locale di Forcella, a due passi dalla storica pizzeria Da Michele. Oltre a quella classica della tradizione partenopea con cicoli, ricotta, provola, pepe e basilico, Isabella ha creato ricette originali come quella con rucola, caciocavallo provola affumicata, pepe e scorzette di limone e la Sofia con speck, Provolone del Monaco, provola affumicata e basilico.

Roberta Esposito – La Contrada, Aversa (Caserta)
Poco più che trentenne, Roberta Esposito affianca fin da giovanissima i genitori e i fratelli nel ristorante di famiglia ad Aversa. Lei ha deciso di seguire soprattutto la parte degli impasti, frequentando corsi e seminari e mettendosi a sperimentare con farine e lievitazioni, e sulle sue pizze – proposte anche con la formula a degustazione del “giropizza” – mette soprattutto prodotti del territorio. Come nella Cinghialotta con friarielli, salamella fresca di cinghiale, mozzarella di bufala Dop aversana e briciole di tarallo affogate nel vino.

Francesca Gerbasio – Pizza e Maccarun’, Sala Consilina (Salerno)
Medaglia d’argento al Campionato Mondiale di Pizza nella categoria “pizza senza glutine” nel 2013 e vincitrice del titolo Pizza Chef Emergente del Sud nel 2014, Francesca Gerbasio ha lavorato per diversi anni alla pizzeria Pietra Azzurra di Michele Croccia, “pizzaiolo contadino” che sulle sue pizze sfornate a Caselle in Pittari, piccolo paese cilentano, le ha insegnato a mettere i semplici ma gustosi prodotti del territorio. Da qualche anno i due sono diventati soci aprendo il locale di Sala Consilina, presidiato da Francesca che qui continua a sfornare ottime pizze di stampo napoletano.

Barbara Giovannini – Apogeo, Pietrasanta (Lucca)
Il pizzaiolo “titolare” è il marito Massimo ma in realtà il ruolo di Barbara non è per nulla secondario nella storia di questa premiata pizzeria toscana che da pochi anni si è spostata nella bella sede in un casale fuori città. Certo, alla pizza si è avvicinata grazie al marito e inizialmente si limitava a stare in sala, fare la padrona di casa e dare una mano a farcire le pizze. Poi, man mano che Massimo era sempre più richiesto per eventi e serate fuori casa, si è messa con impegno a imparare, fino a riuscire a gestire anche il lievito madre. Ormai è in grado di sostituirlo al 100% se occorre, e spesso lo accompagna agli eventi più importanti.

Teresa Iorio – Le Figlie di Iorio e RossoPomodoro, Napoli
Bionda e procace, potrebbe essere considerata in qualche modo l’epigona della Cacialli con cui ha in comune il trucco vistoso e la passione (e bravura) per la pizza fritta, anche se nel 2015 ha vinto – prima donna in assoluto – il Campionato Mondiale Trofeo Caputo per la specialità principale, la Pizza STG, vale a dire la classica “tonda” napoletana al forno a legna. Figlia d’arte, è la titolare del locale di via Olivares ma da qualche tempo collabora anche con RossoPomodoroLab sul lungomare di Napoli dove ha presentato la sua “collezione” di pizze fritte dall’esplicito nome “femmena e fritta”: 4 pizze per rendere omaggio a questa grande tradizione femminile napoletana.

Filomena Palmieri – Da Filomena, Castrovillari (Cosenza)
Imprenditrice e pizzaiola, prima al Campionato Italiano Assoluto di Pizza 2015 per la pizza in teglia e tra i concorrenti del talent Master PizzaChef. Con tanti corsi alle spalle per affinare la tecnica e ampliare la conoscenza in materia, è lei ad avere le “mani in pasta” nel locale che conduce assieme al marito Massimo: pizze in teglia – di “scuola” romana – e tonde, dall’impasto leggero frutto di ben 96 ore di maturazione e lievitazione e cotte nel forno elettrico, condite con quanto di meglio offra il territorio circostante e meridionale in genere.

Petra Antolini, Settimo Cielo e Casa Petra, Pescantina (Verona)
Petra Antolini e Lorenzo Giacopuzzi sono i pizzaioli-titolari del locale in Valpolicella dove sfornano 4 tipi diversi di pizza, da quella napoletana a quella a degustazione. Da poco hanno inaugurato anche Casa Petra, dove sfornano pure pane, panettoni e pizza al taglio.

Paola Cappuccio – Pizza Verace a Portici, Napoli
Laureata ed esperta di marketing sportivo, Paola ha la pizza nel Dna essendo stati i bisnonni paterni i fondatori del Trianon, storica pizzeria partenopea. Fedele alla lezione del nonno Armando, ha deciso di seguire la sua passione e oggi è lei a fare pizze nel locale di Portici seguendo la tradizione napoletana nell’impasto e nella cottura ma mettendoci di suo creatività e fantasia nei condimenti.

 

 

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