Jazz e pizza con Note di Gusto al Pomigliano Jazz Festival

Ha 20 anni il Pomigliano Jazz Festival di Pomigliano d’Arco che ogni anno attrae migliaia di spettatori con concerti gratuiti di artisti di fama mondiale e campani Itinerante dal 2011 tocca location suggestive e di estrema bellezza quali il cratere del Vesuvio, l’Anfiteatro Romano di Avella, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, il Castello Mediceo di Ottaviano.

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Abbinamento riuscito quello tra il Jazz e Note di Gusto, che torna anche quest’anno con visite in aziende agricole, laboratori del gusto, degustazioni e mostra mercato dei prodotti agricoli della terra campana.

LOCANDINA PJAZZ2016

Anche la pizza sarà una delle protagoniste del programma 2016 e dal 9 al 24 settembre sarà possibile mangiare la buona pizza campana, la Margherita e la Marinara, in posti incantevoli. Questo il programma.

11 settembre / Conetti vulcanici Pollena Trocchia

Aniello Falanga, pizzaiolo della pizzeria Haccademia di Boscotrecase. Da anni si dedica allo studio delle farine ottenute da grani italiani tradizionali e alla ricerca di aziende che lavorino nel rispetto dell’ambiente. Le materie prime che usa per le sue pizze sono di altissima qualità, Presidi Slow Food, in modo da garantire un’alimentazione sana che esalti il gusto di ogni singolo prodotto.

Pomigliano
pizza Margherita

16 settembre / Castello Mediceo Ottaviano

Gianfranco Iervolino della pizzeria Morsi e Rimorsi di Caserta. Gianfranco è un punto di riferimento per coloro che vogliono migliorare le proprie conoscenze o avviare una pizzeria. Insegna presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ed è un ricercatore attento dei prodotti da utilizzare sulle proprie pizze selezionati visitando di persona le aziende produttrici, per lo più artigiane e legate alle tradizioni gastronomiche del proprio territorio.

17 settembre / Parco delle Acque Pomigliano d’Arco

Mariano Panariello della pizzeria New York New York a Torre del Greco. La famiglia Panariello propone da sempre una ristorazione che racconta la solare cittadina ai piedi del Vesuvio. Per Mariano la cucina è un “movimento democratico” perchè rivolta a tutti, basata su preparazioni semplici dove il pescato di Torre del Greco è il protagonista principale. Non poteva mancare la pizza, piatto popolare e democratico, preparata soprattutto con i prodotti della terra vesuviana.

Marinara
pizza Marinara

18 settembre / Parco delle Acque Pomigliano d’Arco

Paola Cappuccio della pizzeria Pizza Verace Portici a Napoli. Paola è una delle pochissime donne a fare la pizzaiola. Discendente di Ciro Leone e Giorgia De Somma (che fondarono la Pizzeria Trianon a Napoli nel 1923, la più antica e tra le più celebri della città partenopea), pur rispettando la tradizione si è impegnata nello studio delle tecniche di lievitazione per raggiungere una pasta molto soffice. Le sue pizze tradizionali vanno di pari passo con nuovi gusti all’ insegna della qualità e del mangiar sano.

Cosa aspettate a dare un occhiata al fitto programma di musica e incontri per grandi e bambini e prenotare un posto per la vostra buona pizza?

Per informazioni www.pomiglianojazz.com

Sbanco: pizza, birra e molto altro all’Appio Latino

Continua l’espansione di Stefano Callegari – e delle sue pizze strepitose – a Roma e non solo. E’ recentissima la notizia della prossima apertura di Trapizzino a New York, ma intanto – oltre al moltiplicarsi delle insegne relative al famoso triangolo di pizza – gia’ da qualche mese Stefano ha portato le sue pizze (tonde, in questo caso) anche al quartiere Appio di Roma da Sbanco. Aperto in societa’ con Marco Pucciotti – instancabile imprenditore dietro a molti locali tra i piu’ amati della scena birraria capitolina e non solo, dal Barley Wine a Trattoria Epiro – e con il Birrificio del Ducato (e’ previsto anche l’avvio di un impianto di produzione al piano inferiore del locale) ha iniziato a sfornare pizze gia’ da marzo ma noi abbiamo preferito aspettare un po’ prima di scriverne, per fare qualche assaggio ripetuto. Continue reading “Sbanco: pizza, birra e molto altro all’Appio Latino”

Pizzevaganti: pizze on the road (e on the beach)

Una volta la merenda al mare con la pizza del forno era un classico. Ora invece in spiaggia si possono mangiare anche vere e proprie (e buonissime) pizze tonde, vedi Franco Pepe che porta le sue pizze al Lido Mister Marlin. Ma la cosa richiede un po’ di organizzazione, la brigata in trasferta e soprattutto una struttura dotata di forno… Oppure un po’ di sana incoscienza, come nel caso delle PizzeVaganti di Enrico Cappuccini e Carmine Piano. I due, appassionati di pizza, si sono improvvisati pizzaioli (si fa per dire, dietro ci sono una ricerca maniacale e tante ore a impastare e cuocere con diversi maestri, a cominciare da Giancarlo Casa) e hanno messo a punto un loro impasto (variabile per esigenze… nomadiche) e soprattutto un portentoso forno elettrico modificato che gli permette di cuocere le pizze – una alla volta ovviamente! – a una temperatura da forno a legna (550°)!
Il risultato sono ottime pizze che portano “in giro” tra locali di amici, serate private ed eventi… riuscendo a sfornarle anche dove non sarebbe possibile portare un forno “vero”. Noi le abbiamo assaggiate qualche tempo fa in occasione di una bella serata in spiaggia a Fregene, al chiosco di Remigio alla Baia. Continue reading “Pizzevaganti: pizze on the road (e on the beach)”

Ferragosto, pizza mia ti (ri)conosco

Pizza On The Road se ne va in vacanza per qualche giorno, alla ricerca di nuove pizze da assaggiare…
Niente paura pero’, vi lasciamo con un bel regalo: qualche indirizzo collaudato – da Nord a Sud – dove andare a mangiare la vostra Buona Pizza anche a Ferragosto e dintorni.
Noi ci rivediamo a partire dal 22 agosto con nuovi post e nuove pizze! Continue reading “Ferragosto, pizza mia ti (ri)conosco”

La pizza di Madre a Roma

Madre, nome evocativo, con mille significati, uno tra i tanti la pasta madre. Non a caso da Madre – Ceviche Spirits & Pasta Madre, il nuovo locale di Roma all’interno del Roma Luxus Hotel, ex convento domenicano nel quartiere Monti, la pizza è una dei protagonisti del menù dello chef Riccardo Di Giacinto. Riccardo.jpg

La prima cosa che si nota di questo ristorante è la bellezza del luogo, con un giardino al contrario dove intravedere il cielo tra le piante copiose che cadono dall’alto e acqua che scende delle pareti, divani sociali e un bancone con cucina a vista. Madre

Innovativa e curiosa la proposta di Di Giacinto con chiara ispirazione alla cucina italiana, spagnola e sudamericana, un modo diverso di mangiare e condividere tavola e piatti, un vero e proprio “para compartir”._YP_1887

Cocktail e ceviche, carne alla parilla e maritozzi salati, tortillas e gambas al aljillo, patanegra e, soprattutto, pizza “che viene ordinata dal 90% dei tavoli”. Non aspettatevi la pizza napoletana con il cornicione alto, quanto piuttosto quella gourmet, già tagliata a spicchi e presentata su un’alzatina nera. _YP_7891.jpg

Si perché Riccardo, “in un’altra vita”, ha fatto il pizzaiolo a Londra e questa era l’occasione giusta per far fruttare la sua esperienza con con farine & C.  Si è creato un blend di farine di grani antichi da lui stesso selezionati per realizzare un impasto fatto solo con lievito madre, acqua e sale per almeno 48 ore di lievitazione.

Il forno a legna è maestoso ed è gestito da due pizzaioli sotto la supervisione sempre attenta dello chef. La pizza è buona, invitante e saporita, croccante ma morbida, declinata nella versione rossa o bianca a seconda dei felici abbinamenti di Di Giacinto, dove le eccellenti materie prime la fanno da padrona ed emergono in tutta la loro bontà.

Ne abbiamo provata qualcuna, giusto qualche assaggio…

Abbiamo iniziato con una semplice Marinara dove la dolcezza del pomodoro pelato Motticella incontra l’acciuga Nardin del Cantabrigo. 20160715_212215.jpg

Non potevamo non assaggiare la Margherita con mozzarella di bufala Barlotti e basilico fresco. _YP_7781

Siamo passate all’Affumicata con provola affumicata e chorizo de Bellota 20160715_212235

la Costiera con stracciatella Borlotti, acciughe Nardin e carpaccio di limone bio 20160805_201809

la Escabeche con bufala Borlotti, zucchine alla scapece e sgombro all’olio di oliva _YP_7869

la Saporita con prosciutto cotto a legna, indivia ripassata e gorgonzola di botte Saporita

la Blanca con stracciatella Borlotti, gambero rosso marinato ala pepe rosa e datterino infornato alla vaniglia Boubon 20160805_201742

E per chiudere in dolcezza la pizza della mamma della Madre, con mele, pinoli e crema pasticcera e zucchero a velo20160715_220935

Noi abbiamo pasteggiato con gli ottimi cocktail di Cristiano Bronzini.

Anche a Rio de Janeiro c’è una Buona Pizza

Oggi cominciano le tanto attese, e discusse, Olimpiadi di Rio de Janeiro. In questa “città meravigliosa” abbiamo scovato un posto dove mangiare una buona pizza, grazie a due buongustai italiani che sono lì già da qualche mese per preparare la cerimonia di apertura di stasera e sono andati in avanscoperta per noi.

imagesCi assicurano che il cibo carioca è buono e invitante, ma ogni tanto sentono un irrefrenabile voglia di pizza – e come non capirli!  – spesso accompagnata da una ghiacciatissima chopp (la loro birra alla spina).

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Nel quartiere di Iapanema, celebre per la sua spiaggia a cui è stata anche dedicata una canzone, “la “ragazza d Ipanema”, trovate il locale Alessandro & Frederico Pizzaria D.O.C.G. Il nome, un mix tra italiano e portoghese, è quello dei due figli di Fabrizio Giuliodori il proprietario, milanese di nascita e brasiliano di adozione, uno dei primi ad aver portato qui l’olio extra vergine e lanciato il marchio di pasta Barilla italiana a Rio de Janeiro.

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Fabrizio Giuliodori

A fare le pizze c’è Gennaro Cannone un predestinato: “Da bambino guardavo il nonno, anche lui Gennaro, fare la pizza. Vedendomi giocare con la pasta, il nonno mi diceva che avevo le mani calde, l’ideale per la preparazione degli impasti perché significava che erano sensibili”. Da quando ha 16 anni comincia a lavorare nelle cucine dei ristoranti e, da allora, non ha mai smesso. Qui è responsabile per la pasta, la pizza e il pane artigianale.

Il segreto del loro successo? Ingredienti di alta qualità (pomodoro italiano per esempio) una buona selezione di vini e personale attento e preparato. Gli impasti sono fatti con farina “00” e hanno una lievitazione di 24 ore che la rende croccante e leggera.

Il locale è accogliente, molto carino e il forno a legna ha il ruolo da protagonista nella sala.

Le pizze in menù sono tante, più di 50: le tradizionali con mozzarella di bufala come la Margherita o la Quattro formaggi con taleggio, brie e gorgonzola; le gourmet con cornicione tipo la napoletana o senza e qui troviamo la Brandi, un omaggio alla pizza di Napoli; le speciali, come la Nero con pomodoro pelato, prosciutto di Parma, pomodori secchi, scaglie di Grana Padano, pesto di basilico e origano; i calzoni con prosciutto cotto, funghi, salsiccia italiana e scamorza; le focacce con rosmarino o, più elaborate, come taleggio e marmellata di albicocche, e infine le dolci, come quella con banana, zucchero, cannella e mandorle. pizzaria_06.jpg

Se scorriamo il menù ci sono pizze che potrebbero farci inorridire, ma non dimentichiamo che la pizza ha attraversato i continenti ed è pur sempre il cibo più mangiato nel mondo…. Quindi se siete a Rio andate a provarla, non ne rimarrete delusi! pizzaria_04

Alessandro e Frederico Pizzaria D.O.C.G.

Rua Garcia D´Ávila, 151 / Ipanema

http://alessandroefrederico.com.br/restaurantes/pizzaria-docg-ipanema/pizza br 5

Pier Daniele Seu, pizza al Gazometro (38)

Ai non romani, il Gazometro – la struttura d’acciaio reticolata dalla forma cilindrica che, insieme ad altre due strutture simili ma piu’ piccole che si trovano sempre in zona Ostiense, non lontano dalle rive del Tevere, serviva per la diffusione del gas fino agli anni ’60 – potra’ essere solo in brutto reperto industriale, ma per chi a Roma ci e’ nato o ci vive il caro vecchio gazometro – che in alcune occasioni, come nella Notte Bianca del 2006, tutto illuminato a festa, ha dimostrato di saper essere anche bello – e’ un simbolo. Prima simbolo di una Roma che non c’e’ piu’, ora simbolo della rinascita del quartiere che, dopo essere stato soprattutto sede della vita notturna “alternativa” della citta’ ora e’ decisamente una delle zone a maggiore densita’ gourmet – o comunque mangereccia – della citta’, da Eataly al Porto Fluviale. Negli ultimi mesi sono tante le nuove insegne – soprattutto orientali – che sono spuntate da queste parti, mentre risale “gia’” al maggio 2015 l’apertura del Gazometro 38.

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“Com’era…è”la pizzeria Gourmet arriva nel torinese

Ha aperto lo scorso lunedì a Moncalieri (To) la nuova pizzeria Come era… è”, la prima del format Pizzerie Gourmet di Giuseppe Acciaio – amministratore della Gma Import Specialità di Pompei – che, insieme ai figli Luigi, Gilberto e Massimiliano, sta portando in Europa un nuovo modo di fare la pizza formando i pizzaioli dalla selezione delle materie prime agli impasti fino agli arredi del locale.

E proprio a Moncalieri Luigi Acciaio, formatore di Pizzaioli Gourmet e Presidente dell’Associazione Pizza Napoletana Gourmet, ha portato, per la prima volta, la macchina per impastare a mano, brevettata con il brand AT.

Una vera e propria impastatrice assistita, dove i tempi vengono dimezzati (4 minuti per 16 kili di impasto) grazie al movimento rotatorio della ciotola che agevola il pizzaiolo nel miscelare gli ingredienti. Qui vengono usate le farine Petra di tipo 1 e 2 in purezza, lievito liquido (ricavato dalle stesse birre prodotte dalla Gma in Belgio), acqua e sale marino integrale. “Il mio impasto ha il 70% di idratazione e, se integrale, può aumentare fino al 90%. I tempi di lievitazione sono di circa 30 /36 ore” spiega Luigi mentre fa una dimostrazione pratica della sua impastatrice.

Il forno elettrico, e non a legna come vorrebbe la tradizione napoletana, è fatto a Sorrento ed è caratterizzato da un piano refrattario che mantiene la temperatura a circa 480 gradi e rende la pizza croccante e morbida allo steso tempo.

Le pizze sono guarnite con le eccellenze Gma quali pomodorini San Marzano DOP, Piennolo del Vesuvio rosso DOP, pomodorini gialli vesuviani, pomodoro Corbarino de I Sapori di Corbara, antico Pomodoro di Napoli, Oli DOP, BIO e denocciolati, formaggi DOP E BIO, salumi e prosciutti artigianali, alici di Cetara e di Menaica e molti prodotti tipici del territorio, come racconta l’ampio menù.

 

dagli antipasti con i classici fritti campani alle pizze gourmet e super gourmet, quali

Arancino e frittatina di pasta

Cetarese, filetti di tonno, sgombro e alici di Cetara, mozzarella di bufala campana Dop, pomodorino corbarino in acqua e sale, origano, basilico, olio

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Schiacciata, ripiena con scarola stufata, capperi di salina, olive Caiazzane, pinoli e fior di latte 20160725_192828.jpg

Capperi che pizza! con pomodorino del Piennolo, capperi di salina, aglio fresco, origano, olio e basilico

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Fassona, tartare di fassone, fior di sale, olio, julienne di pappacella del vesuvio in aceto di sidro di mele, batturta di capperi, cipollina e senape

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E molto altro che potrete scoprire da “Com’era…è” tutti i giorni, anche ad agosto, in C.so Savona, 17 – Moncalieri (TO)