Mozzabella, Michele Leo e la sua pizza a Bologna

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Devo premettere che Michele Leo non e’ solo un bravissimo pizzaiolo, ma un amico. Le nostre strade si sono incrociate diverse volte, dai corsi in contemporanea al Gambero Rosso (io in aula, lui in cucina) alle lezioni che ha fatto agli studenti del Master del Gambero Rosso anni dopo, quando entrambi eravamo passati dall’altro lato della “cattedra”. Nel mentre, sono stata una grande fan delle sue buonissime pizze: da quella a taglio, “stile Bonci” – il maestro che l’ha folgorato durante il corso di cucina al Gambero e gli ha fatto capire che la sua strada, ormai abbandonata la carriera come informatico, sarebbe stata quella della pizza appunto – proposta coraggiosamente a Napoli in tempi non sospetti, a quelle tonde che sfornava prima alla Citta’ del Gusto di Napoli e Nola, e poi alla pizzeria di Palazzo Petrucci.

Per questo non potevo non andare a trovarlo a Bologna – la sua nuova citta’ – appena se ne e’ presentata l’occasione. Da qualche mese infatti Michele e’ l’executive pizzaiolo di MozzaBella, nel senso che cura impasti e condimenti e attualmente presidia il locale quasi full time, ma sono in progetto diverse aperture per cui lui avra’ soprattutto un ruolo di supervisione e coordinamento. Un’ulteriore tessera (con altre in arrivo appunto) che si aggiunge all’interessante panorama bolognese della pizza, dove in poco tempo si e’ passati da zero o quasi (per esempio, la pizza a taglio e’ una novita’ introdotta da ‘O Fiore Mio alla fine del 2014 e ora appunto anche da MozzaBella) a diversi indirizzi dove ci ripromettiamo di andare, inclusi Berberè e Ranzani 13 (che pero’ non da’ piu’ segni di vita online).

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Ma cos’e’ esattamente MozzaBella? Per spiegarlo devo dilungarmi un po’ anche perche’ – finalmente! – non si tratta di un locale-fotocopia ma di un concept interessante, con una sua precisa personalita’ anche negli arredi che uniscono tradizione e tendenze hipster senza essere modaioli, che propone pizza a taglio venduta al pezzo e non a peso, in base alla tipologia, qualche variante dolce e pure i golosi fritti d’impronta partenopea, a cominciare dalle montanarine. Il tutto in un’atmosfera molto easy e senza servizio ai tavoli. Ma la formula si presta anche a essere “modulata” in base non solo alla citta’ ma pure al quartiere in cui si trova.


Che nella fattispecie, per il primo indirizzo bolognese e’ il Pratello: poco lontano da piazza Maggiore, prende il nome da una lunga e stretta via porticata che e’ stata la scena principale del movimento studentesco negli anni ’60 (da qui trasmetteva Radio Alice) e oggi della movida notturna, ma sempre in chiave alternativa/hipster.  Qui pero’, come mi ha fatto notare anche Michele, sopravvivono anche scampoli della Bologna popolare di una  volta – come la signora di fronte che fa i tortellini piu’ buoni della citta’ secondo lui! – e puo’ capitare anche di alzare lo sguardo e trovarsi davanti un murale ispirato alla Compagnia dei Celestini di Stefano Benni, proprio di fronte al Tribunale per i minori.

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Ne consegue anche una clientela composita: al mattino vengono soprattutto professionisti in cerca di cose buone da mangiare – incluse molte richieste vegetariane e vegane – che magari approfittano anche dei tanti prodotti agli scaffali (soprattutto di origine campana, dal tonno di Cetara ai pomodori del Vesuvio, fino alla Galamella, ma pure la farina del Mulino Marino dal Piemonte) per fare un po’ di shopping gourmet.

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La sera invece, arrivano gli studenti affamati e con pochi soldi in tasca, ma che comunque preferiscono le pizze di Michele – mica stupidi! – al junk food. Per loro ci sono le pizze piu’ semplici, come la Margherita o le focacce farcite, ma  realizzate con la stessa cura. Che nel caso di MozzaBella vuol dire: impasti con lunga maturazione e lievitazione (ma non con lievito madre, Michele preferisce il lievito di birra e la pizza non ne risente certo), farine selezionate, condimenti di qualita’, fantasiosi e golosissime, che uniscono spesso le origini campane del pizzaiolo alle suggestioni emiliane.

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Io per esempio ho assaggiato quella con carciofi e patate e quella – fenomenale!- con crema di cipolle (cotte a bassa temperatura nel forno con burro olio e rosmarino, sale e pepe) e provola affumicata di Agerola, a cui Michele aggiunge fuori dal forno i filetti di tonno e  il basilico; fondamentale, quest’ultimo, come sottolinea lui.

MozzaBella
Via del Pratello 65/B
Bolohna
tel. 051 550506

 

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