ChePizza!

E anche a Milano abbiamo presentato il libro La Buona Pizza”! ospiti di ChePizza!, evento milanese articolato in cinque aree differenti dedicate a dimostrazioni, showcooking e masterclass.

Molti i pizzaioli presenti da Nord a Sud che hanno deliziato il numeroso pubblico presente con le loro pizze, molti gli amici della pizza ritrovati e moltissime – forse troppe in un solo giorno? – le pizze mangiate di cui vi diamo un breve assaggio.

Il veneto Denis Lovatel fa una pizza  che potrebbe far pensare a una romana ma in realtà è una sfoglia di pasta molto croccante e sottile con grandi ingredienti e molta sperimentazione, come la chips di cavolo nero.

Ciro Oliva, giovane promessa del Sud, coinvolge il pubblico con la sua esuberanza e la sua meravigliosa pizza fritta classica, con i cicoli, ma anche con grattata di limoni di Amalfi e alici di Cetara

Renato Bosco – sempre una certezza – sforna pizze  e tiene lezione ai bambini che lo seguono ammirati… la sua vegana doppio crunch va a ruba mentre la monte veronese è la versione chic di un super toast!

I fratelli Giulia e Gianni Dodaj presentano due pizze con i colori e i prodotti d’autunno, bellissime da vedere difficile scegliere quale assaggiare… meglio provarle entrambe per non sbagliare! E confermare così che erano buonissime, ma non avevo dubbi a proposito ho solo peccato di golosità!

Teodoro Chiancone fa una pizza in pala alla romana che farcisce con il supporto di due giovani cuochi, molto hipster, con cui presto farà un nuovo progetto di cui vi racconteremo.

Antonino Esposito di Sorrento porta a Milano la Frusta sorrentina, una pizza stesa con i migliori prodotti tipici del Sud, pomodoro e mozzarella. Inutile dire che c’era la coda….

I “fiori” di Roberto Ghisolfi, mia vecchia conoscenza, stupiscono e ammaliano: leggerissimi e fragranti, perfetti da take away – si finiscono di cuocere a casa – annunciano la sua prossima apertura di “Lo Spicchio” nel capoluogo meneghino, a novembre, che lascerà a bocca aperta i milanesi. Intanto io e Cristina ci siamo fatte tentare dal fiore di verdura con curry marocchino nell’impasto… meraviglioso!

Ci rivediamo con Simone Lombardi di Dry che, oltre al suo cavallo di battaglia con il vitello tonnato, presenta qui una new entry del menù dalle sue esperienze romane: stracciatella, cicoria, crema di acciughe del Cantabrico e peperoncino

E per chiudere le nostre degustazioni Antonio Pappalardo, veneto di adozione e camano di origine, ci delizia con la sua parmigiana 2.0  – burrata, pomodoro datterino confit, grill di melanzane e perlage di basilico Tartuflanghe – e la tagliatella di seppia con polvere di liquirizia, crumble di noci Macadamia e cacao.

 

 

Dry tra pizza e cocktail a Milano

In una Milano sempre più cosmopolita e proiettata verso l’alto, siamo state da Dry per provare pizza e cocktail.images-2 Pizzeria sui generis visto che dalle vetrate all’esterno la prima cosa che cattura lo sguardo è il bancone e la zona bar all’ingresso con tavolo sociale dove potersi sedere e gustare un drink.

Spazio dal design metropolitano dai toni scuri, radical chic, minimal, dagli alti soffitti e con luci soffuse.images-1  Superata l’entrata il locale si snoda in una serie di corridoi e ambienti molto intimi che si susseguono tra chi sorseggia un drink e chi mangia la pizza, ottima, di Simone Lombardi, chef e pizzaiolo.

 

“Ho cercato di imparare da due maestri della pizza, uno della scuola veneta, Simone Padoan, e uno di quella napoletana, Enzo Coccia. Era importate per me capire il loro approccio sui lievitati, sulle cotture e avere una visione ampia della pizza napoletana.

impostaQui abbiamo tre forni che ci permettono di giocare: con il forno a vapore faccio una precottura per i cubotti, per esempio, che poi finisco con il forno elettrico per dare friabilità e morbidezza. Il forno a legna con cupola bassa mi serve per la pizza classica dove, vista la velocità di cottura, vengono preservate le proprietà organolettica di pomodoro e mozzarella, così si mantengono anche i profumi di queste due eccellenza.”

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Menù ricco e interessante, dove emerge da subito la cura per la selezione delle materie prime. Ecco cosa abbiamo assaggiato noi prima di parlare con Simone.

Cubotti, cubi di focaccia semintegrale, servita con tapenade di olive leccino, guacamole e caprino

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Focaccia con Vitello tonnato con polvere di capperi (suo cavallo di battaglia)

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Margherita classica, che non manca mai nelle nostre degustazioni

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E una con lardo stagionato, basilico, pepe di Sarawak e Grana Padano

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Niente birra né vino ma Gin Tonic

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E Negroni

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Il successo del locale, reduce dai Tre Spicchi del Gambero Rosso per il terzo anno consecutivo? “La semplicità. Qui le persone vengono perché stanno bene perché è un luogo informale”. E Simone ha ragione perché noi siamo stati veramente molto bene e ci toccherà tornare, visto che non abbiamo assaggiato tutto e ci mancano i gelati che dicono buonissimi.

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Dry  – Via Solferino 33
20121 Milano

 

Spiazzo, nuove pizze “spiazzanti” a Roma

Continuano le novita’ del panorama romano della pizza, e di nuovo – dopo il Gazometro38 dove lavora Pier Daniele Seu e Mani in Pasta, il piccolo laboratorio di pizza al taglio di Jacopo Mercuro di cui scriveremo presto – siamo in zona Ostiense. Questa volta, piu’ precisamente, parliamo di via Pacinotti (appena prima del ponte di ferro, come viene chiamato a Roma il Ponte dell’Industria), nello spazio inferiore degli edifici ricavati dal recupero architettonico dell’ex stabilimento Mira Lanza. E il locale in questione non e’ del tutto una novita’ quanto una “svolta” puntata sulla pizza. Quello che fino a pochi mesi fa era Bibere Bistrot – una sorta di “birreria gourmet” – per volere degli stessi proprietari, i fratelli Fabio e Alessio Mattaccini, e’ diventato ora Spiazzo, pizzeria sui generis (nel senso che la pizza e’, volutamente, fuori da ogni classificazione standard) con attenzione anche alla cucina, al vino, alla birra e ai cocktail. Forse un po’ troppe cose tutte insieme, ci verrebbe da pensare, il che potrebbe penalizzare il locale e rendere difficile individuarne il “carattere”. Sta di fatto che le pizze sono molto buone, i fritti anche di piu’ ed e’ un posto dove torneremo volentieri dopo essere state alla serata organizzata per la stampa dopo un breve periodo di rodaggio. Ma andiamo con ordine. Continue reading “Spiazzo, nuove pizze “spiazzanti” a Roma”

Emergenti e nuovi appuntamenti nel mondo della Pizza

Dopo la Guida dell’Espresso, la finalissima per la Pizza Chef Emergente 2016 (i pizzaioli, da nord a sud, devono essere under 35) si è svolta ieri a Roma presso le Officine Farneto.

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I pizzaioli in gara erano: per il Nord Indrit Haraciu della Pizzeria O’Fiore Mio di Faenza (Ra) e Matteo Moretti del Ristorante Pizzeria Lo Scalo di Pieve Ligure (Ge), per il Centro Pier Daniele Seu della Pizzeria Gazometro 38 di Roma e Angelo Rumolo della Pizzeria Grotto Pizzeria Castello di Caggiano (Sa), per il Sud Francesco Vitiello della Pizzeria Casa Vitiello di Tuoro (Ce).

La giuria, composta da giornalisti del settore e pizzaioli quali Enzo Coccia, Giancarlo Casa e Matteo Aloe, ha decretato miglior pizzaiolo emergente 2016 Pier Daniele Seu!

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Pier Daniele Seu – foto Giulia Mancini

Per questa edizione Daniele ha presentato due pizze: la “sua marinara” fatta con pomodoro giallo del piennolo, pomodorini confit, Maccarello affumicato, origano fresco e polvere di aglio nero e quella con “tutte le cose che non mi piacevano da bambino”, o boscaiola, con funghi galletti e porcini cotti al forno, scamorza, salsiccia di Mangalica, santoreggia e puntini di salsa kaki e berberè.

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Altri due premi sono andati ad Angelo Rumolo per la tradizione e a Francesco Vitiello per l’originalità.

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Luigi Cremona e Pier Daniele Seu – foto Giulia Mancini

Fine ottobre pieno di iniziative per la pizza.

A Roma iniziano gli eventi di Don con Pizza fritta staril progetto che vede alcuni dei migliori chef stellati italiani rendere omaggio alla vera pizza fritta napoletana.

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A dare il via giovedì 27 ottobre ci sarà Paolo Gramaglia del ristorante President di Pompei che preparerà le pizze dalle 21,30 in via di San Francesco a Ripa 103 a Trastevere.

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Da Roma a Milano per un fine settimana dedicato al gustoso mondo della pizza con gli imperdibili appuntamenti di  Chepizza! la nuova kermesse in programma al Superstudio Più di Milano dal 28 al 30 ottobre.

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Organizzato da Italian Gourmet  Chepizza! è il nuovo evento dedicato alle pizze gourmet, e non solo, dove i migliori pizzaioli d’Italia prepareranno live le loro pizze svelandovi tanti piccoli e grandi segreti, pizze che potrete acquistare e degustare.

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Cinque aree differenti dedicate a dimostrazioni, showcooking, masterclass e salotti letterari dove si parlerà di pizza e molto altro. E il nostro libro La Buona Pizza torna a Milano dopo l’anteprima di giugno! Vi aspettiamo sabato 29 ottobre a alle ore 15 al Superstudio Più di via Tortona nella zona dedicata ai salotti letterari di Rosso Cult per raccontarvi il nostro viaggio intorno al disco bianco tra “sapori, valori e saperi”.

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Guida dell’ Espresso 2017: anche le pizzerie svettano in alto

Lo abbiamo detto e ripetuto: a noi le classifiche interessano poco, però ieri è stata presentata, alla Stazione Leopolda di Firenze, la Guida dei “Ristoranti d’Italia 2017” dell’ Espresso da cui è emerso che “in Italia oggi si mangia bene, molto bene, come mai in passato” e che ci ha riservato una piacevole sorpresa.

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Grandi numeri e alta qualità: 2000 locali recensiti sui 2700 selezionati, 50 enotavole e 78 pizzerie. “Per l’edizione 2017 si è ampliato l’inserto delle pizzerie di qualità, passato da 60 a 78” ci spiega Enzo Vizzari, curatore della Guida Espresso Ristoranti d’Italia, che ha premiato con il Premio Nastro Azzurro, una delle novità dell’anno,  “il Giovane Pizzaiolo di Talento, che non è di Napoli, come si potrebbe credere, ma è il langarolo Stefano Vola della pizzeria BONTA’ PER TUTTI di Santo Stefano Belbo (CN) dove fa una pizza di grande qualità e con molta passione”.

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E così un emozionato Stefano Vola riceve il premio dalle mani del celebre pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo

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E ci spiega: “La pizza di qualità esce dal territorio campano. Spesso le pizzerie con carte dei vini di livello e cura delle materie prime non si trovano a Napoli e dintorni. Anche se nel quartiere Sanità del capoluogo partenopeo c’è il giovane Ciro Oliva della pizzeria Concettina ai Tre Santi che sta facendo un ottimo lavoro di ricerca e prodotti eccellenti in un mix perfetto di tradizione e innovazione. La domanda che ci dovremmo fare quando valutiamo un locale è: meglio mangiare in un ristorante medio o la migliore pizza della nostra vita? Con questo criterio abbiamo selezionato i locali valutati non più con un punteggio ma con i cappelli da cuoco.” Chapeau!

Tutto questo per ricordarvi che Stefano è uno dei 10 protagonisti del nostro libro La Buona Pizza e che ne siamo molto felici… Chapeau anche per noi!

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La pizza “Di Napoli” a Trieste

Anche a Trieste, dove il palato dei cittadini è abituato ad una cucina di confine, a piatti sapidi e consistenti come la Jota, il goulash e i sapori a base di cren fanno da padroni, la pizza napoletana verace si ritaglia il suo spazio, con una clientela mista fatta di triestini e tanti turisti.

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In centro città abbiamo trovato diverse pizzerie come “I masanielli”, o la recente “Trattoria Caprese”, ma abbiamo voluto provare la “Pizzeria Di Napoli”, di nome e di fatto: pizzeria storica che da generazioni sforna pizze per gli abitanti del quartiere residenziale di Fuorigrotta nella città partenopea, prende in realtà il nome dal suo proprietario Rino Di Napoli.

Abbiamo chiacchierato con Lorenzo Bianco, socio di Rino e di Peppe, figlio di Rino, con il quale, nel 2012, si trasferisce a Trieste e comincia questa nuova avventura. Ci racconta: “Volevo vivere in una città più tranquilla, ma non potevo fare a meno della pizza”.

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L’impasto è lo stesso e ne riconosciamo subito il sapore e la consistenza, prodotti come la mozzarella e i pomodori, arrivano 3 volte alla settimana dagli stessi fornitori utilizzati dalla pizzeria madre. Anche il menu è praticamente uguale, con qualche eccezione per le pizze stagionali.

A due passi dalla piazza principale di Trieste, Piazza Unità d’Italia, riesce a riempire ogni giorno 130 posti a sedere e d’estate arriva quasi a 200 sfruttando lo spazio esterno.

Volevamo provarne tante, per fortuna in menu esiste la TRIS : 1/3 ripieno, 1/3 campagnola ed 1/3 rucola e prosciutto e poi, come rinunciare ad una classica margherita?

Pizzeria Di Napoli
Via Armando Diaz, 10, 34121 Trieste
Telefono: 040 260 1141
aperto tutti i giorni: 12–15, 19-23:30

Le pizze fritte di Ciro Salvo alla cena Stellata al Carcere di Poggioreale

Anche la pizza sarà tra le protagoniste della “Cena Stellata a Poggioreale” di martedì 18 ottobre presso la Casa Circondariale di PoggiorealeCasa Circondariale di Poggioreale. Il progetto, che punta alla formazione e al reinserimento lavorativo dei carcerati, nasce dall’ Associazione “Il Carcere Possibile” condivisa con la Direzione dell’Istituto e realizzata con il supporto no-profit dell’Associazione Wine&Thecity.

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Tre chef stellati, tre brigate di detenuti e un pizzaiolo in una struttura storica di detenzione (1905) che per la prima volta apre le sue porte al pubblico per dimostrare come anche la cucina possa diventare occasione di riscatto sociale, momento di condivisione e crescita personale. Questi i protagonisti della serata: Marianna Vitale di Sud Ristorante di Quarto, Peppe Guida di Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense e Alfonso Caputo de la Taverna del Capitano di Nerano e il pizzaiolo Ciro Salvo della pizzeria 50Kalò.

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Questa cena a più mani e aperta ad un pubblico di settanta persone ha anche lo scopo di raccogliere fondi a sostegno dei progetti dell’Associazione il Carcere Possibile e in particolare per trasformare l’iniziativa in un laboratorio permanente di cucina per i detenuti del carcere

Ciro Salvo apre la serata con un aperitivo di pizze fritte, segue la cena servita nella navata della chiesa, in abbinamento ai vini dell’azienda vitivinicola Villa Matilde. Tre portate e il dessert offerto dalla storica Pasticceria Mennella di Torre del Greco.

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Per partecipare alla cena è prevista una donazione di 75 euro.

I posti sono limitati.

Per conoscere tutte le modalità di partecipazione:

info@wineandthecity.it  Tel. 081 681505

Le pizze di Massimo Giovannini da Apogeo

Avevo incontrato Massimo Giovannini, pizzaiolo toscano, per la prima volta alla prima edizione della giornata Identita’ di Pizza dove aveva proposto una “pizza gourmet” – all’epoca il termine era nuovo e aveva ancora senso per indicare una pizza decisamente fuori dall’ordinario, come quella con capesante grigliate, crema di ceci, chips di capesante al rosmarino e salsa al vino rosso – creata insieme all’amico chef Andrea Mattei. Era anche la prima volta, almeno a mia memoria, che sentivo parlare di una collaborazione tra pizza e alta cucina, che poi sarebbe diventata quasi la norma. Mi e’ capitato di riassaggiare le sue pizze in diverse occasioni, l’ultima a giugno a Roma quando ha presentato, insieme alla moglie Barbara, la buonissima pizza con fiordilatte, insalata di polpo, scarola, pomodori olive taggiasche e olio exravergine alla manifestazione Emergente 2016 organizzata da Luigi Cremona. Le sue pizze mi sono sempre piaciute parecchio eppure non ero mai riuscita ad andarle ad assaggiare a “casa” sua, all’Apogeo di Pietrasanta. Questo fino alla settimana scorsa quando, grazie all’Internet Festival che mi ha portata a Pisa e alla compagnia di alcuni amici che amano la pizza quanto me e che mi hanno scarrozzata fin la’. Continue reading “Le pizze di Massimo Giovannini da Apogeo”

La Buona Pizza ospite alle Strade della mozzarella

Le strade della mozzarella sbarcano a Roma! Noi siamo state invitate (grazie Barbara… è stato un vero piacere!!!) per presentare il nostro libro La Buona Pizza e aprire la seconda giornata delle Strade  all’hotel Baglioni.

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Eravamo con il pizzaiolo Stefano Callegari, uno dei protagonisti del nostro libro, Daniele De Michele in arte Don Pasta e il giornalista Luigi Cremona che ha magistralmente moderato l’incontro. Continue reading “La Buona Pizza ospite alle Strade della mozzarella”

La Bufalaccia di Palermo

Palermo è una di quelle città dove lo street food regna sovrano: puoi mangiare in ogni angolo di strada e nei mercati perchè l’offerta è varia e diversa. Ovunque ti giri c’è l’imbarazzo delle scelta: pane e panelle, sfincione, babbaluci, arancine, pan ca’ meusa, frittole, crocchè di patate, stiggliole…

Ma noi volevamo assaggiare una pizza, quella classica, e così siamo andate a provare La Bufalaccia. In pieno centro, il locale è molto carino e piacevole, con luci soffuse e colori caldi, un grande forno a legna e personale di sala discreto ma presente.

Qui si mangia la pizza napoletana, quella con il cornicione alto che i palermitano apprezzano molto e che amano molto farcita. Gli ingredienti vengono selezionati con cura e anche gli impasti sono buoni (usano farina campana di cui fanno un blend con una percentuale bassa di grani siciliani quali la farina di grano Tumminia e Russello) anche se rischiano di perdersi nella ricca farcia delle pizze. Le pizze sono molto cariche perché “qui la vogliono così” quindi non è stato possibile assaggiare i fritti e gli antipasti che sembravano molto sfiziosi!

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Menù ricco con tante proposte diverse: Calzoni e pizza fritta, Classica, Tradizione quasi napoletana, Gusto ricco, Le trazzere del gusto, La tramontina, La bufalaccia, Territorio siciliano, Novità 2016, Del posto e Pizze Dolci.

Noi ne abbiamo provata qualcuna.

Monrealese con ricotta di pecora, cipolla rossa a crudo, caciocavallo, pangrattato, pomodoro, acciughe e pomodoro fresco

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Verdure grigliate, miele di ape nera sicula e mozzarella di bufala

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Nebrodi con i gusti dei monti Nebrodi della Sicilia orientale pomodoro, mozzarella fior di latte, provola affumicata, ricotta di pecora infornata, guanciale di maiale al pepe nero, salame di Sant’Angelo e pistacchio di Bronte.

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Con il pesto

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E qualche dolce, golosissimo.

La Bufalaccia

Via De Cosmi, 13, Palermo

Aperto solo la sera