Spiazzo, nuove pizze “spiazzanti” a Roma

Continuano le novita’ del panorama romano della pizza, e di nuovo – dopo il Gazometro38 dove lavora Pier Daniele Seu e Mani in Pasta, il piccolo laboratorio di pizza al taglio di Jacopo Mercuro di cui scriveremo presto – siamo in zona Ostiense. Questa volta, piu’ precisamente, parliamo di via Pacinotti (appena prima del ponte di ferro, come viene chiamato a Roma il Ponte dell’Industria), nello spazio inferiore degli edifici ricavati dal recupero architettonico dell’ex stabilimento Mira Lanza. E il locale in questione non e’ del tutto una novita’ quanto una “svolta” puntata sulla pizza. Quello che fino a pochi mesi fa era Bibere Bistrot – una sorta di “birreria gourmet” – per volere degli stessi proprietari, i fratelli Fabio e Alessio Mattaccini, e’ diventato ora Spiazzo, pizzeria sui generis (nel senso che la pizza e’, volutamente, fuori da ogni classificazione standard) con attenzione anche alla cucina, al vino, alla birra e ai cocktail. Forse un po’ troppe cose tutte insieme, ci verrebbe da pensare, il che potrebbe penalizzare il locale e rendere difficile individuarne il “carattere”. Sta di fatto che le pizze sono molto buone, i fritti anche di piu’ ed e’ un posto dove torneremo volentieri dopo essere state alla serata organizzata per la stampa dopo un breve periodo di rodaggio. Ma andiamo con ordine.

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Il posto e’ molto bello, come tutti i locali situati negli spazi affacciato sullo spiazzo – appunto – dell’edificio e mantiene l’aspetto vagamente “post-industrial” del locale precendente ravvivato pero’ dalla scelta di tavoli e sedie bianche, di tovagliette vivaci dove campeggia una scritta impossibile da non condividere (“le persone che amano mangiare sono sempre le migliori”), dalle lucine da esterni che corrono al soffitto e da una parete decorata con pale e taglieri da pizza. Al bancone ci sono almeno 6 spine con birra artigianale italiana, ma si puo’ scegliere anche tra vino e cocktail come dicevamo.

Il menu e’ ampio e variegato: ci sono le bruschette, qualche piatto di cucina (dall’amatriciana al tortino di ombrina e zucchine alla scapece), i dolci fatti in casa (super classici come il tiramisu’ e la crostata ricotta e visciole) e naturalmente le pizze.

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Due parole sull’impasto, che e’ stato messo a punto per le specifiche esigenze della pizzeria – tra cui il forno elettrico – proprio da Pier Daniele Seu, affidandone poi la gestione quotidiana a un suo allievo del corso di pizza da Coquis, Lorenzo De Bellis.
Impasto “da teglia”
– quindi con aggiunta di olio, come anche al Gazometro – con un blend di farina 00 di media forza con un 25% di farina tipo 2, alta idratazione (80%), poco lievito (1 gr/litro) e una maturazione di 48 ore, di cui la notte in “blocco” e il resto in palline, che vengono poi stese come una pizza tonda. Il risultato e’ una pizza dall’impasto croccante e ben alveolato, quasi una “teglia tonda”, capace di reggere bene anche i condimenti piu’ strutturati. Unica pecca, a nostro avviso, quella del cornicione che, ben presente ma non soffice come quello napoletano, risulta un po’ superfluo e viene facilmente lasciato nel piatto. Ma questo magari vuol dire assaggiare un tipo di pizza in piu’!

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Non e’ facile infatti scegliere tra le pizze in menu, suddivise tra le Classiche (Margherita, Marinara e Romana, tra i 6 e i 7,5 euro), le Tipiche (dalla Margheritissima con mozzarella di bufala e Parmigiano Reggiano 48 mesi a quella con mortadella e pistacchi, tra gli 8 e i 9 euro), le Focacce abbinate a salumi come il lardo di Colonnata o il prosciutto crudo San Daniele (tra i 7 e gli 8,5 euro)  – per l’occasione affettato a mano da Daniele De Ventura – , 5 tipi diversi di Ripieni Fritti (ma sono allo studio anche quelli al forno) e infine le Spiazzanti: pizze con accostamenti più audaci, proposte a rotazione, in cui e’ piu’ evidente la stretta collaborazione tra “forno” e  cucina – guidata dal giovane e bravo Mattia Lattanzio, vincitore del premio “Chef Emergente Centro 2015”- e a nostro parere le piu’ riuscite, o meglio il vero motivo (insieme ai fritti) per cui vi consigliamo di andare a provare Spiazzo.

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Pier Daniele Seu e Mattia Lattanzio

Qualche esempio? Quella con sgombro e patate, ma pure quella con “polpettine” di ciauscolo, provola e funghi e quella con patate, guanciale, provola ed emulsione di prezzemolo, le due che ci sono piaciute di piu’ e che vedete nelle foto.


Un po’ piu’ “hard” – ma divertente – quella con pollo e peperoni. Va detto comunque che le pizze di Spiazzo sono pensate per essere servite gia’ divise in spicchi, a degustazione, pur prendendo le distanze dalla definizione di pizza gourmet: “Preferiamo definirla una pizzeria “contemporanea”. Vogliamo misurarci e migliorarci ogni giorno, ma l’obiettivo resta semplicemente quello di dare a tutti la possibilità di mangiare una pizza di buona qualità in un ambiente confortevole”.


Menzione a parte per i fritti, come dicevamo, che sono davvero buonissimi, e che abbiamo accompagnato ottimamente con la Punto, fresca Session Ipa di Mc77. Oltre ai gia’ citati calzoni che pero’ non abbiamo assaggiato ci sono i suppli’ (abbiamo assaggiato quello carbonaro e l’amatriciano, gustosissimi e incredibilmente cremosi, soprattutto nel primo caso), le patate fritte in diverse varianti, i fiori di zucca con ricotta e alici del Cantabrico e altro ancora, e poi i lingotti, sorta di parallelepipedi dalla panatura super croccante e il ripieno morbido: noi abbiamo assaggiato quello con broccoli e salsiccia e quello con patate, prosciutto cotto di Praga e fior di latte, entrambi squisiti.

 

Spiazzo
Via Antonio Pacinotti, 83
00146 Roma
tel. 06 556 2738
Aperto tutti i giorni dalle h 18.30 a h 00.00 tranne il fine settimana (chiusura h 02.00)
Giorno di chiusura: Lunedì

 

 

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