Contaminazioni di pizza a Firenze

Anche durante la Biennale Gastronomica di Firenze c’era la pizza e la Buon Pizza!

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Un intera giornata dedicata allo street food più famoso del mondo dove Graziano Monogrammi, Giovanni Santarpia, Massimo Giovannini e Paolo Pannacci hanno presentato la nuova associazione no profit Pizza&Peace.

Paolo Pannacci ci racconta questo “progetto che parla di pizza nel centro della Toscana. Abbiamo sentito la necessità di costruire e contribuire a questo mondo che, oggi più che mai, ha bisogno di crescere ed evolversi. Cogliamo l’occasione per mostrarvi in anteprima il nostro logo che contiene principi nuovi ed innovativi: Pizza&Peace, Educazione Cultura dove la pace è il punto di partenza per fare cultura ed educazione”.

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E continua Massimo Giovannini “una pizza senza confini culturali per portare avanti quei valori che la rendono un prodotto di qualità, valori quali la conoscenza dell’impasto, del lievito, dei tempi di maturazione e lievitazione, perché la pizza è il risultato di qualcosa di concreto, ragionato e pensato” .  Così Graziano Monogrammi commenta “ognuno di noi ha portato la propria esperienza per costruire e condividere questo percorso che ci porterà a crescere tutti insieme. Bisogna fare sistema per migliorarsi: se ci aiutiamo possiamo avere maggiori risultati”. E chiude Giovanni SantarpiaE’ importante che chiunque possa partecipare a questo progetto, bisogna annullare muri e confini e creare insieme per fare e dare cultura”. 20161115_124125

Grandi entusiasmi e voglia di fare per questi “quattro moschettieri” toscani che, da buoni guasconi, hanno le idee molto chiare su come muoversi: “in primavera ci sarà un grande evento, Contaminazione di Pizza, nella città di Firenze dove ogni partecipante proporrà la sua pizza tra show cooking e momenti di confronto tra pubblico e pizzaioli”. 20161115_124037

A moderare l’incontro Sabino Bernandino, medico con una grande passione per il disco bianco di qualsiasi latitudine, che ha evidenziato come questo sia un momento felice anche per i progetti editoriali che la riguardano, citando il nostro “La Buona Pizza” che è stato presentato al pubblico alle ore 17, ma anche i libri “Where to eats pizza”, la prima guida mondiale sulle pizzerie, e il progetto di Slow Food “Pizza una grande tradizione italiana” di cui è, di entrambi, collaboratore. 20161115_115858

Intanto proprio durante questa Biennale hanno “dato un assaggio” di cosa intendono loro per contaminazioni di pizza: un unico impasto pensato insieme che ognuno di loro ha cotto e farcito secondo il proprio gusto.

Così Pannacci propone una pizza cotta al vapore con pomodoro pacchetelle spadellata, mozzarella di bufala del Caseificio il Casolare, pesto di basilico e semi di sesamo, alici e origano.

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Monogrammi fa una pala alla romana farcita detta “cioccolatino” con crema di topinanbur, soppressata di maialino toscano e cinta senese bollita senza conservanti né aromi naturali, e zest di limone.

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Govannini fa una pizza con ricotta di bufala del Caseificio il Casolare, cavolo cappuccio viola spadellato, sale a scaglie e prosciutto crudo toscano 22 mesi.

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E infine Santarpia ha fatto una classica pizza alla napoletana, la Margherita.

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Una giornata dove abbiamo raccontato il nostro libro nei minimi dettagli, abbiamo assaggiato le buonissime pizze contaminate e abbiamo re incontrato molti amici del settore!

 

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